ROMA, STORACE: “LA RAGGI SI DIMETTA, SI TORNI AL VOTO”

“Un gatto nero perseguita Virginia Raggi. Non passa giorno che non succeda qualcosa di grave in Campidoglio. Ieri era la giornata in cui si temevano gli interrogatori del costruttore Sergio Scarpellini e del braccio destro della sindaca, Raffaele Marra – in carcere da venerdì – ma la tempesta è arrivata direttamente dal palazzo capitolino. L’Oref, che è l’organismo di revisione contabile del comune di Roma, ha detto no al primo bilancio dell’amministrazione Raggi. Un fatto clamoroso, senza precedenti; ma che è anche conseguenza delle scelte grilline. Non va dimenticata, infatti, la girandola di assessori al bilancio, da Minenna, a De Dominicis (l’ex procuratore della Corte dei Conti costretto ad andarsene) e ora a Mazzillo. E poi i tecnici messi alla porta, i capi di gabinetto, e chi più ne ha più ne metta. Solo casino in Campidoglio, in un mondo sottosopra che ha compromesso ogni prospettiva di buon governo per la città. Quando la sessione di bilancio comincia con il no dei controllori dei conti, di che cosa stiamo parlando? È evidente che non ci sono più le condizioni per andare avanti e che sarà ben difficile che la maggioranza a Cinque stelle possa permettersi di proseguire la discussione su numeri che sono stati azzerati. L’amministrazione di Roma è fuori controllo: dal punto di vista contabile, per un bilancio out; dal punto di vista politico, per la crisi che vede i grillini delle varie fazioni gli uni contro gli altri armati; dal punto di vista istituzionale, perché non si riesce a prendere uno straccio di decisione che sia valida per almeno le successive 48 ore; e dal punto di vista morale, perché le troppe inchieste che ormai vedono ancora tristemente protagonista in negativo il Campidoglio ne stanno mettendo a dura prova la credibilità. La capitale d’Italia è dunque allo sfascio e non si vede chi possa rimetterla a posto al di fuori delle troppe ambizioni inconcludenti in circolazione. Certo è che così non si può andare avanti e sarà bene approfittare del prossimo turno elettorale – anche e soprattutto se si voterà per le politiche anticipate e magari anche per la regione – prepararsi ad un enorme election day candidando finalmente persone serie. Volevano mettere al bando l’amministrazione Alemanno, che pure i suoi guai li ha avuti esattamente come tante altre città; ma va riconosciuto che il sindaco di destra è riuscito a concludere il suo mandato senza far pesare vuoti di potere ai cittadini. Marino e la Raggi saranno invece ricordati come i sindaci cacciati per manifesta incompetenza a governare. I cinque stelle hanno la maggioranza in Campidoglio: compiano un atto d’amore verso una città sempre più spazientita dalle loro bizze, chiamino alle dimissioni la sindaca o le diano la sfiducia. Ma non consentano a questa classe dirigente senza storia di poter compromettere il futuro della Capitale d’Italia. Abbiamo già dato e pure troppo. Roma merita molto di più di questi quaquaraquà che non hanno ancora imparato come si sta nelle istituzioni.”.

Lo scrive su Il Giornale d’Italia Francesco Storace, segretario nazionale de La Destra e vicepresidente del Consiglio regionale del Lazio.



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