SCENARI – IMMIGRAZIONE, L’ESTABLISHMENT NON CAPISCE

SCENARI – IMMIGRAZIONE, L’ESTABLISHMENT NON CAPISCE. I COMPAGNI DI BRIDGE O DI POKER DEGLI “INTELLETTUALI” BARRICATI A CAPALBIO SI SCAGLIANO CONTRO I POVERI CITTADINI BARRICATI A GORO E GORINO (INSULTATI DA ALFANO E MORCONE).

IERI ALLA CAMERA MIO INTERVENTO CONTRO LA LEGGE SUI MINORI NON ACCOMPAGNATI (ECCO LA TRASCRIZIONE A CURA DEGLI UFFICI DELLA CAMERA DI UN INTERVENTO TENUTO A BRACCIO) . 

UN CAVEAT: SIA PURE CON LE MIGLIORI INTENZIONI, SI APRE LA STRADA A VALANGHE DI BARCONI DI “MINORI” (VERI O PRESUNTI…).

Grazie, signora Presidente. Per una riflessione, mi permetto di rivolgermi ai deputati di opposizione, ai deputati di maggioranza, a tutti, dimenticando le appartenenze di gruppo e di partito; per una riflessione, spero garbata, ma anche per un caveat rispetto a quello che si rischia di fare, anche con le migliori intenzioni. 

Anche con la più totale buona fede, si possono infatti determinare esiti pericolosi, sbagliati, e sui quali occorrerebbe, con animo libero, riflettere due o tre volte, prima che la cronaca si incarichi di smentirvi.  

Vede, signora Presidente, usciamo da una giornata molto triste in materia di immigrazione. Questa mattina le cosiddette firme autorevoli del giornalismo italiano, direttori, ex direttori, editorialisti (forse chissà, mi sia consentita l’ironia, compagni di bridge e di poker degli “intellettuali” che si barricarono questa estate a Capalbio contro l’arrivo di alcuni immigrati) fanno la morale ai cittadini che a Goro e Gorino, nel Ferrarese, hanno dato vita alla protesta che abbiamo visto, protesta che si può condividere, che si può non condividere, che si può criticare, che si può giudicare in ogni modo. L’unica cosa che un ceto politico responsabile non può fare è dirsi stupito da quello che è accaduto ieri. 

Quando un fenomeno non è governato, quando si mette a carico degli ultimi il fardello di fare i conti da soli con un fenomeno che è totalmente fuori controllo, che arriva come un’ondata ingestibile sulla vita di piccoli paesi, che hanno l’ospedale più vicino a 60 chilometri, con pescatori che partono la mattina e tornano la sera, con il medico che c’è un’ora al giorno e poi non c’è più, e a loro improvvisamente si dice « ecco qua, arrivano», si fa carico agli ultimi di gestire una situazione che non è gestibile.

E questi ultimi devono subire anche le dichiarazioni furbe (e caute) del Presidente del Consiglio, e le dichiarazioni invece meno furbe e meno caute e anche insultanti del ministro dell’Interno e del prefetto Morcone, che hanno pensato di offendere questi cittadini e non sanno che, poi, al momento opportuno, il furbo Presidente del Consiglio incolperà magari loro di quel caos. 

Vede, signora Presidente, è inaccettabile che ormai vi sia un establishment politico e intellettuale che giudica i cittadini, che ritiene di poterli psicanalizzare, che ritiene di poterli trattare sostanzialmente come selvaggi (leggo oggi i titoli sugli “indigeni” del Ferrarese): è non è razzismo anche questo atteggiamento dei grandi direttori, dei grandi editorialisti, dei grandi commentatori italiani? Costoro non si rendono conto che c’è qualcuno che vive sulla propria pelle l’arrivo degli immigrati, dell’ondata dell’immigrazione, in modo un po’ diverso da quanto accade nelle stanze con tanto di aria condizionata in cui lavoriamo noi parlamentari, o l’establishment economico, o l’establishment giornalistico, stanze comode da cui pontifichiamo o pontificano. 

Chi parla è un piccolo liberale, e per quel poco che vale ho dedicato un pezzetto della mia (poco significativa) vita politica alla difesa dei diritti umani e civili, e su questo terreno non do lezioni ma non credo nemmeno di doverne prendere troppe: eppure sono allibito per come, ripeto, sotto l’ombrello della buona fede, delle buone intenzioni, rischiate di commettere errori drammatici. 

È tutta sbagliata la rappresentazione che fate del fenomeno migratorio. Vi prego di guardare le dichiarazioni rese in questo caso non da un esponente politico ma da una docente all’Università di Torino, di storia e istituzioni dell’Africa, la professoressa Anna Bono, la quale dice: state attenti, voi state parlando di profughi…ma quali profughi! Nell’ultimo anno coloro che hanno fatto domanda d’asilo e la cui domanda sia stata effettivamente accolta sono appena il 4 per cento. Quindi, non è questo il tema e in particolare per ciò che riguarda l’Africa subsahariana si tratta molto spesso di Paesi rispetto ai quali non è affatto automatica la concessione del diritto d’asilo: quindi grande parte della narrativa che ascoltiamo sui “profughi” non ha fondamento. 

Allora, una volta smentita la tesi dei profughi, veniamo all’altra parte della vostra “narrazione”: dite che sono persone in condizioni di povertà estrema, assoluta. Non è vero nemmeno questo, spiega la professoressa Anna Bono: molto spesso si tratta di persone (certo stanno in Africa, che non è la Svizzera e non è la Scandinavia) di ceto medio, medio-inferiore, medio-basso, ma che comunque sono state in grado di raccogliere i 4000, 5000, 10000 dollari con cui hanno dovuto purtroppo alimentare il mercato dei trafficanti di uomini. 

Ci rendiamo conto che noi rischiamo di innescare anche con norme scritte in buona fede come questa un’ulteriore bomba, e che abbiamo già una bomba a orologeria sui nostri territori, con tanti cittadini in buona fede come voi e come noi, che però saranno automaticamente portati a non poterne più e a immaginare nuove e ancora più pericolose “barricate”?

Ma voi la vedete la cartina geografica d’Europa ? Giusto o sbagliato che sia, tutti i Paesi intorno a noi stanno variamente chiudendo le loro frontiere, mentre la Turchia “gioca” pericolosamente con il rubinetto, minaccia di aprirlo, minaccia di chiuderlo…Ma voi cosa pensate che accada la prossima primavera verso le coste italiane, cosa pensate che accada non appena le condizioni del tempo e del mare lo consentiranno? Dimenticate per un momento “l’ombrello” della bontà, dei buoni sentimenti, della buona fede: noi dobbiamo essere tutti – noi dell’opposizione e voi che siete in maggioranza – uomini e donne di governo, che sanno prevedere i fenomeni per poterli gestire. Vi rendete conto che la prossima primavera ci sarà un’ondata di sbarchi che sarà totalmente fuori controllo ?

Noi Conservatori e Riformisti, che non siamo degli estremisti, offriamo da un anno al Governo, alla politica italiana, delle soluzioni che crediamo serie per affrontare il tema che è questo: non dei profughi, che quasi non ci sono, ma quello dei migranti economici. Per un verso la soluzione canadese, che vuol dire stabilire anno per anno non solo le quantità ma anche le qualità e la tipologia dei lavoratori che siano effettivamente assorbibili dal nostro mercato del lavoro (quante badanti, quanti per l’agricoltura, quanti per la ristorazione, eccetera) in modo che chi arriva, un numero stabilito, abbia una ragionevole possibilità di essere impiegato. Oltre questo limite, vi abbiamo detto, valutiamo il modello australiano: “fermare le navi per fermare le morti”. In Australia sono riusciti a farlo ed è stata essenziale nel modello australiano la comunicazione del Governo, che non diceva «venite, porte aperte! », ma con serietà (sono anche loro dei liberali, sono persone serie, non sono degli estremisti) diffondevano messaggi televisivi dicendo: sappiate che la nostra accoglienza è limitata, e oltre un certo limite noi saremo costretti a fermare le navi. E infatti hanno risolto il problema per questa via. Noi vi proponiamo un mix intelligente, tra il modello canadese e – come extrema ratio – il modello australiano.

A mio avviso, voi state totalmente scansando la fotografia grande, state totalmente dimenticando la big picture. Quello che rischia di accadere a marzo, aprile, maggio prossimo, andate voi a raccontarlo a tutte le regioni italiane, a quelle dove arriveranno gli sbarchi, la Puglia e non solo, la Sicilia, ovviamente, tutte le regioni del nostro Sud, ma anche poi alle regioni dove via via saranno smistate queste persone che arrivano.

E voi oggi ci parlate dei minori (ovviamente quando si parla dei minori bisogna avere un plus di rispetto, di attenzione, di delicatezza): ma voi vi rendete conto che con questa norma il segnale psicologico ma anche legislativo che date sarà quello per cui a marzo, aprile, maggio, avremo barconi pieni di “minori” con virgolette o senza, minori veri e minori presunti? 

Ma voi lo sapete, cito ancora la professoressa Bono, che nei Paesi dell’Africa subsahariana già c’è una valanga di operazioni promozionali e pubblicitarie per dire «andate in Italia, è tutto gratis»? Secondo voi cosa si diranno i ragazzi? Per ora la massa di quelli che arrivano, l’ho già spiegato, non sono né profughi di guerra, né donne, né persone di estrema povertà, sono maschi sui trent’anni in età da lavoro: con questa norma noi incoraggeremo una dinamica che renderà ancora più esplosivi i numeri. 

Non metto in discussione, lo ripeto ancora, la vostra buona fede e le vostre buone intenzioni, dico solo che attraverso la vostra buona fede e la vostra buona intenzione già non siete stati in grado di governare un fenomeno che esplode; oggi state aggiungendo il più nobile dei cavalli di Troia, ma pur sempre un cavallo di Troia, che renderà le cose ancora più complicate…

Guardate, siccome siamo tutte persone anche esperte di comunicazione, non ve la caverete mostrando l’immagine commovente dinanzi alla quale ognuno di noi, se non ha il cuore di pietra, se non è una bestia, si commuove: quella di un bambino, di un bambino senza mamma, di un dramma che ci colpisce al cuore. Ma voi sapete bene che quello che innescherete è altro, è la dinamica dei diciottenni, dei diciassettenni o magari dei finti diciottenni, dei finti diciassettenni, di un’ondata che non sarà più gestibile. 

Andatelo a raccontare ai vostri sindaci di destra o di sinistra, andatelo a raccontare ai territori dove rischia di scaricarsi qualcosa che non è sopportabile. Guardate che Goro e Gorino sono semplicemente quelli che un tempo nel linguaggio della vecchia sinistra avreste definito “epifenomeni”, sono cose che anticipano e mostrano qualcosa di più grande che arriva o che arriverà, sono piccoli esempi di quello che si scatenerà su scala molto maggiore; poi non prendetevela con i populisti, poi non prendetevela con chi – legittimamente o no – farà la sua battaglia profittando di quella situazione. I populisti siete voi che create questa dinamica, che create questa situazione di incontrollabilità…

E in più cosa fate? Fate anche la morale ai cittadini: da establishment volete psicanalizzare, giudicare e, magari, colpevolizzare i cittadini che non ne possono più e reagiscono come possono, magari male, magari in modo sbagliato, ma la responsabilità ricade su di voi che innescate un fenomeno che non siete, poi, in grado di gestire, che innescate un meccanismo del quale non siete in grado di controllare le conseguenze. Questo è il tema.

Ho cercato, ho chiesto di intervenire ora per dieci minuti, all’inizio di questa discussione, e lo ripeto ancora: finisco da dove ho iniziato. Rispetto profondamente la buona fede dei firmatari di questo provvedimento, ma proprio a loro, a maggior ragione, chiedo di esercitarsi sulle conseguenze reali dei voti che esprimiamo, su quello che accadrà davvero a marzo, aprile, maggio, quando – lo ripeto – dovremo e dovrete fare i conti con barconi di minori veri o presunti, con virgolette o senza, con l’aggravarsi di un caos che già ora vi sfugge di mano e, tra qualche mese, vi sfuggirà ancora di più. 

Lo so che avete tutti – maggioranza e opposizione – la testa al 4 dicembre e a un videogioco che è molto politico e che per quaranta giorni fa pensare a tutti solo al «sì» o al «no», «viva Renzi» o «abbasso Renzi», ma, guardate che, dopo il 4 dicembre arriva il 5 dicembre, e il 5 dicembre tutti i problemi che avete per ora scansato (state scansando le banche e MPS, state scansando l’immigrazione, state scansando la stagnazione economica) non si risolvono, neanche se come voi sperate – io spero il contrario – dovesse vincere il «sì». Guardate che se vince il «sì», poi, avrete il giorno dopo un po’ di festeggiamento mediatico, ma tutti i problemi resteranno tali e quali, anzi peggiori, con voi che avrete la responsabilità, da qui ad allora, di averli nascosti sotto il tappeto e di aver innescato una bomba ad orologeria che esplode. 

So, dall’attenzione con cui tanti mi guardano e mi ascoltano, che avete compreso quello che intendevo dirvi: poi, ognuno farà, nella dinamica parlamentare, il gioco delle parti, sentirò nobili ragionamenti di segno opposto, ma so che anche tanti di voi pensano quello che sto pensando anch’io, al di là dei banchi dove siete collocati. Chiunque non viva in un’auto blu, chiunque non viva in una stanza ad aria condizionata, ma chiunque conosca un sindaco, conosca i cittadini, conosca la realtà, sa quanto siano difficili le cose. Pensateci bene prima: ve lo dice qualcuno che ha un grande rispetto per ogni singola persona coinvolta, per ogni essere umano. Ma ricordatevi che sono esseri umani –  anche se, di tanto in tanto, questo Parlamento lo dimentica – pure i cittadini italiani, quelli sì, di ceto basso, bassissimo, ultimo, su cui scaricate e scarichiamo la vostra e nostra buona coscienza a buon mercato. Grazie.   

GRAFFI

I “graffi” sono il seguitissimo mini-corso di inglese curato da Giuditta (che è una micia British!) per il premier Renzi, sempre più imbarazzante e sempre meno fluent nel suo English. Mentre la prima edizione del corso era dedicata a idioms e phrasal verbs, questa seconda edizione è focalizzata su citazioni tratte da libri inglesi o americani, anche nel tentativo di incoraggiare a letture un pochino più impegnative un Primo Ministro (apprendiamo dai retroscena) troppo preso dalle miniserie tv, da lui stesso suggerite e indicate (pare) come punto di riferimento culturale per la sua cerchia etrusca.

Le citazioni di questa settimana sono tratte da “Ring for Jeeves” di P.G. Wodehouse (1953, ed. Herbert Jenkins; ripubblicato da Arrow Books nel 2008):

“The man who entered – or perhaps one should say shimmered into – the room was tall and dark and impressive. He might have been one of the better-class ambassadors or the youngish High Priests of some refined and dignified religion…”

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LA CONVENZIONE BLU SI TERRA’ IL 5-6 NOVEMBRE A ROMA, PRESSO L’HOTEL THE CHURCH.

PRESTO CHI HA PREANNUNCIATO LA SUA PARTECIPAZIONE SARA’ CONTATTATO (VIA MAIL E TELEFONICAMENTE) PER OGNI DETTAGLIO ORGANIZZATIVO.

I PUNTI DELLA CONVENZIONE BLU, OLTRE AL MODELLO DELLE PRIMARIE AMERICANE:

1.   RINEGOZIARE IN UE.

2.   CHOC FISCALE: MENO TASSE, MENO SPESA, MENO DEBITO. TAGLIO SIMULTANEO DI 48 MLD DI TASSE E SPESA PUBBLICA, E PIANO DI ATTACCO AL DEBITO.

3.   RIFORMA DELLE PENSIONI A CAPITALIZZAZIONE INDIVIDUALE, DALLA PARTE DI GIOVANI E GENERAZIONI FUTURE.

4.   IMMIGRAZIONE: MODELLO CANADA E AUSTRALIA.

Domani recensione di un importante e recente libro non italiano. Lasciamo un po’ di suspense su titolo e autore…

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