Ti ho sparato per allegria

E’ stato un proiettile vagante, proprio così. Infatti ce ne sono tanti a spasso per il cielo pronti a infilarsi nella testa di sconosciute vittime innocenti. Lo sapevate? Ma la mano che ha premuto il grilletto ha ricevuto un ordine dal proprio cervello e ha eseguito il dictat. Un cervello bacato che può appartenere a chiunque si svaghi con questi GIOCHINI per evadere la noia, per sentirsi importante, per sfidare il mondo, per far parlare di sé non avendo nient’altro per apparire. Ma qui entra la vigliaccheria dell’anonimato. Mi diverto, ma non lo saprà nessuno ma IO LO SO CHE SONO macho. Non ci sono fasce sociali di appartenenza. Figli di papà che vogliono evadere la routine, poveracci che fanno la bravata, magari spendendo le ultime lire nell’acquisto di un’arma o mettendo a punto un furto.Quello che è certo sono la mancanza di freni inibitori e la carenza totale di materia grigia che spinge questi sciagurati a compiere gesti da sottosviluppati. Solo la pazzia può dare una paternità a tutto questo , che ci rende soggetti a rischio anche se siamo affacciati a una finestra o seduti su una panchina a godere di un raggio di sole. Un dejà vue che non detiene il primato di originalità, ma che indubbiamente premia l’incoscienza e la stupidità di una razza alla quale a volte mi vergogno di appartenere.

Editoriale di

Annamaria Cossu Criscuolo



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