Sorpresa! La memoria praticamente non invecchia mai

Chiare e facili tecniche per il suo mantenimento e sviluppo proposte a Residenza Richelmy

TORINO – La “memoria” ci dicono essere la capacità del cervello di conservare informazioni.

Fino a pochi decenni fa si pensava che tutto il patrimonio neurale deperisse nel tempo e quindi si perdesse gradatamente, fino a quando ricerche successive (Rita Levi Montalcini,…) hanno dimostrato che – se non persistono malattie – le cellule neurali in punto di morte, certo non tutte, cedono il loro patrimonio, come un testamento, alle nuove… ma necessitano di stimoli. La stimolazione cognitiva è quindi fondamentale non solo per mantenere il cervello sano e in attività, ma anche per curare patologie invalidanti come la demenza senile e l’Alzheimer.

E’ in questo vasto, delicato ed importante ambito che si pone l’utile ed interessante convegno che si è tenuto venerdì 13 alla Residenza Richelmy di Torino, indirizzato a medici, psicologi, educatori professionali, infermieri, con il patrocinio dall’Ordine dei Medici, ed a cui sono stati attribuiti 5 crediti. Se possiamo qui proporre ai nostri lettori questo interessante convegno, chiuso al pubblico, dobbiamo ringraziare per l’invito il relatore, dottor Nicola Gasbarro, medico ed esperto in tecniche di memorizzazione, ed il dottor Enrico Larghero, direttore sanitario della Residenza Richelmy.

Il grande Borges, cieco, – ha iniziato Larghero – quando perse completamente la vista, per ricordare ciò che aveva visto in gioventù pare abbia utilizzato metodi simili a quelli oggi illustrati dal relatore, per una memorizzazione permanente che non ha più dimenticato.

La vecchia strada della ripetizione continua di un testo per ricordare andrebbe abbandonata perché troppo faticosa, oltre che non molto efficace nel tempo. L’immaginazione è più importante della conoscenza, come affermava Einstein – ha ancora detto il relatore – perché la conoscenza è limitata mentre l’immaginazione è infinita. Se all’immaginazione aggiungiamo la creatività ed il gioco, allora abbiamo creato un nuovo, utile ed interessante metodo che utilizza solo all’inizio l’emisfero sinistro del cervello (razionale), dando poi libero sfogo a quello destro, della creatività.

Con questo nuovo metodo è come tracciare un sentiero in un prato (il sentiero è il ricordo) non più a piedi su e giù per centinaia di volte (memoria ripetitiva), ma è come passare con la ruspa e poi asfaltare con quattro strati di selciato. Sì, perché una volta creata l’immagine o la mappa mentale con paradossi e situazioni irreali o immagini assurde, bisogna ripetere per memorizzare permanentemente quattro volte la situazione creata: cinque minuti dopo un’ora, poi cinque minuti dopo un giorno, cinque dopo una settimana e cinque dopo un mese.

Non esistono differenze di età, culturali, sociali o altro: con questo metodo siamo tutti uguali, partendo tutti dalle stesse condizioni, e più saranno personalizzati gli abbinamenti più leggero sarà il lavoro e lunga la memorizzazione.

Gasbarro ha così subito tradotto in pratica questo principio, raccogliendo tra i presenti dieci parole da loro proposte abbinandole a dieci numeri ed immediatamente memorizzate. Successivamente ha proposto venti parole (amo, ciambella, chitarra, lama ecc.) ed ancora altre venti (asta, piede ecc.) che legate tra loro in una sorta di racconto paradossale, sono state memorizzate dai presenti, sotto la guida del relatore, in pochissimo tempo (es. ad un amo è appesa una ciambella dalla quale, spremuta, fuoriesce una chitarra, dalla chitarra, aperta con una lama, la lava ecc.) Con questo metodo è possibile memorizzare di tutto, opportunamente ricercando gli abbinamenti, come ad esempio trasformare i numeri base da 0 a 9 in lettere, queste in parole per costruire una storia, ricordando così una lunga sequenza di numeri.

Così, praticamente, sono state memorizzate malattie, sintomi, medicine, formule chimiche, termini stranieri… altrimenti non facili da ricordare.

Qui vi proponiamo ora un solo pratico, significativo ed utile esempio per concretamente memorizzare in quali giorni della settimana cadono tutti i giorni di un anno. Ad esempio per il 2018 basterà ricordare le date delle prime domeniche di ogni mese, quindi 4 numeri di 3 cifre: 744, 163, 152, 742. Volendo, abbinandoli a delle parole corrispondenti ai numeri (744: coro re; 163: doccia amo; 152: telo Noè; 742: coro Noè; le vocali possono variare, mentre le consonanti sono fisse, secondo l’alfabeto di Gasbarro, che può essere soggettivamente variato).

In questo modo, in meno di 15 secondi riuscirete a precisare i singoli giorni dell’anno. Provare per credere.

Altre semplici elaborazioni paradossali sono possibili anche con termini astratti (amore: un re appeso ad un amo da pesca; coraggio: un raggio di sole che perfora un cuore…) o nomi di medicinali (Paracetamolo: un paracadutista con in mano un fiasco di aceto atterra su di un molo; Modafinil: una sfilata finale di medici con camici all’ultima moda).

Un’ultima indicazione statistica: una comunicazione verbale è efficace al 7%, una paraverbale al 38%, una gestuale al 55%

Il dottor Gasbarro è un primario di Ostetricia in pensione, dalle passioni poliedriche, che dipinge, suona il pianoforte ed ha pubblicato vari libri.

Il dottor Larghero è non solo il direttore della qualificata e confortevole Residenza Richelmy, ma anche un attivo organizzatore di attività culturali, mostre e convegni.

Il prossimo convegno sarà il 5 maggio ed avrà per tema “Medicina integrata: lo shatsu, nuove prospettive di cura”.

Nella foto, il dottor Gasbarro e la mappa mentale ad albero che porta alla memorizzazione di tutti i giorni dell’anno.

Franco Cortese Notizie in un click



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