Sanzioni a chi denuncia lo sfruttamento

Sanzioni Nei giorni scorsi uno studente del quarto anno dell’Itis Da Vinci di Carpi ha ricevuto una valutazione dal Consiglio di Classe corrispondente ai 6/10 rispetto alla condotta tenuta in alternanza scuola–lavoro, per aver espresso su Facebook un’opinione critica rispetto alla sua esperienza in azienda. Un “atto gravissimo” secondo Camilla Scarpa, coordinatrice regionale della Rete degli Studenti Medi Emilia Romagna: “Si tratta di una misura esclusivamente repressiva – osserva Scarpa – aggravata dalle dichiarazioni del preside dell’Istituto che parla di mancanza di ‘buona educazione’ in relazione alla denuncia dello studente. Già questo autunno avevamo raccontato la condizione di paura e preoccupazione che impediva agli studenti di denunciare pubblicamente situazioni di sfruttamento in Alternanza. Quello che è accaduto a Carpi è la dimostrazione più tangibile di quello che riportavamo”.

“Alla gravità della sanzione in sè – prosegue Giammarco Manfreda, coordinatore nazionale della Rete degli Studenti Medi – è ancora più grave che lo spirito critico, che la scuola stessa dovrebbe avere l’ambizione di sviluppare in noi studenti, venga represso sotto ricatto del voto. A prescindere dal giudizio di merito sull’alternanza, a prescindere dal giudizio che si possa avere o meno sull’esperienza che la scuola ha progettato, negare la libertà di espressione, di critica e di dissenso evidenzia che la scuola e chi ha il dovere di dirigerla sta smarrendo il senso e il proprio ruolo”.

“Da anni come organizzazione studentesca ci mobilitiamo e denunciamo le criticità dell’Alternanza scuola–lavoro e le condizioni di sfruttamento di tanti studenti e studentesse che svolgono questa esperienza privi di reali tutele – afferma Francesco Martinelli, coordinatore Rete degli Studenti Medi Modena – Ci siamo già mossi per capire dagli studenti dell’Istituto “Da Vinci” di Carpi quali siano le problematiche rispetto all’alternanza e decidere insieme come rispondere a quanto accaduto. Stiamo verificando le condizioni per attivare una vertenza: da parte nostra c’è disponibilità ad andare a fondo della questione”.



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