Tommaso Mondelli. Settimane bianche e crociere a costo zero. Agropoli, Argolibro, 2013. 140 p. (69)

Listener

Tommaso Mondelli all’inizio della Seconda guerra mondiale era un sergente nel XXV reggimento Artiglieria da montagna della Divisione “Assietta” ad Asti. La sua lunga peripezia militare dal 1937 al 1945 lo ha spinto a scrivere questo interessante libro sulla tragedia della guerra e sui militari, anche nemici, uomini e soldati fatti come lui, che spesso, anche se non apertamente, si pongono la domanda: ho indossato l’uniforme, ho portato il fucile, ho sparato, ho ucciso, ma cosa ne ho ricavato, cosa ne abbiamo ricavato?

“Si viaggia come in un sogno, con la mente nel vuoto e la vana ricerca di cose nuove… si va senza voltarsi indietro, meno che col pensiero, dove ti porta il destino”. Anche fuori dai campi di battaglia, cioè, il vagare e il muoversi non hanno un significato perché tutte le guerre sono assurde.

L’autore è stato anche insignito di onorificenza con una Stella d’argento. Risiede in provincia di Torino ed  ha anche pubblicato Ricordi di un segretario comunale e diverse raccolte di poesie.

In questo libro, appunto, narra le sue memorie di guerra e prigionia. Lo spirito ironico e disincantato che si nota già nel titolo è peraltro presente in tutto il testo, arricchito da numerosi aneddoti che rendono piacevole la lettura. Quello che definisce “costo zero” in realtà include due anni di prigionia in Africa, anche se vissuta senza le grandi privazioni alimentari comuni in questi casi e con qualche svago (tennis). Il diploma, l’ingresso in polizia, la laurea e l’attività di segretario comunale si alternano con il suo peregrinare da Asti e da altre zone del Piemonte al fronte francese, dalla Jugoslavia a Napoli ed alla Sicilia. Fatto infine prigioniero in Sicilia, vagò da Biserta a Tunisi per terminare ad Algeri. Della narrazione restano impressi il suo inaspettato incontro nel 1941 con Vittorio Emanuele III che camminava da solo in incognito ed in abiti civili per Alcamo, gli occasionali incontri e le chiacchierate con varie ragazze, la disponibilità al dialogo ovunque riscontrata, soprattutto in Sicilia, e la sua personale e non condivisibile idea sulla Costituzione: “…molto utile ai partiti politici i quali vi hanno sparso il seme che ha reso fertili le loro carriere, mentre poco o nulla è stato dato ai cittadini…”. Curioso il suo ultimo viaggio del rientro a casa, poiché la sua stazione di arrivo lo ha visto tre o quattro volte addormentato, cosa che lo ha costretto ad aspettare e cambiare treno più volte.

Interessanti le due appendici finali del libro: una breve storia dell’artiglieria da montagna a cura del capitano Italo Pennaroli e la tragedia dimenticata del piroscafo Oria, salpato nel 1944 da Rodi con 4200 militari prigionieri e naufragato dopo qualche miglio, in cui perì il cugino omonimo Tommaso Mondelli. Opportuna e apprezzabile la dedica ai prigionieri di guerra e agli internati di ogni nazione, opinione e religione di tutto il mondo.

Franco Cortese Notizie in un click                              

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