SCALI. DE CHIRICO (FI): PROVE TECNICHE DI FUNAMBOLISMO DELLA MAGGIORANZA

MILANO – La mozione sugli scali ferroviari approvata ieri a Palazzo Marino non rispecchia quanto emerso in questi mesi di dibattito pubblico. Il documento scritto dai presidenti Ceccarelli e Monguzzi è stato ispirato dall’equilibrio interno alla maggioranza piuttosto che dall’idea di sviluppo della città. Forza Italia ha votato responsabilmente perché la riqualificazione degli scali ferroviari è troppo importante per la crescita e lo sviluppo della Grande Milano. Aspettiamo in aula l’accordo di programma con RFI. Per il momento da sottolineare che è stato svilito il lavoro del tavolo tecnico che ha presentato ben tre differenti documenti. Delle delibere dei Municipi coinvolti dalla grande riqualificazione e delle richieste dei residenti del territorio non c’è traccia. Grazie ad alcuni emendamenti da me presentati sono stati apportati correttivi. Nel futuro accordo di programma dovranno essere previste le ricuciture viabilistiche tra i quartieri di Greco con Turro e di Farini con Bovisa. All’interno del grande parco di San Cristoforo dovrà essere favorito il recupero della struttura architettonica progettata da Aldo Rossi per funzioni di interesse generale. A Rogoredo andrà destinata una congrua superficie ad attività artigianali in regime di prezzo convenzionato e di affitto calmierato, realizzando anche una scuola dei mestieri rivolta ai giovani. Ultimo ma non ultimo, è necessario intervenire sulla rete ferroviaria della Circle Line per la mitigazione acustica e ambientale così come richiesto dai cittadini che abitano nelle vicinanze dei binari esistenti. Nessuna attenzione, invece, per la realizzazione di parcheggi a Porta Genova, indispensabili per residenti e fruitori dei tantissimi locali dei paraggi, e a San Cristoforo in previsione della realizzazione del nuovo polo ospedaliero, andando contro lo stesso piano dei servizi del PGT che all’articolo 9.3 prevede una quota di parcheggi pubblici. Per lo scalo di Lambrate non è stata avanzata alcuna richiesta, ingrandendo sempre di più il punto di domanda sul futuro di Città Studi. Mentre Sala parla di olimpiadi la sua maggioranza non lo ascolta e nel documento non v’è traccia di realizzare grandi impianti sportivi, ma solo laghetti per papere.

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