Se tutta Italia usasse auto solo elettriche, quanta energia servirebbe?

Una delle obiezioni avanzate alla diffusione delle automobili solo-elettriche è che, per sostituire tutte le endotermiche, occorrerebbe una quantità insostenibile di energia elettrica per caricarle. Ma è vero?

Assolutamente no! Perché che le automobili a motore endotermico bruciano derivati del petrolio, le automobili solo-elettriche usano energia elettrica fornita da centrali che bruciano derivati del petrolio, e quindi la quantità di petrolio da bruciare complessivamente non aumenterebbe. Ovviamente quella che aumenterebbe è la quantità bruciata dentro le centrali elettriche, che dovrebbero aumentare di numero e di potenza, ma questo aumento potrebbe essere attuato tramite il potenziamento delle fonti di energia rinnovabili. Sicuramente crescerebbe spaventosamente il consumo di rame, poiché praticamente ogni posto auto nelle città (e moltissimi fuori, ovunque le auto non possano essere ricaricate in casa) dovrebbe essere attrezzato con una presa elettrica.

Attualmente le vetture solo-elettriche sono a “inquinamento extraurbano”, infatti l’energia per ricaricare le batterie è tutta ottenuta, tranne una piccola percentuale, bruciando combustibili dentro centrali elettriche generalmente allocate esternamente all’ambito extraurbano. Se invece si ipotizza di alimentarle con energia fornita da fonti rinnovabili (biomasse, idroelettrico, fotovoltaico, eolico, geotermico) ci si scontra con i problemi di scarsità di risorse, immagazzinamento dell’energia prodotta, trasporto dell’energia prodotta, costo delle batterie.

Se in Italia ci fossero 37 milioni di auto elettriche Tesla Model S, ipotizzando un consumo di 0,18 kWh/km, con un chilometraggio medio di 12.000 km/anno, i consumi derivanti dalle loro ricariche sarebbero circa 80 TWh all’anno.

L’Ufficio Statistico di Terna rende disponibile la pubblicazione “Dati Statistici sull’Energia Elettrica in Italia – Anno 2016”. Il fabbisogno di energia elettrica 2016, pari a 314,3TWh (-0,8% sul 2015), è stato soddisfatto per l’88,2% da produzione nazionale (277,2TWh: +2,5% sul 2015) e per la restante quota da importazioni nette dall’estero (37,0TWh: -20,2% sul 2015). Della produzione nazionale 43 TWh sono idroelettrici, 179 termolettrici, 17 eolici, 21 fotovoltaici. L’incremento di energia elettrica necessaria sarebbe solo del 25% circa.; se invece si volesse usare solo fotovoltaico la produzione dovrebbe almeno quintuplicare.

Il calcolo può cambiare, ma non troppo, se cambiassero il numero di vetture e la percorrenza. Quello che incide tremendamente è il consumo di energia per km effettivo (non quello dichiarato, misurato in condizioni ottimali) a cui vanno sommate le perdite sulla rete, le autoscariche, e altri consumi marginali.

Inoltre se la carica fosse lenta la rete elettrica non ne risentirebbe troppo: le cariche durante la sosta della vettura richiedono una bassa potenza di picco. Quelle che “uccidono” la rete sono le ricariche veloci (si fa per dire, siamo sempre sulla mezz’ora) che fanno salire vertiginosamente il picco di corrente che la Rete deve fornire, incrementando le perdite. E’ probabile che la tariffa per ricarica veloce sarà più alta che non per ricarica lenta. Altro dettaglio: la ricarica diurna può usare direttamente energia da fotovoltaico, quella notturna dovrebbe usare energia immagazzinata, e l’immagazzinamento è costoso: quindi le tariffe sarebbero differenziate anche per fascia oraria.

Secondo alcune stime con 9 mq di pannelli si riescono a generare circa 1,3 kW nel caso migliore, potenza che poi va cumulata per 24 ore, e calcolare quanta potenza sarebbe generata in un giorno medio dipende da un mare di fattori. Quintuplicare la superficie fotovoltaica non sarebbe immediato, ma l’Italia dispone di innumerevoli costruzioni il cui tetto può ospitare pannelli solari, di innumerevoli parcheggi all’aperto che potrebbero essere semicoperti da pannelli. Già una volta gli incentivi hanno avuto per il fotovoltaico un effetto miracoloso, l’ennesimo super-ammortamento potrebbe essere di incentivo.

La domanda è se sia conveniente realizzare una infrastruttura così gigantesca per i veicoli privati, quando sarebbe molto più efficiente potenziare i trasporti pubblici e scoraggiare l’uso del mezzo privato non indispensabile. Inoltre nell’arco di una generazione la situazione economica può essere totalmente rivoluzionata e nuove scoperte tecnologiche potrebbero aver modificato totalmente il quadro dei costi. Sicuramente ha senso rendere solo-elettrici i mezzi di trasporto pubblico, dove l’esempio dei tram è indicativo delle riduzioni di costo ottenibili.



Informativa sui Cookie

Informativa ai sensi dell’art. 13 D.LGS. 30 giugno 2003 n.196

NotizieInUnClick.it utilizza i cookie per migliorare l'esperienza di navigazione.
Per leggere di più su i cookie utilizzati interni e di terze parti visita la pagina dedicata.
Per continuare a navigare questo sito acconsenti all'uso dei cookie.

Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. Maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi