Souad Sbai: Ghouta e Afrin, non è mai troppo tardi. Papa Francesco parli

Me lo aspetto io. Se lo aspettano tutti. Papa Francesco deve dire qualche parola chiara sulla questione siriana, sui bambini innocenti massacrati dalle bombe. Su Afrin e Ghouta, su quello che sta avvenendo in quella parte già martoriata di mondo. Parole chiare, efficaci come solo un Pontefice può dire e che di sicuro vengono ascoltate da tutti, anche da chi è venuto qui con un volto e poi ha mostrato quello vero; il progetto che si sta realizzando in quel quadrante è folle, devastante e dalle conseguenze incalcolabili in termini di vite umane e di sicurezza globale. Ma ora quel che conta è salvare quei bambini, toglierli da un conflitto che non hanno voluto e non meritano. Perché i bambini, di qualsiasi nazione e etnia chiedono solo di vivere e di crescere. Ma lì vengono uccisi, sotto le bombe o sotto le macerie. Allora l’appello a Papa Francesco perché dica qualcosa, perché si mostri nella sua forza comunicativa per fermare questo genocidio. Lui può. Perché non è mai troppo tardi per far divampare la speranza.



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