Seconda Guerra Mondiale: Bolzonello inaugura Museo di Cargnacco

Cargnacco (Ud)  – “Questo museo accanto al Tempio di Cargnacco servirà per trasmettere i valori testimoniati da coloro che hanno vissuto l’immane tragedia che fu la campagna di Russia, alimentandoli e calandoli nell’attualità: è lo straordinario insegnamento di chi allora non ha lasciato indietro nessuno, è la testimonanza di chi ancora oggi si adopera per una comunità unita e solidale”.

È il messaggio che il vicepresidente della Regione, Sergio Bolzonello, ha espresso oggi in occasione della cerimonia che il Comune di Pozzuolo organizza per il  6 novembre e che quest’anno si è tenuta proprio a Cargnacco per festeggiare la riapertura ufficiale del museo allestito nell’ex chiesa nei pressi del Tempio nazionale dedicato ai caduti e dispersi della campagna di Russia.

“Oggi non inauguriamo solo un museo qui a Cargnacco, ma rinsaldiamo il rapporto tra coloro di quegli oltre novantamila che non sono tornati, che hanno dato la vita in Russia, e la nostra comunità”, ha sottolineato Bolzonello, rivolgendo un ringraziamento particolare ai labari degli Alpini e di tutte le associazioni combattentistiche e d’arma e ai sindaci presenti in gran numero alla cerimonia. “Per tanti anni sono stato sindaco e so che quando la comunità e l’amministrazione comunale chiede il loro apporto la risposta è sempre pronta: è uno spirito che deriva da una storia di condivisione e di aiuto agli altri che in una società come la nostra rappresenta la testimonianza preziosa di quanto sia importante l’unità, un’unità di sostanza e non di facciata”, ha aggiunto Bolzonello.

Il vicepresidente è intervenuto all’inaugurazione assieme al sindaco di Pozzuolo, Nicola Turello, che ha ripercorso le travagliate tappe, le battute d’arresto e le ripartenze di un’opera attesa da decenni, al presidente dell’Unione nazionale italiana reduci di Russia (Unirr) nazionale Francesco Maria Cusaro e al col. Felice Perini, in rappresentanza del generale Bruno Morace per il Comando militare Esercito FVG.

La cerimonia è iniziata stamane con la Santa messa celebrata nel Tempio dedicato alla Madonna del Conforto dal parroco di Pozzuolo mons. Carlo Costantini, nella cui omelia è stata ricordata l’imprescindibile opera di mons. Carlo Caneva, medaglia d’Argento al Valor militare. Le autorità hanno poi deposto la corona d’alloro al monumento ai Caduti che sorge nel centro del piazzale dedicato proprio al cappellano della divisione alpina Tridentina, promotore della costruzione del tempio consacrato nel 1955.

Dopo la deposizione della corona e l’onore ai Caduti le autorità hanno tagliato il nastro dei locali del museo, ente morale riconosciuto dal ministero della Difesa e il cui comitato scientifico è formato dal vicepresidente dell’Unirr nazionale Italo Cati, dal sindaco e dall’assessore alla cultura di Pozzuolo, Nicola Turello e Greta Rodaro, dal rappresentante di OnorCaduti, commissariato generale per le onorificienze ai caduti del ministero della Difesa, tenente colonnello Norbert Zorzitto, dalla storica Maria Teresa Giusti, vincitrice quest’anno del Premio Friuli Storia con il suo saggio edito da il Mulino sulla campagna di Russia e dall’esperto museale Guido Fulvio Aviani.

Ad illustrare la mostra allestita dallo stesso Aviani in collaborazione con figli, nipoti e parenti di reduci di Milano e Torino è stato il presidente di Unirr Cusaro, che ha spiegato come si tratti di una prima esposizione che anticipa il vero e proprio allestimento del museo per la cui progettazione è stata contattata Letizia Bollini, docente di Visual design dell’Università Bicocca di Milano.

Tra i cimeli e testimonianze presenti in mostra oggi ci sono disegni, manufatti, foto, documenti raccolti dal bersagliere della “Celere” Carlo Romoli e dell’alpino della “Monte Cervino” Carlo Vicentini, già presidente nazionale Unirr, che dal suo ritorno ha dedicato tutti gli anni del dopoguerra fino alla sua morte alla raccolta dei nomi e delle testimonianze dei componenti del Corpo di spedizione italiano in Russia e dell’Armir, Armata italiana di Russia.

Proprio nella cripta del sacrario di Cargnacco sono custoditi i trenta leggii che reggono gli elenchi alfabetici cartacei dei dispersi, dei quali, ricorda la scritta “Ci resta solo il nome”. Il vicepresidente ha visitato la cripta e reso omaggio al sarcofago del “soldato ignoto” accompagnato dal sindaco Turello e dal presidente Cusaro che ha illustrato un progetto per rendere fruibili gli elenchi digitalizzati dei caduti.

“Oggi Cargnacco è un gioiello, ma il nostro obiettivo sarebbe farne il centro di una rete di punti della memoria – Vergiate (Va), Torino, Milano, Roma, Novara – della seconda guerra mondiale”, ha auspicato Cusaro.

Sulla scorta di quanto già realizzato per la valorizzazione dei percorsi della Grande Guerra, Bolzonello ha ritenuto di notevole interesse una proposta progettuale che di concerto con Onorcaduti, i vertici di Unirr nazionale e Fvg – rappresentato oggi a Cargnacco da presidente Marisa Bernabè Casale e dal vicepresidente Massimo Verilli – e l’amministrazione comunale, porti ad una maggiore promozione del sito di Cargnacco.



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