TRIBUNALE DI BRESCIA: CANI CON CODA E ORECCHIE TAGLIATE

UDIENZA PRELIMINARE PER VETERINARI E ALLEVATORE PER MALTRATTAMENTO ANIMALI, FALSO E OMESSA DENUNCIA DI REATO. LA LAV SI È COSTITUITA PARTE CIVILE. ALLEVATORE RINVIATO A GIUDIZIO, RITO ABBREVIATO PER IL VETERINARIO ITALCARNI, IL VETERINARIO DELLA STRUTTURA PATTEGGIA 9 MESI DI RECLUSIONE

Si è svolta oggi presso il Tribunale di Brescia l’udienza preliminare per decidere del rinvio a giudizio chiesto dalla Procura di Brescia per un allevatore di cani di razza Pastore dell’Asia Centale di Isorella (Brescia), due veterinari, di cui uno ASL imputato anche nel processo Italcarni e l’altro un noto libero professionista, e la moglie di quest’ultimo, accusati di maltrattamento di animali, falso e omessa denuncia di reato nell’ambito di interventi di taglio di coda e orecchie effettuati su cani adulti e cuccioli. La LAV si è costituita parte civile.

L’Allevatore è stato rinviato a giudizio. Rito abbreviato per il veterinario già coinvolto nell’inchiesta Italcarni e per l’unica donna sul banco degli imputati; il Veterinario della struttura ha invece patteggiato 9 mesi di reclusione.

I fatti risalgono a febbraio 2015 quando la Guardia di Finanza di Brescia, a seguito di un controllo presso un allevamento abusivo di Isorella, pose sotto sequestro 40 cani di razza Pastore dell’Asia Centrale che presentavano la coda e/o entrambe le orecchie tagliate, nonostante la legge italiana vieti espressamente gli interventi chirurgici destinati a modificare la morfologia di un animale o finalizzati a scopi non curativi.

A seguito delle indagini è finito sotto accusa anche un veterinario della ASL di Brescia in quanto, in qualità di pubblico ufficiale, pur avendo riscontrato la mutilazione di coda e orecchie, l’assenza delle vaccinazioni sui passaporti e la presenza su alcuni cani di doppio microchip, il secondo di origine romena, avrebbe omesso di farne denuncia all’Autorità Giudiziaria ed alla ASL di Brescia.

Un ruolo attivo nelle amputazioni lo avrebbe avuto invece il medico veterinario libero professionista che, su commissione dell’allevatore, avrebbe tagliato le orecchie e la coda di 44 cani di varie razze, sia cuccioli che adulti. Il veterinario, imputato assieme alla moglie, accusata di assisterlo negli interventi, avrebbe redatto un falso certificato medico per giustificare un intervento del taglio delle orecchie su un cane dobermann, poi non eseguito per la rinuncia da parte della proprietaria dell’animale, episodio denunciato in un servizio di Striscia la Notizia.

“Il taglio di coda e orecchie rappresenta un grave maltrattamento, anche etologico, in quanto priva i cani di due fondamentali strumenti di comunicazione per rapportarsi con i propri simili, gli altri animali e con l’uomo.” – dichiara Ilaria Innocenti, responsabile nazionale LAV del Settore Cani e Gatti – “Oltre alla condanna penale ci auguriamo che l’Ordine dei Medici Veterinari di Brescia voglia impartire il massimo della sanzione disciplinare nei confronti dei veterinari coinvolti. Sottoporre animali a interventi chirurgici di amputazione non necessari rappresenta una grave violazione del Codice Deontologico della professione che deve essere orientata al servizio della collettività e a tutela della salute degli animali e dell’uomo”.

La LAV ringrazia l’avv. Vittorio Arena del foro di Brescia per l’assistenza legale fornita.

 



Informativa sui Cookie

Informativa ai sensi dell’art. 13 D.LGS. 30 giugno 2003 n.196

NotizieInUnClick.it utilizza i cookie per migliorare l'esperienza di navigazione.
Per leggere di più su i cookie utilizzati interni e di terze parti visita la pagina dedicata.
Per continuare a navigare questo sito acconsenti all'uso dei cookie.

Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. Maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi