Tirocinanti in pista, dalla teoria alla pratica

TRENTO – Tre ragazzi del liceo scientifico G. Galilei ed una del liceo economico sociale A. Rosmini raccontano la loro esperienza di alternanza scuola-lavoro all’interno dell’Ufficio Stampa della Provincia. Emiliano, Giacomo, Sergio e Francesca sono i primi stagisti della struttura a raccontare pubblicamente la loro esperienza e a diffondere attraverso il nostro giornale on line un breve resoconto delle due settimane trascorse nei nostri uffici.

Con l’entrata in vigore nel 2014 della riforma “La Buona Scuola” uno dei prerequisiti per essere ammessi all’esame di Stato è l’aver svolto almeno 200 ore di alternanza scuola-lavoro. Si tratta di tirocini o altre attività che hanno lo scopo di avvicinare noi giovani al mondo lavorativo. Come si realizza? Possiamo portare come esempio la nostra personale esperienza. Innanzitutto presentiamoci: siamo tre ragazzi del liceo scientifico G. Galilei ed una ragazza del liceo economico-sociale A. Rosmini di classi quarta e terza. Noi, come tanti altri prima (ed altri in futuro), abbiamo fatto richiesta all’Ufficio Stampa della Provincia Autonoma di Trento per farci un’idea del lavoro che qui ogni giorno si svolge. La “gavetta” spetta a tutti. Due di noi son finiti a mettere mano a quel dedalo polveroso che è l’archivio per fare un po’ di ordine tra grattacieli di copie “antiquate” di “Terra Trentina”,”Poster Giovani” e “Il Trentino”. Nel frattempo gli altri erano immersi in un mare di carte, impegnati a raccogliere dati finalizzati alla creazione di un report di tutti i servizi web, giornalistici e radiotelevisivi che si erano occupati del Festival dell’Economia. La settimana seguente ha lasciato più spazio alla creatività: ci è stato assegnato il compito di pubblicizzare un progetto a noi molto vicino ovvero il contributo provinciale per i piani di accumulo universitari. Cosa sono? Come funzionano? Le statistiche affermano che le iscrizioni all’università sono in calo in tutta Italia: per ovviare al problema la Provincia offre una somma di denaro alle famiglie per agevolare l’ingente spesa degli studi dei figli. Requisiti sono l’avere un valore ISEE inferiore a 29.000 euro e fare versamenti periodici rendicontabili per un periodo che va da 3 a 5 anni fino a raggiungere l’importo minimo di 3.000 euro. Lanciare l’iniziativa sui social è stata la prima idea: Facebook, Twitter fino al recentissimo servizio di informazione “WhatsPat”. Ai fini di una campagna pubblicitaria di successo è apparsa subito evidente la necessità di riuscire a sfruttare gli algoritmi degli stessi social per favorirne la visualizzazione e di trovare un’immagine accattivante. Ci siamo quindi sbizzarriti con universitari contenti, maialini salvadanaio, martelli e sacchi di soldi fino a vecchie pubblicità anni ’50. Per la presentazione del progetto, si è poi pensato ad un power point esplicativo. Al termine di questa esperienza, oltre ad avere stretto nuove amicizie, abbiamo imparato come si scrive un comunicato stampa e a pubblicizzare una data iniziativa. Siamo felici di aver contribuito nel nostro piccolo al lavoro svolto qui in questi uffici e anche le cose che adesso a noi sembrano le più scontate ci serviranno con ogni probabilità in futuro.



Informativa sui Cookie

Informativa ai sensi dell’art. 13 D.LGS. 30 giugno 2003 n.196

NotizieInUnClick.it utilizza i cookie per migliorare l'esperienza di navigazione.
Per leggere di più su i cookie utilizzati interni e di terze parti visita la pagina dedicata.
Per continuare a navigare questo sito acconsenti all'uso dei cookie.

Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. Maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi