Ricerca: Icgeb presenta a Regione progetto su farmaci biosimilari

Udine – Una proposta per rafforzare il laboratorio dedicato allo sviluppo di farmaci biosimilari del Centro Internazionale di Ingegneria Genetica e Biotecnologia (Icgeb) di Trieste con l’obiettivo anche di incentivare lo sviluppo locale di una filiera di imprese nel settore farmaceutico in un mercato in forte crescita: i biosimilari, cioè i prodotti derivati dai biofarmaci i cui brevetti sono giunti a scadenza, si stima infatti raggiungeranno un valore di 35 miliardi di dollari nel 2020.

E’ il progetto che è stato illustrato dal direttore dell’Istituto di Padriciano, Mauro Giacca, alla presidente del Friuli Venezia Giulia Debora Serracchiani, nel corso di un incontro nella sede della Regione di Udine.

Giacca ha reso noto che negli ultimi anni l’Icgeb è stato molto attivo nello sviluppo e nel trasferimento delle tecnologie sui biosimilari attraverso il suo laboratorio dedicato e che sono 70 gli accordi stipulati con soggetti industriali in varie parti del mondo, molti dei quali hanno già iniziato la produzione di biosimilari per il mercato interno e per l’esportazione.

L’Icgeb intende ora qualificare ulteriormente la propria offerta nei confronti di soggetti industriali attraverso il rafforzamento del laboratorio, per essere in grado di certificare la qualità dei processi e dei prodotti oggetto di trasferimento secondo le specifiche internazionali dell’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) o, alternativamente quella dell’Agenzia europea per i medicinali (Ema).

“In Friuli Venezia Giulia non esiste un laboratorio di questo tipo e la disponibilità a Trieste di un servizio di supporto scientifico rappresenterebbe un notevole incentivo allo sviluppo locale di una filiera produttiva di biosimilari, attraverso new-companies autoctone, ovvero attraverso l’apertura di filiali locali da parte di industrie farmaceutiche”, ha indicato Giacca.

La presenza stessa di una specifica competenza scientifica al più alto livello potrebbe favorire in modo significativo la conoscenza dei biosimilari in regione e il loro utilizzo da parte della locale comunità medico-ospedaliera con consistenti risparmi strutturali nelle spese per la sanità, ha suggerito il direttore dell’Icgeb, ricordando che in questo campo la Regione più virtuosa, il Piemonte, ha già sostituito con biosimilari il 91% dei biofarmaci originari.

L’investimento stimato per ottenere lo sviluppo del laboratorio dedicato ai biosimilari è di quattro milioni di euro in tre anni, budget di cui per adesso l’Istituto è in grado di coprire con propri fondi solo il 25%.

La presidente, nel considerare con interesse la proposta per le sue ricadute economiche e di sviluppo, ha assicurato un approfondimento inteso a valutare la fattibilità di un percorso di coinvolgimento regionale.

Nel corso dell’incontro Giacca ha anche illustrato il progetto di costituzione della Fondazione per le Biotecnologie “FIBIO”, che ha lo scopo di potenziare le attività dell’Istituto e estenderle oltre ai propri limiti statutari e favorirne l’impatto socio-economico.

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