sisma, presidente marini: a norcia struttura strategica e laboratorio per ricostruire futuro nostre comunità

norcia – “All’indomani degli eventi sismici, abbiamo subito pensato che avremmo dovuto realizzare strutture strategiche capaci di garantire, in ‘tempo di pace’, funzioni pubbliche e la vita sociale per le comunità, ma che in situazioni di criticità potessero svolgere un ruolo di coordinamento delle emergenze”. Lo ha sottolineato la presidente della Regione Umbria, Catiuscia Marini, intervenendo a Norcia all’inaugurazione del primo dei quattro padiglioni che formeranno l’Area Polivalente di Norcia, che permetterà ai cittadini di disporre di spazi collettivi temporanei in attesa della ricostruzione integrale degli edifici pubblici danneggiati. La struttura è stata realizzata grazie a una raccolta fondi promossa dal “Corriere della Sera” e da La 7 ed è stata progettata dall’architetto Stefano Boeri.

“Questa straordinaria struttura – ha detto la presidente Marini – rappresenta un importante tassello del nostro sistema di protezione civile. L’Umbria – ha ricordato – dispone di strutture analoghe, in grado di ospitare attività di coordinamento delle emergenze, perché ha fatto tesoro, suo malgrado, delle lezioni dei precedenti terremoti. Penso alla preziosissima struttura di Santo Chiodo di Spoleto, dove abbiamo potuto ospitare più di 5mila opere, testimonianze bellissime e importantissime del nostro patrimonio culturale”.

La presidente Marini ha quindi ringraziato in particolar modo il “Corriere della Sera” e “La 7”, oltre agli altri sponsor, e ha ricordato come sia stata “enorme e commovente le generosità degli italiani che oggi possono toccare con mano ciò che con le loro donazioni viene costruito”.

“Un grazie particolare – ha concluso – vorrei rivolgerlo a Stefano Boeri sia per questo lavoro, per la progettazione e realizzazione di quest’opera, ma anche per il Laboratorio cui sta dando vita in questi giorni a Norcia e Spoleto. Riceveremo un aiuto importante per poter realizzare quel salto di qualità nell’opera di ricostruzione, avendo attenzione non solo al ‘com’era e dov’era’, ma soprattutto al futuro delle nostre comunità”.

Fa

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