Scuola media Montalcini, l’impresa aggiudicataria affitta il ramo d’azienda ma poi sparisce: slitta il termine dei lavori

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Il Comune concede proroga fino a fine anno ma con scadenze intermedie, pena la risoluzione del contratto
BOLOGNA – Un’impresa, la Tecnocostruzioni, che si aggiudica un appalto e alla consegna del cantiere cede il ramo d’azienda a un’altra impresa (la Westsystems), ma poi fallisce e lascia l’impresa subentrante senza il supporto necessario a sviluppare e concludere i lavori. A fare le spese di questa situazione dai risvolti in parte imprevedibili è il cantiere della scuola secondaria di primo grado Rita Levi Montalcini, aperto dall’ottobre scorso in via Lombardia 36, al Quartiere Savena, ora in ritardo rispetto alla tabella di marcia iniziale che prevedeva la conclusione dei lavori in tempo per l’apertura dell’anno scolastico 2017-2018. Il Comune di Bologna, che non è mai stato informato formalmente del fallimento dell’impresa aggiudicataria ma che dal momento in cui sono emerse le criticità ha seguito puntualmente la vicenda nel rispetto delle normative, ha chiesto e ottenuto in questi ultimi giorni dall’azienda subentrante un nuovo cronoprogramma, che prevede la fine dei lavori entro il 2017. La concessione della proroga è però subordinata al rispetto di una serie di tappe intermedie, con un calendario molto serrato: il mancato rispetto di una sola di queste tappe darà immediatamente il via alla procedura per la risoluzione del contratto per inadempimento, con le conseguenti penali. Una strada che il Comune si augura di non dover percorrere poiché l’obiettivo primario di questa opportunità concessa all’impresa è quello di concludere la costruzione della scuola. Nel frattempo per le classi che avrebbero dovuto entrare a settembre nei nuovi locali è stata individuata una soluzione sempre in via Lombardia 36, nello stabile che già oggi ospita la segreteria dell’Istituto Comprensivo 22.

Le tappe della vicenda
I lavori di costruzione della scuola secondaria di primo grado Rita Levi Montalcini sono iniziati a metà del mese di ottobre dell’anno scorso e, da cronoprogramma dell’impresa aggiudicataria, avrebbero dovuto concludersi in tempo utile a consentire l’allestimento degli arredi (già acquistati dall’Amministrazione comunale con procedura di gara conclusa nell’aprile 2016) e quindi l’ingresso delle classi, ora ospitate all’interno della primaria Costa di via Milano, all’inizio dell’anno scolastico 2017/2018.

I lavori sono stati aggiudicati all’impresa Tecnocostruzioni con la quale è stato firmato un contratto di appalto integrato di tipo complesso che prevedeva la costruzione di una scuola secondaria di primo grado sulla base di un progetto definitivo ed esecutivo redatto dall’impresa stessa. Il progetto presentato prevedeva l’utilizzo di una tecnologia prefabbricata di cui la ditta aggiudicataria deteneva il know how necessario.

La ditta però, poco prima della consegna dell’area di cantiere, ha affittato il ramo d’azienda a un’altra impresa, la Westsystems, che ha iniziato i lavori recependo in toto il contratto, come consentito dalla normativa.

Dopo pochi mesi dall’avvio dei lavori, il Comune di Bologna ha appreso in maniera fortuita (non essendo stato informato ufficialmente) che l’impresa Tecnocostruzioni, titolare del know how necessario per la costruzione dell’edificio, aveva avviato le procedure fallimentari, eclissandosi di fatto sia nei confronti dell’amministrazione comunale sia nei confronti dell’impresa affittuaria del ramo d’azienda, con conseguenti gravi criticità in merito alla gestione di una tecnologia costruttiva studiata e sperimentata dalla ditta proponente, ma poco nota alla subentrante.

Ciò ha comportato maggiori difficoltà e maggiori oneri per l’impresa subentrata nell’attuazione dell’opera, in particolar modo nella produzione di elaborati sui quali si basa l’approvvigionamento delle forniture prefabbricate.

Queste difficoltà hanno avuto come conseguenza un inevitabile ritardo dei lavori che si è manifestato in maniera inequivocabile in occasione del mancato approvvigionamento in cantiere dei materiali prefabbricati. L’arrivo era infatti previsto per metà maggio, una data che avrebbe permesso di aprire la nuova scuola nel mese di settembre.
L’obiettivo dell’amministrazione è di rendere disponibile la scuola nel più breve tempo possibile: per questo, riconoscendo in parte l’imprevedibilità della situazione, il Comune ha offerto un supporto tecnico all’impresa per individuare soluzioni che, nel rispetto del progetto complessivo, possano consentire di portare a termine il contratto.

Su richiesta del Comune l’impresa ha presentato, pertanto, un nuovo cronoprogramma che ipotizza la fine dei lavori entro il 2017. L’approvazione del cronoprogramma è subordinata al rispetto di scadenze intermedie vincolanti per l’esecutore, con possibilità di risoluzione contrattuale per inadempimento e conseguenti penali.

Il Comune di Bologna nel frattempo ha individuato una collocazione temporanea nell’edificio di via Lombardia 36 per tre delle classi che avrebbero dovuto insediarsi nel nuovo edificio. Si tratta dello stabile che già oggi ospita la segreteria dell’Istituto Comprensivo. Le altre quattro classi potranno rimanere all’interno della scuola primaria Costa (dove già ora sono ospitate) per il tempo necessario alla conclusione dei lavori.

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