Salento, assenza di acqua negli alloggi popolari. M5S: “L’acqua è un diritto, toglierla è una vergogna”

Riprendono i tagli di Aqp all’erogazione dell’acqua negli alloggi popolari di alcune case popolari di via Trieste, nel rione San Pio di Lecce, a Gallipoli, ma anche Matino e Nardò. A pagarne le spese anche gli inquilini delle famiglie in regola con le utenze tra cui donne incinte, persone con problemi di salute o anziani oltre ai cosiddetti “morosi incolpevoli”: persone che non riescono a pagare le bollette che si accumulano per motivi economici..

“2000 famiglie salentine rischiano di rimanere senza acqua e parliamo anche di cittadini che hanno grossi problemi di salute e l’estate torrida li mette in serio rischio igienico-sanitario – dichiara il consigliere regionale M5S Antonio Trevisi – una situazione vergognosa. Tutto questo è assolutamente inconcepibile. Il M5S sta portando avanti una importante battaglia per la ripubblicizzazione di AqP: il bene primario acqua non può essere un business per pochi. Per noi tutti i cittadini pugliesi hanno diritto a un quantitativo minimo perché l’acqua rappresenta il bene più importante per la vita umana e quindi chiediamo che la prima fascia corrispondente a 50 litri al giorno sia gratuita e che venga aumentato il costo delle fasce di eccedenza per chi consuma oltre i normali bisogni in modo da realizzare un sistema equo.”

Ma sulla questione il gruppo 5 stelle ha già depositato diverse mozioni e una interrogazione ancora in attesa di risposta dal Governo, tutte proposte sempre finalizzate a garantire i 50 lt quotidiani a tutti: “Nell’interrogazione – spiega la consigliera M5S Antonella Laricchia prima firmataria della stessa – chiediamo di sapere cosa faccia la Regione per risolvere questo problema. Nella mozione, invece, proponiamo di triplicare il canone per l’emungimento delle acque minerali dalla falda destinando questo maggior introito a sopperire ai costi necessari per garantire i 50 lt giornalieri del minimo vitale a tutti.”

“Infine – conclude Trevisi – chiediamo alla Regione di stimare il costo dell’adeguamento di tutti gli impianti installando dei contatori unitari considerando che numerosi alloggi vanno adeguati e ristrutturati pesantemente dal punto di vista impiantistico, in questo modo potremmo comprendere se costerebbe di più fornire un quantitativo minimo di acqua gratuito a tutti considerando che la Regione probabilmente spenderebbe molto di più  installando dei contatori elettronici individuali che si rompono dopo 5-10 anni e per rifare tutte le reti idriche condominiali.”



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