Rossi: “Pistoia modello di pianificazione culturale”

PISTOIA – “Pistoia capitale italiana della cultura ha tracciato un modello di pianificazione culturale basata su policentrismo e qualità dell’offerta e dei progetti culturali. E’ un modello che premia la visione e la comune capacità progettuale della politica pubblica, poiché sulla progettazione integrata si gioca lo sviluppo culturale dei sistemi locali”.

E’ questo uno dei passi con cui il presidente della Regione Toscana, Enrico Rossi, ha salutato l’anno di Pistoia capitale italiana della cultura nel corso della cerimonia che si è svolta nella Sala maggiore di Palazzo comunale e alla quale ha preso parte il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, accompagnato dal ministro dei beni culturali, Dario Franceschini.

Dopo aver osservato come le iniziative contenute nel dossier di candidatura sono state realizzate in misura superiore al 90%, Rossi ha detto che a queste “si sommano i piani e i progetti avviati nel 2017, specialmente nell’ambito della rigenerazione urbana, che si concluderanno nei prossimi anni”.

“La mobilitazione – ha poi aggiunto – delle energie culturali della città e della provincia ha permesso di sperimentare nuovi percorsi creativi, di esplorare inedite prospettive di ricerca, in tanti aspetti e campi del sapere, creando i presupposti per consolidare l’itinerario di affermazione di Pistoia nel contesto nazionale e internazionale. La formidabile attenzione prestata da tutti i media alla Capitale Italiana della Cultura 2017, è il frutto di un equilibrato programma di comunicazione”.

Ha poi avuto parole di elogio per quella che ha definito la “missione civilizzatrice europea” svolta dalla città in un anno difficile, dimostrando che “si possono costruire ponti di dialogo e di pace in un mondo insidiato da un processo di guerre “a catena”e rinnovare, nella cornice che l’ha offerta agli sguardi del mondo, l’antica tradizione di città della pace, che fa del primato della cultura la leva universale per il dialogo e la crescita”, aggiungendo poi che “la messa a fuoco del concetto antropologico di cultura ha permesso la decostruzione della nozione di “razza”, consentendo di guardare all’intera umanità da una prospettiva unitaria”.

“Pistoia – questa la conclusione del presidente Rossi – esce indubbiamente rafforzata da questa esperienza, soprattutto nelle sue istituzioni culturali, che hanno dato buona prova di sé, superando difficoltà e risolvendo problemi. Ciò permette di scommettere che, irrobustita e convinta, possa allargare ancora i suoi orizzonti, guadagnandosi i frutti che merita per la sua bellezza e i suoi tesori”.



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