TRA LE VOCI DI MANTOVA, NARRATIVA A 360 GRADI

La libreria delle Edizioni IL RIO

venerdì 20, sabato 21 e domenica 22 aprile 2018

Piazza Mantegna 6, Mantova

Nel cuore di Mantova una vetrina si riaccende: riapre la libreria di piazza Mantegna 6. Dopo la chiusura dell’anno scorso della quasi centenaria Di Pellegrini, il piccolo spazio di fianco alla basilica di Sant’Andrea trova nuova vita con la libreria della casa editrice Il Rio. L’intenzione è di creare un luogo di cultura e di promozione della città attraverso la valorizzazione degli autori e dei titoli editi da Il Rio.

Lo spazio antistante sarà impiegato, come già sperimentato in precedenza durante gli eventi organizzati da Il Rio insieme alla precedente gestione Di Pellegrini, come sala conferenze en plein air, luogo di libero dibattito e confronto diretto tra autori e pubblico.

La libreria è pensata anche come luogo di “benvenuto” per quei turisti desiderosi di un approfondimento culturale sulla città. Per loro, ma anche per il mantovano desideroso di riscoprire la propria città, si è pensato a una nuova collana – “le guide de Il Rio” – accompagnata da una piccola selezione di oggetti, sempre ideati e realizzati dall’ufficio grafico della casa editrice, dedicati alla storia di Mantova. Il leit motiv scelto riguarda gli artisti e i personaggi più noti e amati della storia della città. In particolare, quest’anno, anche in vista della grande mostra del 2019, Il Rio ricorda Giulio Romano; al grande allievo di Raffaello sono dedicati magliette, matite e altri oggetti pensati per fare entrare l’arte nella vita di tutti i giorni.

L’apertura della libreria è prevista per il fine settimana del 20, 21 e 22 aprile 2018: un weekend di eventi culturali anticipato da una cena di “pre-opening” la sera di giovedì 19 aprile: quattro giorni, ventisei autori, quattordici presentazioni per dare il benvenuto alla nuova vetrina delle Edizioni Il Rio.

PROGRAMMA

GIOVEDÌ 19 APRILE | Cena di “Pre-opening”

20:00 Arci “La bocciofila mantovana”

Davide Bregola presenta

TRA LE VOCI DI MANTOVA, NARRATIVA A 360 GRADI

Con Michael Bertolazzi (autore di I doni magici del destino), Daniele Carnevali (autore de Gli dei e la vergine), Ana Danca (autrice di Come vuole la vita), Francesco Farsoni (autore della trilogia dell’Ispettore Dunsdridge) Marco Federici (autore di Vapori di guerra) e Luca Romanelli (autore di Bassa estrazione).

Non la solita “cena con autore”, ma un vero e proprio viaggio alla scoperta di alcuni dei nuovi talenti della narrativa mantovana contemporanea. Davide Bregola, scrittore e consulente editoriale, guiderà la conversazione, intervistando alcuni degli autori che nell’ultimo paio d’anni hanno pubblicato con Il Rio; una serata per scoprire la vivacità della cultura virgiliana, tra romanzi, atmosfere noir o fantasy, autobiografie e racconti di satira sociale.

Cena+2 libri a scelta tra quelli presentati Euro 20,00 | Menù: maccheroncini al torchio con ragù d’anitra, sbrisolona, acqua, vino e caffe. Info e prenotazioni:casaeditrice@ilrio.it 328 9154797

VENERDÌ 20 APRILE

18:20 Riccardo Braglia presenta

I GONZAGA. IL MITO, LA STORIA

Introduce Giulio Girondi

Per quasi quattro secoli i Gonzaga hanno dominato su Mantova. Dal 1328 al 1707, capitani del popolo, marchesi e duchi si sono alternati per dare vita a una delle signorie più splendide che l’Italia abbia mai conosciuto. Imparentati con mezza Europa, nipoti di re e imperatori, cugini di principi e granduchi, i Gonzaga hanno sempre giocato un ruolo decisivo nella vita politica italiana ed europea dal Trecento all’avvio del XVIII secolo, tra giochi di alleanze, intrighi e tradimenti, sempre pronti a schierarsi dalla parte del potente di turno, fosse questi il duca di Milano, il doge di Venezia, il re di Francia o il papa. E proprio questo “trasformismo” tipicamente italiano consentì alla dinastia di sopravvivere, pur se tra alti e bassi, per circa quattrocento anni, dal cuore del medioevo alla modernità attraversando da protagonista tutto il Rinascimento. I Gonzaga di Riccardo Braglia sono tutto questo e molto di più, perché l’autore ce li presenta come persone vive, in carne e ossa, tra vizi e virtù, raccontandocene i segreti, le aspirazioni, i successi e le sconfitte. Con una scrittura precisa, documentata, ma al tempo stesso adatta a un grande pubblico, Braglia permetterà al lettore di conoscere chi erano realmente i Gonzaga, tra storia e mito.

Riccardo Braglia, mantovano, è storico dell’arte, conferenziere, scrittore e giornalista, nonché consulente di varie reti televisive. Per molti anni ha inoltre ricoperto l’incarico di Ispettore Onorario della Soprintendenza per i Beni Storici e Artistici di Mantova. Ha al suo attivo diverse pubblicazioni, oltre che curatele di mostre e di eventi culturali di valenza nazionale ed internazionale. Per i tipi de Il Rio ha pubblicato La grotta delle meraviglie. Il collezionismo di Isabella d’Este-Gonzaga (2014) e ha curato il catalogo della rassegna Burgio. Opere 1959-2016 (Reggio Emilia, 2016).

19:00 Gianfranco Burchiellaro presenta

TRA LE PIETRE E LA PALUDE

Introduce Adalberto Scemma

Qual è stato, qual è e quale sarà il ruolo di Mantova in Italia e nel mondo? Come il suo passato vive nel presente e può aiutarci a capire e a costruire il futuro? Miti, storia antica e recente si intrecciano in un libro che indaga l’identità profonda di una città e, attraverso questa, del paese intero. Le stesse vicende personali dell’autore – sindaco per due mandati dal 1996 al 2005 – sono chiavi di lettura della vicenda politica mantovana e nazionale. In questo libro Mantova si guarda nello specchio del passato, del presente e dei suoi “futuri possibili”. Sapere per capire e capire per cambiare rimane la regola della buona politica e qui il sapere imparato e vissuto si traduce in uno scritto denso nel quale la storia diventa concreta attraverso i volti dei protagonisti, alla ricerca di un’anima che dà il nome al libro: Tra le pietre e la palude.

Gianfranco Burchiellaro è nato a Mantova il 7 febbraio 1960. Conseguita la maturità all’Istituto Sperimentale del Liceo Classico Virgilio, diventa segretario provinciale dei Giovani Comunisti Italiani, ricoprendo lo stesso incarico a Venezia e nel Veneto, per concludere la sua esperienza in Segreteria Nazionale. Tornato a Mantova, viene eletto segretario cittadino del PCI e successivamente segretario provinciale del PDS. Eletto sindaco di Mantova per due mandati, ha successivamente lavorato alla direzione nazionale dei DS e nel 2007 è eletto alla Camera dei Deputati. Eletto Vicepresidente della Giunta delle Elezioni, è stato relatore nel procedimento di decadenza di Cesare Previti. Conclusa l’esperienza parlamentare, svolge attività di consulenza per numerose aziende occupandosi di innovazione e di risparmio energetico.

A seguire, aperitivo offerto

SABATO 21 APRILE

16:20 Stefano L’Occaso, Maria Cristina Loi presentano

LE ARTI DEL DISEGNO. ARCHITETTURA, ORNATO, FIGURA

Introduce Federico Bucci

Il volume raccoglie i contributi presentati in occasione della Giornata di Studio “Le Arti del Disegno” nel Palazzo Ducale di Mantova, il 20 maggio 2016, ma accoglie ulteriori studi, in particolare sul disegno “di figura”, di interesse lombardo. Gli argomenti spaziano quindi intorno ad alcuni dei temi più ampiamente dibattuti nella storia delle arti figurative: il ruolo del disegno, la sua evoluzione nel corso del tempo, la molteplicità di modi espressivi e di strumenti di lavoro che la pratica del disegno, costantemente in equilibrio tra caratteri di permanenza e trasformazioni radicali, mette a disposizione degli artisti. Il volume include saggi di: Peter Assmann, Stefano Bruzzese, Giulia Cantoni, Ludovica Cappelletti, Joubert José Lancha, Stefano L’Occaso, Maria Cristina Loi, Elena Rame, Monica Resmini, Antonio Russo.

Stefano L’Occaso (Roma, 1975) è storico dell’arte. Dottore di ricerca, docente universitario, accademico virgiliano, è stato funzionario presso la Soprintendenza ai Beni Storici e Artistici di Brescia, Cremona e Mantova anche in qualità di Direttore del Museo di Palazzo Ducale. Dal 2015 ricopre l’incarico di Direttore del Polo Museale Lombardo. Ha all’attimo numerose e significative pubblicazioni tra monografie, cataloghi di mostre, articoli in riviste e atti di convegni internazionali.

Maria Cristina Loi si è laureata nel 1986 presso la Facoltà di Architettura dell’Università degli Studi di Roma “La Sapienza”. Nel 1989 ha conseguito un Master of Arts presso l’Art History and Archaeology Department della Columbia University di New York e nel 1995 il Dottorato di Ricerca presso “La Sapienza”. Tra i principali ambiti di ricerca: l’opera di Thomas Jefferson e le origini dell’architettura americana; l’architettura milanese tra XV e XVIII secolo; il disegno di architettura in età moderna e contemporanea. Dal 1996 è membro dell’International Center for Jefferson Studies (Charlottesville, Virginia). Autrice di numerosi saggi, ha partecipato a convegni e a mostre, anche in qualità di curatrice. Dal 1989 svolge attività didattica e di ricerca presso il Politecnico di Milano, nelle sedi di Milano e Mantova.

17:00 Marco Cranchi presenta

AL SAPLON

Introduce Davide Bregola

Al Saplon di Marco Cranchi è una sagra di paese, una tavolata tra amici a pranzo, un appuntamento con persone che non vedi da molti anni, un cenacolo, un ritrovo, una tavola imbandita che attende ospiti, un convivio col mondo che è appena andato chissà dove e in parte è ancora nel nostro inconscio collettivo. Inconscio di noi di paese, intendo, di noi che la campagna l’abbiamo vista e la vediamo ancora, di noi che stiamo ore magari a guardare un galleggiante nel fosso pieno d’acqua e attendiamo possa abboccare una tinca o un luccio o una vecchia scarpa gettata da un redivivo Charlie Chaplin. Ci sono buche, c’è fango, acqua, morchia. Ci sono i buoni e i cattivi che poi non sono mai tali fino in fondo. Questione di sfumature. C’è l’ingenuità e la furbizia, come nel Bertoldo di Giulio Cesare Croce.

Marco Cranchi nasce al Saplon (Sermide, Mantova) il 14 ottobre 1949 sotto il segno della bilancia ascendente ariete, due segni non perfettamente in armonia. Maturità classica a Mantova, laurea in medicina a Modena, specialità in neurologia a Ferrara. Vive e lavora come medico tuttora a Sermide. Si diverte a scribacchiare poesie, alcune pubblicate al concorso Stagionalia e qualche pamphlet pubblicati da “Sermidiana”.

17:40 Davide Bregola presenta

I RACCONTI DEI SAGGI

Introduce Giada Scandola

I racconti dei saggi è un libro costituito da storie che appagano, conciliano, persuadono. Sono racconti dedicati all’armonia alla saggezza e all’anima. Ognuno di essi ha la prerogativa di raccontare qualcosa che fa stare bene, che fa desiderare di essere persone Migliori. I racconti dei saggi è brodo caldo per l’anima; quando siamo arrabbiati con noi stessi o con il mondo che ci circonda è giusto fermarsi un attimo a meditare. Questo libro, scritto con attenzione e sensibilità, aiuta a ritrovare la pace interiore per fare le scelte giuste, con semplicità e con la giusta attitudine. Sono storie, parabole, insegnamenti, esempi, sui quali meditare con attenzione e tranquillità. Il libro è adatto per chi cerca nella spiritualità quel che nella vita di tutti i giorni non si trova per disattenzione o a causa dei ritmi troppo veloci nei quali siamo permeati.

Davide Bregola è scrittore e consulente editoriale. Ha pubblicato vari saggi e romanzi per diverse case editrici. Nel 2017 ha vinto il Premio Chiara con il libro La vita segreta dei mammut in Pianura Padana (Avagliano). Per Oligo Editore (marchio delle Edizioni Il Rio) dirige la collana Daimon. Scrive sulle pagine culturali de “Il Giornale”.

18:20 Claudio Meneghetti presenta

KARL MARX, FRIEDRICH ENGELS. GUERRE IN ITALIA

Introduce Claudia Bonora

Fu in particolare in seguito alla ridefinizione dei confini imposta dal Congresso di Vienna che all’Austria fu evidente come le linee fluviali dell’Adige e del Mincio costituissero un sistema difensivo già configurato che necessitava solo di essere rafforzato. Fu però durante la campagna di guerra del 1848-49 che l’effettiva potenzialità del Quadrilatero fu sperimentata e confermata. E fu proprio lungo i territori della valle del Po, entro e attorno allo scacchiere difensivo del Quadrilatero che si scrissero alcune delle pagine più significative della storia politica e militare del Risorgimento, culminate nella battaglia di Solferino e San Martino del 1859. Ed è a partire dagli avvenimenti del 1859 che Claudio Meneghetti pone la sua attenzione per giungere fino al 1866 proponendo una ragionata selezione di alcuni degli scritti politici di Karl Marx e Friedrich Engels, i fondatori del materialismo storico e del socialismo scientifico, che attenti, interessati e informati conoscitori della lingua italiana, a quegli avvenimenti dedicarono una lunga serie di pagine nelle quali rivelano l’interesse col quale seguivano la situazione italiana. Nella presente raccolta, ad alcune preziose e affascinanti lettere private tra Marx ed Engels, scritte tra il febbraio e il maggio 1859, sono affiancati alcuni articoli comparsi su “Das Volk” e sul “New York Daily-Tribune”, scritti prevalentemente a fine informativo ma redatti con ricchezza di nozioni. Seguono gli scritti Po e Reno (scritto tra fine febbraio e primi di marzo1859), La guerra italiana. Sguardo retrospettivo (pubblicato tra luglio e agosto 1859) e Savoia, Nizza e il Reno (scritto nel febbraio 1860), testi di strategia politica e militare che presentano parallelismi fra i processi delle unità nazionali germanica e italiana, valutazioni sull’alleanza italo francese contro l’Austria, evidenziando l’ostilità e la polemica durissima di Marx ed Engels nei confronti di Napoleone III e del cesarismo bonapartista, giungendo a una analisi e definizione di una secca linea interpretativa degli avvenimenti del 1859, per Marx ed Engels un pericoloso rafforzamento dell’impero napoleonico che avrebbe gravato negativamente sull’intero sviluppo del Risorgimento italiano. Una narrazione che trova prosecuzione negli scritti La questione militare prussiana e il partito operaio tedesco (scritto tra gennaio-febbraio 1865 e pubblicato nel 1866) e in Considerazioni sulla guerra in Germania (giugno-luglio 1866) che aprono a ulteriori considerazioni sul contesto europeo; in particolare consentono valutazioni sull’organizzazione degli eserciti in campo, permettendo di evidenziare come l’Austria all’epoca fosse scesa in campo con un esercito dalla struttura tipica della metà dell’Ottocento mentre la Prussia avesse allestito un esercito già pronto per affrontare le guerre del Novecento.

19:00 Walter Magnani presenta

EUGENIA

Introduce Giulio Girondi

Walter Magnani vive a Carpi ed è di origini reggiane. Storico dell’Età Contemporanea, dopo La terra e i cincillà e Il muro, questo romanzo racconta le vicende di una famiglia mantovana alle prese con le conseguenze degli espropri ingiunti nei primi anni ’30 ai possidenti di pioppeti lungo il Po dovuti ai lavori di riordino dell’alveo e ai rinforzi degli argini che il progetto di navigabilità per grandi natanti veniva posto in essere. Sopra e sotto il fiume, la vicenda si snoda fra due famiglie imparentate, descrivendo tanto la vita di città quanto quella di due paesi della campagna reggiana in epoca fascista: dall’estate 1938 fino allo scoppio della guerra.

DOMENICA 22 APRILE

11:40 Davide Bregola presenta

ARTHUR RIMBAUD. I SOGNI DI ARTHUR

Introduce Giulio Girondi

I sogni di Arthur è un libro composto da due racconti di Rimbaud: Il sole era ancora caldo e Il sogno di Bismarck. Il primo (da anni fuori catalogo) e il secondo del tutto inedito nel panorama librario italiano. Si tratta di narrazioni giovanili composte nel 1864 e nel 1870 quando il giovane Rimbaud si stava preparando letterariamente e poeticamente a diventare il “poeta veggente” che tutto il mondo ha conosciuto e che ha cambiato il corso della poesia mondiale. Nel primo racconto si parla di un ragazzo con sete di sapere che descrive la cittadina di Reims; nel secondo si narra di un sogno nel quale Rimbaud si prende gioco del cancelliere prussiano Bismarck che sconfisse i Francesi nel 1870. Anche Charleville, la città di Rimbaud, venne bombardata dai tedeschi. Entrambi i racconti sono sarcastici, sbeffeggiano il potere, sia esso di un cancelliere o dei professori a scuola, e in nuce c’è già il poeta ribelle di Una stagione all’inferno.

16:20 Monja Parmigiani presenta

MADRE

Introduce Davide Bregola

C’è stato un tempo nel quale gli esseri umani erano in contatto con gli Dei, ed essi parlavano loro per connetterli, tra cielo e terra, con Gea, Urano, le forze generatrici e le ritualità. Nei secoli gli esseri umani si sono dimenticati di rendere omaggio, di ringraziare, di ascoltare, e così i nostri sensi si sono ridotti al solo pensiero scientifico detentore di verità assolute. Eppure la Grande Madre ancora parla, così come parlano Zeus, Afrodite e Ade assieme agli Dei di altre culture, altre epoche, altri mondi.Madre, il romanzo di Monja Parmigiani, ci parla della forza generatrice fondamentale per l’esistenza di ognuno di noi e, attraverso una prosa controllata, una trama ben congegnata, ci fa capire le potenzialità di ciascuno partendo da personaggi comuni coi quali possiamo fare amicizia. In mezzo a tutte le macerie, Madre edifica.

Monja Parmigiani è nata nel 1970 ad Asmara, in Eritrea, da madre meticcia e padre italiano. Quando la piccola ha appena cinque anni, la famiglia è costretta a scappare in Italia, in fuga dalla guerra con l’Etiopia. Monja scrive poesie fin da bambina e, nel tempo, ha sviluppato anche la passione per il canto. Consulente per il benessere della persona, da vent’anni studia naturopatia e tematiche di natura spirituale. La maternità è diventata presto una porta aperta su di un universo interiore in continua trasformazione.

17:00 Sonia Tabai, Raffaella Garosi presentano

MIRTILLA E IL CORAGGIO

Introduce Giada Scandola

Venezia, un compositore famoso e un’ape che grazie al suo coraggio cambierà per sempre il proprio destino

Sonia Tabai (Mantova 1976) è filosofa e scrittrice. Ha esordito nel 2014 con il romanzo Poche parole dette piano edito da Barbera Editore e nel 2017 con Fuoco, incanto e polvere di cannella edito da Melville edizioni. Entrambi hanno avuto un grande successo di critica e pubblico. Mirtilla e il coraggio è la sua terza opera, la prima dedicata a bambini e ragazzi. Tiene laboratori di scrittura in scuole, librerie e biblioteche.

Raffaella Garosi (Mantova, 1970) ha completato gli studi presso l’Accademia delle Belle Arti di Bologna, per poi perfezionarsi in restauro pittorico di affreschi e decorazioni scenografiche. Accanto all’insegnamento, dal 1994 si dedica a video installazioni e performance, impiegando elementi tratti dal teatro di ricerca sperimentale contemporaneo e dall’arte concettuale, con uno sguardo rivolto a tematiche sociali. Sue opere sono state esposte nelle mostre Arte a Mantova 1950-1999e Arte a Mantova 2000-2010 entrambe curate da Claudio Cerritelli e allestite alla Casa del Mantegna. Un suo profilo compare in Artisti a Mantova nei secoli XIX e XX. Dizionario biografico dei pittori mantovani (Adalberto Sartori Editore).

17:40 Giancarlo Malacarne presenta

ONORE GLORIA VANITÀ. IL DUELLO NELL’ITALIA DEL CINQUECENTO

Introduce Giulio Girondi

Una copiosa serie di documenti, perlopiù inediti e commentati in modo rigoroso, esprime un contesto di grande suggestione, quale fu l’Italia del Cinquecento. Partendo da una singolare forma di ordalìa, il duello si dilata a contenuti di spettacolarità: attorno a rigidità ancestrali e “regole” frequentemente assurde, si sviluppano concetti come onore e vanità che inducono ad uno stupore cui raramente allo studioso è dato accedere. Il XVI secolo fu la grande stagione del duello e ancora oggi risuona l’eco di innumerevoli drammi, tra capricci e tragedie, che bagnarono di sangue la rena dello “steccato”. Odi inestinguibili, liti, dispetti e ripicche diedero vita a un canovaccio fascinoso, disseminato di rituali fiabeschi che rinviano a saghe di cavalieri catafratti senza macchia e senza paura, ma anche irrigidito da un dettato normativo così farraginoso da destare il legittimo sospetto che non si volesse giungere alla definizione delle vertenze sul campo, armi alla mano. Il duello diventa così un contenzioso mendace ed ingannevole, fatto di proclami, cartelli di sfida, roboanti dichiarazioni e minacce di sfracelli, a sanare il quale verrà versato più inchiostro che sangue.

Giancarlo Malacarne, storico e giornalista, è dal 1996 direttore della rivista d’arte, storia e cultura “Civiltà Mantovana” (Comune di Mantova), per la quale ha redatto numerosi saggi; collabora con giornali, riviste e pubblicazioni di carattere storico. Apprezzato conferenziere, ha partecipato a convegni e seminari di studio in Europa e negli Emirati Arabi; ha curato l’allestimento delle mostre araldiche nel Palazzo Ducale di Sabbioneta (1992) e nel Palazzo Ducale di Mantova (1993); oltre alle rassegneGonzaga – I volti della storia (Museo Diocesano Francesco Gonzaga, 2015) e Mantova delle Acque (Mantova, Museo della Città Palazzo di San Sebastiano, 2017). Nel 2004 gli è stato assegnato il Primo Premio Nazionale “Orio Vergani” dell’Accademia Italiana della Cucina per il libro Sulla mensa del Principe. Tra gli altri titoli maggiormente significativi, si ricordano: Araldica Gonzaghesca (1992); Il mito dei cavalli gonzagheschi (1995); la trilogia “Solenni allegrezze” con Le cacce del Principe(1998), Sulla mensa del Principe (2000), Le feste del Principe (2002); l’opera in cinque tomi I Gonzaga di Mantova (2004-2009); Gonzaga: Genealogie di una dinastia(2010); Fruscianti vestimenti e scintillanti gioie – La moda a corte nell’Età gonzaghesca (2012).

18:20 Guido Parisi presenta

ATTORI E NO. RAPPRESENTAZIONI TEATRALI PER FINI DIDATTICI

Introduce Giada Scandola

Il libro di Guido Parisi propone un percorso drammatizzato attraverso la letteratura italiana fra autori classici (Dante, Boccaccio, Foscolo) e moderni, da Palazzeschi alla canzone d’autore e in particolare a Fabrizio De André e alla magia della sua Marinella. Parisi, attraverso un’esperienza didattica amplissima fra università di svariate parti del mondo, dal Canada, alla Lituania, alla Finlandia e alla Polonia, ha esperimentato per molti anni l’utilità del teatro per l’apprendimento dei valori di un testo letterario famoso e di una lingua straniera. L’idea è innovativa eppure classica insieme. Del resto il rapporto fra arte teatrale e vita segna in profondo la storia della letteratura italiana da Dante a Pirandello. Per il secondo e il suo “teatro nel teatro” è in questo senso evidente, ma pure la stessa Divina Commedia ci mostra un pellegrino che è anche spettatore dei vari drammi inscenati davanti ai suoi occhi da quegli spettri che appaiono al suo cospetto e lo inquietano, per poi poco a poco pacificarlo e condurlo alla gloria dei cieli in un totale appagamento.

Guido Parisi è nato nella cittadina di Sparanise, nell’Italia meridionale. Dopo aver conseguito la laurea in Lingue e Letterature straniere presso l’Istituto Orientale di Napoli, ha completato il servizio militare in qualità di ufficiale raggiungendo il grado di capitano. Successivamente ha intrapreso la carriera di insegnante nelle scuole italiane e poi in qualità di lettore di italiano nelle università straniere, quali Vilnius, Kaunas, Ottawa, Turku, Katowice. Ha svolto compiti culturali presso le ambasciate italiane a Vilnius e a Ottawa. È stato fondatore del Comitato della Società Dante Alighieri di Katowice, ricoprendo l’incarico di Presidente per dieci anni. I suoi libri sono destinati principalmente al mondo dei giovani.

19:00 Gianfranco Ferlisi, Vincenzo Denti presentano

GAM. GIOVANI ARTISTI MANTOVANI

Introduce Giulio Girondi

Sono passati due anni dalla mostra “GAM”, allestita alla Casa del Mantegna e dedicata ai giovani artisti mantovani. Che cosa è rimasto di questa esperienza? Che cosa è accaduto nel frattempo? Per provare a rispondere a queste domande vale la pena ritornare sul catalogo di quella rassegna, per cercare di cogliere il filo rosso che oggi lega la città dei Gonzaga alle ultime tendenze dell’arte contemporanea.

Gianfranco Ferlisi (1977) è storico e critico d’arte. Laureatosi a Parma, già funzionario della Provincia di Mantova presta oggi servizio nel Palazzo Ducale di Mantova. Direttore del Museo d’Arte Moderna e Contemporanea dell’Alto Mantovano (Gazoldo degli Ippoliti) è autore di numerose pubblicazioni e curatore di mostre dedicate a vari aspetti dell’arte del XX e XXI secolo.

Vincenzo Denti (1962) è nato ad Asola. Consegue la Maturità d’Arte Applicata presso l’Istituto Statale d’Arte di Guidizzolo (1981), il Diploma di Licenza Accademica nella sezione di Decorazione Pittorica all’Accademia di Belle Arti di Brera (1990). Dal 2002 insegna Plastica Ornamentale e dal 2005 Decorazione presso l’Accademia LABA di Brescia. Ha esposto in numerose rassegne personali e collettive.



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