Sabato 24 febbraio debutta “Soldato mulo va alla Guerra” degli Acerbi

Alla Mezza Stagione di Costigliole, preceduto da una pillola di danza

ASTI – Continua la “Mezza Stagione”, il cartellone della Stagione invernale 2017/2018 del Teatro Comunale di Costigliole d’Asti, che si conferma tra le migliori e più seguite a livello locale e regionale.

La stagione teatrale è realizzata dal Comune di Costigliole d’Asti e dalla Fondazione Piemonte dal Vivo, con la direzione artistica del Teatro degli Acerbi.

Fondamentale è il contributo delle Fondazioni C.R.Asti e C.R.T. e di importanti sponsor locali (Bosca, Bianco Auto, Heliwest).

Sabato 24 febbraio alle 21 l’atteso debutto del nuovo spettacolo del Teatro degli Acerbi “Soldato mulo va alla Guerra”, che racconta di uomini e animali uniti in una commovente fratellanza, a partire dai ricordi di una famiglia astigiana. Il tutto nell’ambito del programma ufficiale ministeriale delle Commemorazioni del Centenario della Prima Guerra Mondiale.

In scena Massimo Barbero, da un testo e progetto di Patrizia Camatel. La consulenza storica è di Nicoletta Fasano e Mario Renosio per l’ ISRAT (Istituto per la Storia della Resistenza di Asti), il costume è di Sara Bosco (Vezza Maison).

Durante la Prima Guerra Mondiale accanto agli uomini ha combattuto un esercito di animali. Muli, asini, buoi, cani, cavalli, piccioni vennero utilizzati per le azioni belliche, per lo spostamento di reparti e materiali, per le comunicazioni e il sostentamento delle truppe. La forzata coesistenza di animali di ogni genere con gli uomini avvicinò gli uni agli altri in una tragica fratellanza di fronte alla morte e alla sofferenza.

Giuseppe Zabert, classe 1897, figlio di mezzadri, parte da Valfenera – come altri dieci tra fratelli e cugini – per andare a servire la Patria al fronte come alpino. La cartolina di precetto lo raggiunge in seminario, ma nemmeno la vocazione al sacerdozio risparmia al giovane di obbedire alla chiamata alle armi: dovrà confrontarsi anche lui con la disciplina militare, con condizioni di vita estreme, con il costante pensiero di morire o di dover uccidere. Assegnato ad un reparto di artiglieria alpina, ha per compagna la mula Margherita, alter ego animale che stimola domande sull’obbedienza e sul coraggio, sulla capacità di sacrificio, sull’insensatezza delle guerre. Dov’è quel Dio, padre e onnipotente, che Giuseppe voleva servire per tutta la vita? Come continuare ad intravederlo in mezzo al continuo scempio di vite, al massacro delle creature, umane ed animali? E se l’uomo e l’umile mulo condividono la morte sui campi di battaglia, condivideranno pure la salvezza? Una riflessione che parte da un contesto storico preciso per approdare ad una prospettiva esistenziale e spirituale.

Commenta Patrizia Camatel: “Ecco una relazione, quella col mondo animale, che non è semplice convivenza, coabitazione forzosa, ma è identificazione dell’essere-uomo con l’essere-animale: è l’istinto di sopravvivenza a farla da padrone in trincea, è l’istinto di fuga che fa dell’uomo un disertore, è la fame che ti mangia da fuori e la paura che ti rode da dentro. Nel mondo straziato dalla guerra la bestialità è caratteristica degli uomini, abbrutiti dalla violenza, mentre gli animali al fronte, coprotagonisti di episodi tragici o inaspettatamente sentimentali, rimangono l’ultimo baluardo di umanità e vita.”

Aggiunge Massimo Barbero: “In questa nuova creazione teatrale vorrei parlare del rapporto tra l’uomo e gli animali, rapporto di fedeltà, di sacrificio, di simbiosi. Il tutto attraverso gli occhi di un ragazzo, di famiglia contadina, partito per la Grande Guerra. La sua storia, che si confonde con quella di altri famigliari anch’essi chiamati alle armi, e di altri compaesani (alcuni non tornati), è ricostruita attraverso cartoline, lettere dal fronte, fotografie, racconti di reduci. E presenza degli animali, compagni di trincea. Bestie tra le bestie.”

Sarà preceduto dalla pillola di danza “Waragh” con la bio danzatrice Masami Fukushima: obiettivo è approfondire e stimolare l’interesse e la conoscenza verso il linguaggio coreografico.

“Ho concepito la coreografia come un inno alla speranza e alla ricostruzione dopo il grande terremoto a Kumamoto. Ho provato a seppellire la tristezza e la disperazione sotto le risate.”

E poi, come di consueto, si scenderà nella cornice caratteristica della Cantina dei Vini, con degustazioni di qualità e vini del territorio.

Prossimo appuntamento: sabato 3 marzo un classico di Molière con la commedia “Il medico per forza” con la compagnia Mulino ad Arte.

I biglietti sono in vendita presso gli abituali punti ad Asti presso Fumetti Store e a Costigliole d’Asti presso la Tabaccheria Borio Carlo: intero euro 11, ridotto euro 9.

Per informazioni e prenotazione biglietti: 339-2532921 info@teatrodegliacerbi.it, www.teatrodegliacerbi.it e su facebook.



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