RICOMINCIO DA CINQUE

Quello che ho imparato dalla vita e dai miei figli

(Bur Rizzoli)

Un libro-intervista esclusivo: chi è l’uomo e il candidato sindaco Corrado Passera.

Corrado Passera ha vissuto in prima persona le vicende che hanno segnato lo sviluppo del nostro Paese negli ultimi decenni. Oggi, mentre la sua vita “ricomincia da cinque” – come uomo, è in attesa della nascita del suo quinto figlio; come personaggio pubblico, con la candidatura a sindaco di Milano è entrato nella sua quinta “fase”–, Passera è deciso a mettersi di nuovo in gioco.
E lo fa anche nel libro Ricomincio da cinque (Bur Rizzoli) in cui con Sara Faillaci si racconta per la prima volta come uomo e come manager. Un libro da cui emerge la figura di un uomo libero da condizionamenti e da pregiudizi, che ha sempre assunto e portato a termine impegni professionali e personali con senso di responsabilità, dedizione assoluta e rispetto per tutti i soggetti coinvolti.

IL LIBRO. Corrado Passera ripercorre il proprio percorso di uomo, marito e padre, oltre che quello professionale scandito dagli avvenimenti economici, politici e industriali degli ultimi trenta anni. Dalla guerra di Segrate con il braccio di ferro tra Berlusconi e De Benedetti per acquisire la Mondadori all’esperienza nel governo Monti al rapporto ventennale con Giovanni Bazoli, dai contatti con Matteo Renzi al lavoro con Carlo De Benedetti. Non mancano passaggi più intimi legati alla vita affettiva e familiare e principalmente al rapporto con i figli a cui è dedicato il libro che si chiude con una lettera indirizzata proprio a loro.

Perché candidarsi a Milano. “Per renderla una delle città più sicure e capaci di creare lavoro in Europa. Abbiamo tutte le leve e le possibilità per riuscirci, ma serve un’amministrazione visionaria e competente. Milano deve diventare la città del «si può fare»: meglio e prima che nelle altre città europee”.

Su Matteo Renzi. “Confonde il dire con il fare. A Renzi non interessa mettere mano a quelle che sono le priorità del Paese: sicurezza e lavoro, in modo serio, con progetti di medio e lungo termine”.

“Se guardiamo agli obiettivi che questo governo si pone per il medio periodo, ritroviamo decine e decine di miliardi di pressione fiscale e di spesa pubblica in più, mentre gli investimenti continuano a calare: nel 2014 siamo ai livelli dell’anno 2000! Tutto questo in un periodo irripetibile per quanto riguarda tassi di interesse, cambi e costo dell’energia: una situazione in cui nessun governo precedente avrebbe osato sperare”.

Su Mario Monti. “Non sono pentito di essere andato al governo, mi sono pentito di essermi fidato di Mario Monti. Lasciare tutto da un momento all’altro mi è sembrato doveroso, visto il rischio che stava correndo l’Italia”. 

Su Silvio Berlusconi. “Mi offrì la carica di ministro del Tesoro quando era presidente del Consiglio e doveva sostituire Tremonti nel 2004. Mi chiese di gestire altre grandi aziende pubbliche quando gli comunicai che intendevo lasciare le Poste; precedentemente, in altre occasioni, mi aveva proposto anche di dirigere le sue holding. Le ho sempre considerate proposte delle quali essergli grato, ma la risposta è stata inevitabilmente negativa: da molti anni non ero più disponibile a lavorare in organizzazioni padronali, indipendentemente dalla posizione o lo stipendio”.

La lettera ai figli. “La libertà si costruisce, pazientemente, ogni giorno. Talvolta la sua conquista richiede anche grandi decisioni e se necessario grandi battaglie, ma la libertà si costruisce soprattutto con le piccole cose di ogni giorno. Studiare è conquistare libertà. Ascoltare è conquistare libertà. Saper fare delle rinunce ti permette poi di non dipendere dalle cose e di essere in grado di scegliere più facilmente la strada giusta anche se scomoda: anche questo è conquistare libertà. Accettare i propri fallimenti è conquistare libertà, così come lo è cadere e poi ogni volta risollevarsi”.
CORRADO PASSERA è stato manager in aziende private e pubbliche, ha guidato Olivetti, Poste Italiane e Intesa Sanpaolo, è stato ministro per lo Sviluppo economico, le Infrastrutture e i Trasporti. Nel 2014 ha fondato il movimento politico Italia Unica. E’ sposato con Giovanna e padre di quattro figli: Sofia, Luigi, Luce e Giovanni e presto avrà una quinta figlia. Per Rizzoli ha pubblicato nel 2014 Io Siamo, libro-manifesto politico per rilanciare l’economia e la società italiana.

SARA FAILLACI, giornalista e scrittrice, è inviato di “Vanity Fair”. Da oltre dieci anni si occupa per il suo giornale di interviste e ritratti di personaggi celebri, compresi i protagonisti della politica italiana degli ultimi dieci anni, cercando sempre di approfondire il lato umano e più privato della loro vita. È sposata con Giacomo e madre di due bambine: Matilda e Bianca.



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