Sulla sicurezza la Regione organizzerà a primavera una giornata di ascolto

SIENA – Cittadini e imprese sicuri nelle città e nelle aree industriali: servono regia condivisa e collaborazione di enti locali e forze di pubblica sicurezza, ripete l’assessore regionale, ma anche confronto e scambio di buone pratiche. Che per la sicurezza sono le telecamere e i sistemi di videosorveglianza ‘smart’ – che lavorano in rete, hanno software che riconoscono targhe e volti e ne tracciano lo spostamento – ma sono anche le iniziative per rivitalizzare quartieri “difficili” attraverso la riapertura dei negozi e le iniziative culturali, o i social network, come whatsapp, con cui cittadini e associazioni segnalano alle forze dell’ordine movimenti sospetti.

La sicurezza non è una materia ‘fredda’, che si esaurisce con l’installazione di telecamere di videosorveglianza, o con i controlli e le iniziative di repressione. È una materia che ha a che fare con la vita delle persone, con il modo in cui abitano le loro città. Anche per questo la Regione ha deciso di riunire sindaci e amministratori, Università, associazioni, cittadini e forze dell’ordine per una giornata di ascolto e confronto, come annunciato oggi a Siena dall’assessore durante l’incontro con i sindaci della provincia in cui si è fatto il punto sulle nuove telecamere finanziate dalla Regione e in corso di installazione.

Il punto di arrivo, spiega, sarà mettere in fila tutti quegli strumenti e linee guida utili a progettare città e paesi anche per essere più sicuri. Non il Grande Fratello quindi, ma piuttosto un’azione preventiva. L’evento partecipativo, che si terrà in primavera, sarà organizzato sulla falsariga dei due eventi che hanno portato alla redazione del Libro bianco sulle politiche di accoglienza e del Libro verde sull’economia collaborativa, per gruppi di lavoro tematici. Si parlerà di telecamere – e l’esperienza senese, con un unico soggetto pubblico che ha progettato un network che copre l’intera provincia – è sicuramente una buona pratica. Ma ci saranno anche esperienze vincenti di presidio e controllo di vicinato, svolte in coordinamento con le forze dell’ordine, delle modalità per aggredire lo “sballo” notturno e rendere la movida vivibile e ancora della rivitalizzazione di centri storici e quartieri degradati, tutte azioni al centro dei cinque progetti pilota finanziati l’anno scorso dalla Regione in altrettante città capoluogo toscane.

Su questi temi della sicurezza urbana la Regione, nell’ottica appunto di fare sistema, ha costituito con Anci Toscana, l’associazione dei comuni, un gruppo di lavoro per lavorare insieme a portare avanti queste iniziative



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