UN MILIARDO DI ANNI PRIMA DELLA FINE DEL MONDO

Fa un caldo feroce a Leningrado, e Maljanov non è al mare con moglie e figlio, è rimasto a casa, immerso nella sua ricerca sullo spazio interstellare. È a un passo, lo sente, da una grande scoperta. Basta un ultimo sforzo, concentrarsi, lasciare i piatti sporchi nell’acquaio, far la spesa solo quando il gatto implora da mangiare.

Concentrarsi: è una parola.
Squilla ininterrottamente il telefono, suonano alla porta.
Arriva un pacco dono pieno di vini e leccornie. Passa a trovarlo una donna con il collo fatto per essere baciato. Poi è la volta di un vicino che ha il bisogno impellente di prestargli un libro.

Combattere la distrazione quando si deve lavorare, certo, è un problema di tutti. Ma qui c’è qualcosa di strano, pensa Maljanov. Ne discute con gli amici scienziati e scopre ben presto… che capita anche a loro la stessa cosa. Continue interruzioni perverse, proprio quando la ricerca è sul più bello, vicina alla svolta. Si parla addirittura di minacce.

Qualcuno vuole ostacolarli, fermare il progresso della conoscenza. Qualcuno, sì, ma chi? E soprattutto, che fare, adesso?
Prendersi il rischio, la responsabilità di andare sino in fondo, o arrendersi, appiattirsi, “diventare meduse”?
È la scelta cruciale che tocca a Maljanov.

Nel nostro tempo di stimoli schiaccianti, di totalitarismi vecchi e nuovi, ciechi e insinuanti, un romanzo straordinariamente attuale sulla necessità di essere se stessi, liberi e indipendenti, per cambiare il mondo.
Ci vuole tempo, ma ancora un po’ ne resta: un miliardo di anni.

Tradotto da PAOLO NORI.

GLI AUTORI

Da quando, nel 1958, si sono affacciati sulla scena letteraria, i fratelli Arkadi e Boris Strugatzki sono i guru incontrastati della narrativa del fantastico russa. Insieme, questi due grandi stalker – spesso messi al bando dal Sistema – hanno ‘visto’ e descritto scenari del presente proiettandoli in un futuro prossimo e lontano. Nel 1972 ci hanno regalato un capolavoro, Picnic sul ciglio della strada; un romanzo epico, scritto in tono quasi fiabesco, in cui un ‘cercatore’ – lo stalker, appunto – viene posto di fronte a sfide assolute; Tarkovskij ne ha tratto un film meraviglioso, Stalker, ed è persino diventato un celebre videogioco (S.T.A.L.K.E.R., Shadow of Chernobyl). Anche da È difficile essere un dio, romanzo visionario, sempre pubblicato da Marcos y Marcos, sono stati tratti ben due film: nel 1989, da Peter Fleischmann (Scene di caccia in bassa Baviera) e nel 2013 da Aleksej German.



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