Sprar, il ministero degli Interni finanzia il progetto del Comune di Sassari

migranti

SASSARI – In arrivo 452mila euro per accogliere 31 rifugiati che potranno avere servizi di accoglienza, mediazione linguistica, orientamento linguistico, abitativo e lavorativo. Pubblicata una nuova procedura per lo Sprar minori non accompagnati e richiedenti asilo.
Con una valutazione di 85,3 punti e la possibilità di ospitare sino a 31 migranti, il ministero degli Interni nei giorni scorsi ha approvato il progetto Sprar (servizio protezione richiedenti asilo e rifugiati) del Comune di Sassari per l’accoglienza di richiedenti asilo e rifugiati, assegnandogli un contributo complessivo di oltre 452mila euro. Il Comune di Sassari, intanto, ha pubblicato una nuova procedura aperta per l’individuazione di un soggetto per la co-progettazione e la successiva eventuale gestione di azioni di sistema per l’accoglienza, la tutela e l’integrazione a favore di minori stranieri non accompagnati anche richiedenti asilo e rifugiati (scadenza 24 luglio).
Il progetto finanziato dal ministero dell’Interno, posizionato al terzo posto della classifica nazionale dei progetti Sprar oridinari, vede capofila appunto il Comune e quale soggetto attuatore il Gruppo Umana Solidarietà “G. Pulletti” onlus di Macerata che, in Sardegna, gestisce già altri cinque progetti Sprar a Villasimius, Cagliari, Uta, Alghero e a Sassari
La proposta presentata dal Comune al Ministero prevede l’erogazione di servizi di accoglienza materiale, di mediazione linguistica-culturale, di orientamento e accesso ai servizi del territorio, di formazione e riqualificazione professionale. Ai 31 rifugiati saranno garantiti anche i servizi di orientamento e accompagnamento all’inserimento lavorativo, di orientamento e accompagnamento all’inserimento abitativo, di orientamento e accompagnamento all’inserimento sociale, di orientamento e accompagnamento legale e di tutela psico-socio-sanitaria.
«L’ottima qualificazione al terzo posto nazionale – afferma il sindaco di Sassari Nicola Sanna – ci consentirà di applicare un approccio modulato, non sull’emergenza ma sulla reale possibilità di integrazione. Si tratta di migranti che troveranno possibilità di ospitalità perché perseguitati per motivi politici e religiosi e ai quali è stato riconosciuto lo stato di rifugiati per motivi politici.

«Il progetto Sprar accoglie un numero limitato di persone che potranno vivere in piccoli appartamenti e non più concentrati in strutture poco adatte all’accoglienza e all’integrazione», conclude il primo cittadino.
«Il nostro obiettivo – aggiunge l’assessora alle Politiche sociali Monica Spanedda – era potenziare e migliorare la capacità ricettiva del sistema di seconda accoglienza. Siamo convinti che con questa azione si realizzerà anche una adeguata attività di integrazione sociale. Con la nuova procedura per lo Sprar per i minori non accompagnati siamo dell’idea che si potranno attivare nuove forme di collaborazione con enti del privato e del terzo settore, in grado di assicurare da una parte un’accoglienza adeguata per i minori migranti arrivati in Italia senza genitori o parenti e per coloro che richiedono asilo, dall’altra nuove opportunità di lavoro», conclude.
Il progetto prevede appunto che i rifugiati vengano accolti in appartamenti dotati di spazi, servizi e mobilio adeguati alla riconquista di una vita autonoma nel rispetto della privacy di ciascuno. A disposizione cucina attrezzata di elettrodomestici, utensili per la preparazione dei pasti, prodotti per la pulizia e biancheria casa.

Sarà quindi fornito un servizio di mediazione e una equipe si occuperà di orientare, accompagnare e informare i beneficiari nel percorso di conoscenza del territorio, dei servizi e delle opportunità presenti.

I migranti saranno accompagnati nella fase di orientamento e conoscenza del sistema di istruzione e formativo italiano, affinché sia autonomo nella ricerca di occasioni formative. Quindi sarà informato sulla normativa vigente, sulle modalità di accesso al mondo del lavoro e sui vari tipi di contratto.

Per quanto riguarda l’orientamento abitativo l’equipe avrà il compito di informare i migranti in merito alle regole di condominio, utilizzo responsabile dei consumi energetici, raccolta differenziata, regole di convivenza con i coinquilini e di buon vicinato. Si lavorerà anche per l’inserimento sociale attraverso l’organizzazione di incontri, laboratori, eventi ricreativi. Sarà, poi, garantita la presenza di un operatore legale con esperienza in materia di asilo che provvederà ad attivare azioni di sostegno legale per il riconoscimento della protezione internazionale. I rifugiati saranno iscritti al servizo sanitario nazionale quindi un assistente sociale e un mediatore effettueranno visite domiciliari settimanali nelle abitazioni per affrontare conversazioni private, monitorare la situazione abitativa e i rapporti tra coinquilini.

Il progetto, infine, prevede il coinvolgimento di altri soggetti che, in rete e in collaborazione, realizzeranno diverse attività.

Per la procedura Sprar minori non accompagnati, gli interessati possono consultare il sito del Comune di Sassari, dove è stato pubblicato l’avviso. La scadenza è fissata per il 24 luglio

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