Tutor sportivo a scuola: un progetto di successo

Raddoppiato il numero di studenti-atleti nelle scuole superiori trentine

Il progetto è nato nel 2012 quando il Dipartimento della Conoscenza ha introdotto nelle scuole superiori trentine il tutor sportivo, ovvero un insegnante quale figura di raccordo tra la scuola e il sistema sportivo del territorio con il compito di “accompagnare” gli studenti-atleti che, parallelamente al percorso scolastico, intraprendono attività sportive ad alto livello. L’iniziativa, negli anni, ha raccolto molti consensi, sia nel mondo scolastico che in quello sportivo, tanto che il numero degli studenti ammessi al progetto nell’anno in corso è più che raddoppiato: sono infatti ben 155 gli studenti, con atleti provenienti da 22 istituti della provincia, attivi in 25 discipline, di cui 8 invernali.

Si è riunita nei giorni scorsi la commissione di valutazione che ha ammesso al progetto del tutor sportivo 155 studenti-atleti appartenenti a 22 istituti trentini dislocati su tutto il territorio provinciale. La commissione composta dal dirigente del Servizio infanzia e istruzione di I grado, Roberto Ceccato; dal coordinatore di Educazione fisica della Provincia, Giuseppe Cosmi e dal delegato CONI Massimo Eccel ha selezionato gli studenti ammessi tra 279 candidati sulla base di criteri oggettivi quali: il conseguimento di risultati in ambito nazionale o internazionale e la partecipazione a campionati sportivi.
L’incremento degli studenti ammessi al progetto ha comportato un aumento considerevole delle risorse messe in campo dalla Provincia. Ammontano infatti a 73 le ore settimanali messe a disposizione delle scuole per il tutor sportivo, ovvero un insegnante incaricato ad accompagnare gli studenti-atleti nella modulazione del percorso scolastico, accanto a quello sportivo. Il tutor sportivo ha in primo luogo il compito di verificare il calendario degli impegni degli studenti-atleti e di seguire i rapporti tra scuola, famiglia e società sportive. Deve inoltre monitorare il livello di apprendimento dei ragazzi predisponendo strategie di compensazione, se necessarie, e raccordarsi con il consiglio di classe per eventuali necessità.



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