Stangata sulle bollette idriche a Frosinone

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«Stangata» sulla bolletta idrica a Frosinone, la provincia più costosa del Lazio e la seconda in Italia dopo Siena e Grosseto. La fotografia è stata scattata dall’osservatorio prezzi e tariffe di “Cittadinanzattiva” che ha realizzato la XIII Indagine sui costi sostenuti da una famiglia per il servizio idrico integrato nel corso del 2017. All’interno del dossier viene sottolineato che nella composizione del costo finale sono comprese le voci relative ad «acquedotto, canone di fognatura, canone di depurazione, quota fissa (o ex nolo contatori) e Iva al 10%». Il campione di riferimento dell’indagine sono invece i capoluoghi di provincia italiani. Il consumo di riferimento considerato nel corso degli anni è quello di 192 metri cubi per una famiglia di tre componenti, in linea con i dati Istat che per l’Italia indica un consumo medio pro capite di acqua fatturata per uso domestico pari a 64 metri cubi (per una famiglia di tre persone si arriva precisamente a 192 metri cubi). Nel corso dell’anno passato, quindi, una tipologia di famiglia come quella presa in riferimento nello studio condotto da “Cittadinanzativa”, ha sostenuto una spesa complessiva media di 408 euro per il servizio idrico integrato. Nel Lazio la media lievita invece a 450 euro. Nella regione, è Frosinone il capoluogo di provincia con la bolletta più salata. La spesa idrica per una famiglia ciociara ammonta a 711 euro rispetto ai 408 euro della media nazionale. È quindi Frosinone la provincia più costosa in regione e la seconda in Italia, dopo Siena e Grosseto (entrambe con una spesa di 722 euro). La variazione nel territorio, rispetto al 2016, è stata del 7,7% in più. E ancora, confrontata con i dati del 2007, è stato registrato un incremento nella provincia del 154,8%. Tradotto in numeri significa che si è passati dai 279 euro in bolletta nel 2007, ai 660 nel 2016, fino ai 711 nel 2017. Esistono inoltre elevate differenze anche all’interno delle stesse regioni. Ad esempio, nel Lazio, tra Frosinone e Rieti intercorre una differenza di spesa pari a 491 euro. Per quanto riguarda infine la dispersione della rete idrica, secondo i dati raccolti da Legambiente all’interno di Ecosistema Urbano 2017, nel 2016 si attesta a livelli medi del 35% con percentuali più elevate nelle aree meridionali e picchi pari o superiori al 60% nel Lazio, Molise e Sardegna. Il livello di dispersione idrica nel Lazio raggiunge il 60% rispetto al 35% della media nazionale ed anche su questo fattore Frosinone detiene il primato negativo con il 75% (+30% dal 2007). Dati di un certo rilievo che sicuramente meritano i dovuti approfondimenti, soprattutto da parte delle istituzioni.



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