“SPOLETO ARTE INCONTRA VENEZIA”: INTERVISTA A VITTORIO SGARBI

Christian Flammia – Il Sole 24orenews : STRAORDINARIA INTERVISTA AL PROFESSOR VITTORIO SGARBI

“SPOLETO ARTE INCONTRA VENEZIA”: INTERVISTA A VITTORIO SGARBI

Vittorio Sgarbi Christian Flammia intervista Vittorio Sgarbi:

“Spoleto Arte incontra Venezia”: come nasce l’idea di coniugare questi due poli?
L’idea di coniugare simbolicamente due poli centrali, per la diffusione dell’arte e della cultura, come sono Spoleto e Venezia, nasce con la mostra di “Spoleto Arte” considerata un osservatorio sull’arte contemporanea e si rinnova con “Spoleto Arte incontra Venezia” con un approfondimento dell’indagine sullo stato dell’arte in Italia. Salvo Nugnes, ha voluto unire Spoleto e Venezia, città di antica storia e cultura, per ospitare, dare forza e importanza all’arte contemporanea.
Cos’ha di diverso questa mostra e a chi è rivolta?
La mostra si rivolge a un bacino eterogeneo di pubblico. Come a Spoleto, anche a Venezia vengono esposte opere di artisti contemporanei sia di nomi già affermati sia , emergenti, all’insegna della libertà creativa e della libera espressione. Io andrò a prendere atto dell’offerta e farò le mie valutazioni.
L’esposizione si terrà presso il secolare Palazzo Giustinian Faccanon a Venezia. Come ha scelto questa location?
Il palazzo ospitante gode di ottima fama, essendo stato la prima sede ufficiale del gazzettino. È un luogo di lunga tradizione, un contesto bellissimo, che merita di essere valorizzato. Chiunque può sentirsi onorato di esporre in questo luogo.
sgarbiSia Venezia che Spoleto sono luoghi di grande fascino. Lei cosa ama di queste città?
Spoleto e Venezia, due città sempre pronte ad accogliere nuovi stimoli, sono ora avvicinate in un progetto concorde: da palazzo Leti Sansi a palazzo Giustinian Faccanon. A Venezia, c’è una particolare attenzione per l’arte contemporanea, quindi il pubblico e il privato si incrociano e non esiste una distinzione tra luogo pubblico e privato, come accade invece in altri contesti.
Pensa che l’arte sia bistrattata in un paese come il nostro, che detiene un vasto patrimonio artistico? Nelle scuole viene dato poco spazio alla storia dell’arte. Cosa ne pensa?
La storia dell’arte e l’arte in generale viene poco considerata in ambito scolastico, perché non rientra nelle discipline ideali legate allo spirito, portando con se’ le reminiscenze e gli strascichi di materialità che ha insiti dentro.
Oltre che poco inclini all’arte in generale, gli italiani leggono poco. Perché?
A scuola si è obbligati a leggere e a studiare, perché si viene interrogati, mentre quando si è liberi di scegliere e di decidere, bisogna saper trovare i testi più giusti, che possano risvegliare l’interesse e la curiosità.
Quale sarebbe, secondo lei, il modo migliore per avvicinare i giovani all’arte?
I giovani e le nuove generazioni, andrebbero coinvolti con attività culturali e artistiche stimolanti, portandoli a mostre, spettacoli, iniziative, eventi che possano fare da traino all’arte e alla cultura. Le mostre mercato e le fiere dell’arte, dimostrano quanto si è trovato nel passato, che viene recuperato e valorizzato ai giorni nostri. Anche la mia mostra ad Osimo e il mio spettacolo sul Caravaggio, possono essere adatti per coinvolgere e avvicinare le nuove generazioni.
Si dice che l’artista lavori più per gloria che per denaro. E’ vero?
E’ un dato di fatto dimostrato, che gli artisti che diventano ricchi vengono guardati con aria di sospetto. In linea generale, l’artista preferisce di gran lunga la fama e la gloria al denaro, perché vuole distinguersi per le sue capacità e per il talento e diventare importante, piuttosto che ricco.
Ci racconta il suo rapporto con la tv?
Mi sono avvicinato alla tv quando venne messo in onda un ciclo di film dedicato a Buster Keaton. Da lì in avanti non ho più seguito niente in tv e adesso ho ripreso guardando “Grande Fratello Vip” perché partecipa la Casalegno che in passato era mia e adesso non lo è più…tra i film di Keaton e Grande Fratello Vip c’è uno spartiacque cronologico lungo in mezzo, in cui non mi ha interessato vedere niente.
Lei ha un carattere piuttosto particolare, qualcuno lo definirebbe fumantino. Cosa la fa arrabbiare?
Mi fanno arrabbiare le interviste di vero…risata ironica di battuta…porti i miei saluti a Spadoni, direttore del Vero e del Veritiero.
Lei ha un carattere piuttosto particolare, qualcuno lo definirebbe fumantino. Cosa la fa arrabbiare?
Mi fanno arrabbiare le interviste di vero…risata ironica di battuta…porti i miei saluti a Spadoni, direttore del Vero e del Veritiero.

http://www.24orenews.it

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Sgarbi,’Ragazzo’ Ancona non è Caravaggio
Critico al ‘Carlino’, brutta copia di quello vero di Londra

(ANSA) – ROMA – Il quadro del ‘Ragazzo morso da un ramarro’ esposto in questi giorni nella Pinacoteca ‘Podesti’ di Ancona in prestito dalla Fondazione Longhi ”non credo che sia un Caravaggio autentico”. Così Vittorio Sgarbi in un’intervista pubblicata oggi dal Resto del Carlino. ”Non lo penso solo io – osserva il critico d’arte – ma anche molti altri critici”.
Nessuno fino ad oggi ”ha avuto il coraggio di dirlo” per una forma di ”rispetto” nei confronti di Roberto Longhi, uno dei massimi esperti di Caravaggio, ”che aveva voluto per sé quella tela”. Secondo Sgarbi l’opera può essere attribuita alla bottega di Michelangelo Merisi (detto il Caravaggio), o a qualcuno che seguiva le sue orme. Ma il ‘vero’ Ragazzo con ramarro è quello esposto a Londra: ”molto più bello”. Sgarbi ‘bacchetta’ anche la città di Ancona, ”che espone una sola opera del Caravaggio che però non è sua”. ‘Il Caravaggio di Roberto Longhi’ resterà aperta fino all’8 gennaio 2017.



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