Siccità: Lago di Bracciano a secco. Parte lo stop ai prelevamenti

La Regione Lazio blocca i prelevamenti dal Lago di Bracciano. A partire dal 28 luglio prossimo, infatti, l’ordinanza della Regione sarà attivata e si procederà alla sospensione della captazione di acqua dal lago. La grave siccità che sta colpendo il nostro Paese, con un’anomalia di piogge del 39% per ciò che riguarda la scorsa stagione primaverile, ha determinato il progressivo impoverimento del lago, con livelli idrometrici in costante calo. Le cause principali di questa difficile situazione sono principalmente due: da un lato proprio il prelievo per l’approvvigionamento idro-potabile, dall’altro l’evaporazione che si è intensificata a causa delle temperature particolarmente elevate. Il deterioramento del bacino è in costante progressione ormai da mesi ed è necessaria un’azione che salvaguardi la zona dal punto di vista ambientale e naturalistico. L’Acea, la società multi servizi che ha in gestione l’acqua nella capitale, dovrà predisporre una rigida turnazione dell’acqua che potrebbe colpire circa un milione e mezzo di romani. Il Lazio è in piena crisi idrica. All’inizio del mese di luglio il Presidente della Regione Nicola Zingaretti ha firmato il decreto sulla dichiarazione di stato di calamità naturale a causa della grave siccità. Secondo una nota della Regione Lazio “si è infatti determinata una diffusa e generalizzata criticità, connessa alla scarsità di risorsa idrica, dovuta alla mancanza di piogge autunnali e primaverili. Con il mese di giugno, questa criticità ha assunto livelli eccezionali”. Oltre alla crisi idrica, nella regione resta grave anche il pericolo incendi, con un incremento dei roghi nel solo mese di giugno addirittura del 300% rispetto allo stesso periodo del 2016 sull’intero territorio regionale.



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