Roma città aperta alla democrazia diretta

In questi due anni c’è stata una rivoluzione silenziosa per rendere Roma una città aperta ai cittadini. Una rivoluzione in tre atti, approvati dall’Assemblea Capitolina.

Tre atti di cui ho avuto l’onere e l’onore di essere l’autore e il primo firmatario, lavorando notte e giorno. Tre pilastri della democrazia diretta e partecipata.

Il primo atto: il nuovo Statuto con il quale sono state introdotte petizioni online, il bilancio partecipativo anche digitale, il referendum propositivo senza quorum, il voto elettronico, le consultazioni online.

Il secondo: la proposta di una Magna Charta sulla democrazia diretta per le città del mondo. Si tratta della mozione n. 38 del 2018 con la quale abbiamo impegnato la città di Roma ad essere protagonista di questa rivoluzione silenziosa.

Il terzo: linee guida per il riordino dei regolamenti locali sugli strumenti di partecipazione e consultazione popolare.

A Roma l’obiettivo finale sarà quello di far votare online entro la fine della consiliatura oltre 3 milioni di persone, tra romani e city users, sul bilancio partecipativo tutelando questo principio.



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