Sicurezza sul lavoro, firmata l’intesa tra Regione, Ufficio scolastico ed Anmil

FIRENZE – Promuovere e divulgare le iniziative di educazione e di formazione sui temi della sicurezza nei luoghi di lavoro. Questo è l’obiettivo del protocollo d’intesa firmato oggi, lunedì 2 luglio, tra Regione Toscana, Ufficio scolastico regionale ad Associazione nazionale dei mutilati ed invalidi del lavoro od Anmil, ciascuna secondo le proprie competenze, a Palazzo Strozzi Sacrati, sede della Presidenza della Giunta regionale a Firenze.
Attraverso questa intesa, che avrà durata fino al 31 dicembre 2020 e non costerà alcunché agli enti firmatari, i tre soggetti si impegnano a promuovere i temi della sicurezza attraverso particolari e specifici progetti didattici da svolgere nelle scuole primarie e secondarie della Toscana. E’ la prima volta che un impegno del genere viene sottoscritto in Italia.
A firmare il protocollo sono state le assessore Cristina Grieco e Stefania Saccardi per la Regione Toscana, il presidente toscano Vincenzo Municchi per l’Anmil e il direttore generale dell’Ufficio scolastico regionale Domenico Petruzzo.

“Il tema della sicurezza nei luoghi di lavoro è una priorità assoluta anche per le politiche regionali. Dobbiamo mettere in campo tutti gli strumenti possibili per produrre le condizioni per alzare la capacità di contrasto agli infortuni, alle malattie professionali, alle morti sul lavoro”, ha affermato l’assessore regionale a Lavoro, formazione ed istruzione, Cristina Grieco, al momento della firma. “La Toscana è la prima Regione italiana a sottoscrivere un accordo di questo tipo. L’input ci è venuto dal Consiglio regionale che ha approvato una mozione che andava proprio in questa direzione. Come Giunta abbiamo immediatamente assunto questo impegno perché per noi il tema della sicurezza sul lavoro è assolutamente prioritario. Il primo passo di questo percorso, adesso, sarà convocare dei tavoli operativi per lavorare sulla prevenzione, partendo proprio dalla formazione e dalla consapevolezza. Il ruolo della scuola per far acquisire ai giovani la cultura della sicurezza è insostituibile”.

L’assessore a Diritto alla salute e sociale, Stefania Saccardi, ha commentato: “Oggi si è compiuto un passo importante per la prevenzione e la promozione della cultura della sicurezza sul lavoro. Infatti infortuni e malattie professionali si possono contrastare solo se vi è da parte di tutti una comune consapevolezza e un comune agire in sicurezza, ‘abilità’ che si acquisiscono più facilmente se la scuola è intervenuta a monte per sensibilizzare al tema e per far acquisire ai giovani ‘comportamenti sicuri’ che poi, da adulti, applicheranno al lavoro e agli altri ambiti di vita. Il protocollo con l’Anmil, che tanto si spende su questi temi, dà un valore aggiunto alla consolidata collaborazione della Regione con l’Ufficio scolastico e con Inail per la definizione degli interventi rivolti alle scuole toscane”.

I progetti didattici prevedono, con la diretta partecipazione dell’Anmil, la formazione degli insegnanti per rendere loro disponibili informazioni generali, metodologie e strumenti per sviluppare programmi utili al trasferimento in classe della materia, adeguati materiali didattici a seconda delle varie tipologie di scuole ed integrati con le prove Invalsi. Esponenti dell’Anmil interverranno come testimoni nelle scuole e racconteranno le loro storie al fine di “testimoniare l’infortunio”.
In questo quadro l’Anmil si impegna a realizzare, per la formazione professionale, delle lezioni di almeno due ore nelle quali saranno inserite le “testimonianze d’infortunio” che serviranno anche ad affrontare gli aspetti concreti ed esperienziali dell’infortunio, il valore fondamentale della prevenzione, la valutazione del rischio come approccio sano e razionale alla vita, l’importanza di una prevenzione basata sulla consapevolezza dei comportamenti e sulla formazione obbligatoria.

“Siamo i primi in Italia a realizzare un accordo del genere e gli sviluppi sono potenzialmente moltissimi. Da qui nasceranno ulteriori accordi con il mondo della scuola e degli invalidi civili e del lavoro. Ritengo che un lavoro ben svolto assieme da tutti, un lavoro che preveda ad esempio una sperimentazione biennale, possa portare noi dell’Anmil come la Regione e l’Ufficio scolastico a lavorare nella direzione di una maggiore consapevolezza della sicurezza nel mondo del lavoro”, ha affermato Vincenzo Municchi dell’Anmil. “Non è azzardato dire che nostro compito sarà quello di formare i lavoratori del futuro e sensibilizzarli rispetto alla prevenzione. I nostri riferimenti sono e devono essere prevenzione, formazione ed informazione”.

La Regione e l’Ufficio scolastico si impegnano a promuovere azioni per la diffusione della cultura della sicurezza nelle scuole attribuendo valore formativo anche alle azioni congiunte, ma anche a sostenere l’importanza di progetti che consentano di superare l’episodicità e la frammentazione della formazione alla sicurezza sui posti di lavoro e valutare le modalità per la promozione, nell’ambito dell’autonomia scolastica, di iniziative per la diffusione nelle scuole di ogni ordine e grado della “cultura della sicurezza” nei posti di lavoro, sulla base delle iniziative e delle attività proposte dall’Aminil.

“L’obiettivo è promuovere azioni, anche congiunte, volte alla diffusione della cultura della sicurezza e della salute nelle scuole della Toscana attraverso percorsi di formazione anche attraverso le testimonianze di infortuni personale dei lavoratori”, ha spiegato Domenico Petruzzo, direttore generale dell’Ufficio scolastico regionale. “Il confronto sui temi della sicurezza e della prevenzione si pone come requisito indispensabile per rendere sicuro e salubre ogni ambiente di lavoro . In tal senso la formazione dei docenti e degli alunni risulta essere centrale nel processo di diffusione e di sensibilizzazione alla cultura della prevenzione e delle tante problematiche legate ai rischi degli ambienti di lavoro. In questo modo la scuola, sul versante della prevenzione e della sicurezza sui luoghi di lavoro, è chiamata ad un duplice impegno: garantire la sicurezza degli alunni e degli operatori che vi lavorano e costruire , incidendo sui comportamenti e sulle coscienze dei giovani, quella cultura delle prevenzione che non si risolve unicamente nel timore delle sanzioni ma che si costruisce nell’azione quotidiana e nei comportamenti del singoli e collettivi”.

Da segnalare, inoltre, che con questo protocollo la Regione si impegna a valutare le modalità di promozione della “cultura della sicurezza” nelle attività di formazione professionale qualificata, verificando la possibilità di inserire eventuali priorità od avvalorando le proposte progettuali che prevedano la realizzazione di percorsi di formazione obbligatoria legati alla sicurezza nei luoghi di lavoro nonché nelle attività di informazione ed orientamento al lavoro svolte nell’ambito della rete regionale dei Centri per l’impiego.



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