UN ANNO FA LA MORTE DI MARCO PANNELLA

UN ANNO FA LA MORTE DI MARCO PANNELLA: COSA DISSI ALLA CAMERA QUALCHE GIORNO DOPO, NELLA COMMEMORAZIONE IN AULA.

TROPPI “RIMUOVONO” LA STAGIONE 1992-2005: IL TENTATIVO DI RIVOLUZIONE LIBERALE SU ISTITUZIONI-ECONOMIA-GIUSTIZIA…

NE’ SANTONE NE’ SANTO, MA SOPRATTUTTO NON UN “SANTINO”…IN QUESTI MESI, DA TROPPI IL DESIDERIO DI RENDERLO “CONFORME” E “OMOLOGATO”, ESPUNGENDO LE PARTI MENO “COMODE” (MA A MIO AVVISO DECISIVE) DELLA SUA COMPLESSA BIOGRAFIA POLITICA.

TRA TENUTARI UFFICIALI DELLA MEMORIA, FAZIONI RADICALI IN LOTTA PER L'”EREDITA'”, LIBRI SUPERFLUI E CELEBRANTI VARI, SI PERDONO – TEMO – TANTE SFUMATURE PREZIOSE. IL MONITO PASOLINIANO “SIATE IRRICONOSCIBILI?”. NO, TUTTO RICONOSCIBILISSIMO, PREVEDIBILE, CONFORMISTA…

Un anno fa, è mancato Marco Pannella. L’ho conosciuto bene, nel consenso e nel dissenso.

Poche ore dopo la sua morte, pubblicai questo mio ricordo:  https://goo.gl/QnOZl1

Ecco cosa aggiunsi qualche giorno dopo, alla Camera, in occasione della commemorazione in Aula. Confermo tutto, dopo un anno in cui tenutari ufficiali della memoria, fazioni radicali in lotta per l'”eredità”, libri superflui e celebranti vari hanno operato – più o meno consapevolmente – per far perdere perfino il ricordo di alcune sfumature preziose…

Il Pannella liberista, il Pannella “amerikano”, il Pannella pro-Israele, il Pannella anti-sindacato: quasi tutto rimosso, per ridurre la storia radicale a “indipendenti di sinistra”, boninismo, “viva Papa Francesco” et similia. 

Il monito pasoliniano “Siate irriconoscibili”? No, tutto riconoscibilissimo, prevedibile, conformista e senza sorprese.

***

Signora Presidente,

depongo anch’io i “sassolini” della memoria e della gratitudine per gli anni che ho avuto l’onore di trascorrergli accanto, dal 1998 al 2006.

Due osservazioni. La prima. Per conoscere e capire Picasso, occorre studiare i suoi “periodi”: quello blu, quello rosa, quello africano, il cubismo, eccetera…

Ecco, anche Marco, pur nella continuità assoluta di alcune linee guida (in primo luogo, le regole, lo stato di diritto), ha avuto tanti “periodi”. Sarei intellettualmente disonesto a farne prevalere uno solo (quello in cui mi riconosco di più); ma, allo stesso modo, non credo aiuti la comprensione storica e politica, com’è avvenuto in questi giorni, espungere e – per così dire – “rimuovere” una stagione.

Mi riferisco al lungo arco che va dal 1992 al 2005, quando Pannella, accanto alle tradizionali battaglie per i diritti civili, tentò un’operazione mai provata prima, in Italia, con quella completezza di visione. Non si tratta solo di economia. E’ stato molto di più: un tentativo di rivoluzione liberale a tutto tondo su istituzioni (modello anglosassone), economia e giustizia. Con un appello diretto al ceto produttivo e a tutti gli “outsider” rispetto all’Italia dei garantiti. E anche con un attacco politico allo status quo, al vecchio sindacato, alle ossificazioni corporative, alla foresta pietrificata della società italiana, e – sia consentito – in primo luogo alla sinistra più vecchia.

Da quella stagione potevano scaturire due esiti alternativi, ed entrambi sarebbero stati un successo per l’Italia: la nascita o di una sinistra liberale davvero nuova, o di una destra liberale e riformatrice, di matrice thatcheriana.

Non è successa né l’una né l’altra cosa, purtroppo, e occorrerà riflettere sul perché. Assenza di libera circolazione delle idee, inadeguatezza degli interlocutori politici, errori di Marco, e di chi (come me ed altri) gli è stato vicino in una parte di quella stagione. Ma lui ci aveva provato.

La seconda osservazione. Marco non era un “santone”, come grossolanamente dicevano alcuni dei suoi avversari. Non era certo un santo. Ma soprattutto non era un “santino”, come alcuni lo hanno ricordato in questa settimana. Da qualche parte, ho colto un desiderio di “normalizzarlo”, di “omologarlo”, scegliendo sempre le parti più “politicamente corrette” (secondo i canoni di alcuni) della sua complessa biografia politica. Errore grave, secondo me. Marco prese molto sul serio il monito di Pasolini contro il conformismo, e l’incoraggiamento del poeta ai radicali ad essere sempre “irriconoscibili”, nel senso migliore del termine. Non dimentichiamolo mai. Grazie.

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APPUNTAMENTI

Oggi Confedilizia (grazie!) organizza a Reggio Calabria (19 maggio, ore 15, Sala dei lampadari del Comune, Piazza Italia) il convegno “La casa oggi, le vie e le sfide per il rilancio del settore”, con il Presidente di Confedilizia Giorgio Spaziani Testa e il professor Lorenzo Infantino. Parteciperò anch’io.

 



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