Una raccolta fondi per sostenere il servizio di Custodia Sociale

Già 126 le persone fragili seguite dal servizio, 68 solo a Loreto

BERGAMO – Un’iniziativa di fund raising per sostenere e implementare un servizio di straordinaria importanza per i quartieri cittadini, quello di Custodia Sociale: l’obiettivo è quello di implementare ulteriormente il servizio a Loreto e Longuelo, zone della città in cui i Custodi sociali sono molto attivi per via delle loro composizione demografica. “Si tratta di una prima sperimentazione di un modello di fund raising che auspichiamo possa essere condiviso e realizzato anche nei restanti quartieri cittadini” sottolinea l’Assessore alla Coesione Sociale del Comune di Bergamo Maria Carolina Marchesi.

Il personale del Servizio di Custodia Sociale, già attivo in vari quartieri della città, integra la rete delle varie forme di assistenza a domicilio di persone fragili e a rischio di esclusione (come persone sole, anziani, persone con disabilità) aiutandole nella conduzione delle attività quotidiane nella loro abitazione, sostenendone l’autonomia e il benessere psico-fisico. Gli operatori presenti nei quartieri della città accompagnano le persone in molteplici attività: piccole spese, acquisto di farmaci, organizzazione delle visite mediche specialistiche e/o con i medici di base, supporto in occasione di ricoveri/dimissione dalle strutture sanitarie o assistenziali, disbrigo delle pratiche burocratiche (pagamento bollette, contatto con i Sindacati o altro). E parallelamente gli operatori favoriscono le relazioni sociale delle persone, prevenendo la solitudine e supportandole nella gestione di eventuali emergenze. La raccolta fondi intende rafforzare l’opera dei Custodi sociali affiancando loro, con le risorse raccolte, l’opera di persone, adeguatamente selezionate tramite colloqui, a loro volta in temporanea condizione di difficoltà lavorativa.

In specifico l’obiettivo è quello di poter dotare di due figure aggiuntive il servizio di Custodia Sociale nei quartieri di Loreto e Longuelo della città di Bergamo, per un monte ore minimo a testa di 10 ore settimanali a persona per quarantadue settimane. Il quartiere di Loreto, quartiere residenziale, per la natura demografica del territorio, vede una concentrazione di persone seguite dal Servizio di custodia sociale (sono 126 seguiti nella città, di cui 68 in questo quartiere). 

“Il quartiere di Longuelo, – prosegue Marchesi – anch’esso a carattere prevalentemente residenziale, con pochi negozi di prossimità e piuttosto decentrato rispetto al cuore della città, è caratterizzato dalla presenza di un alto numero di persone anziane che vivono sole, spesso in condomini a più piani, non dotati di ascensore. Queste persone incontrano molte difficoltà nella quotidianità e nel mantenimento di un circuito di relazioni sociali ed affettive. Con il lavoro della persona che viene sostenuta economicamente grazie alla raccolta fondi si intendono potenziare le attività del servizio, consentendo agli operatori professionali della Custodia sociale di ampliare il lavoro relazionale con le persona in carico.”

La prima raccolta fondi a sostegno del Servizio di custodia sociale nei citati quartieri si è attuato con successo in via sperimentale nel periodo natalizio dal Gruppo Alpini della sezione di Ossanesga con due iniziative nel centro cittadino, nei mesi di dicembre e gennaio, ed ha consentito di ottenere una raccolta di 4.250 euro. E nel corso della conferenza stampa gli Alpini consegneranno la raccolta effettuata per consentire l’attuazione del progetto di supporto e potenziamento del servizio.
La seconda fase intende raggiungere un obiettivo analogo, e quindi affiancare un analogo monteore in supporto agli operatori professionali, per 4.200,00 euro. Cifra che andrà a finanziare l’operatività di una seconda figura persona. La raccolta fondi si avvarrà questa volta della piattaforma Kendoo, piattaforma telematica di finanziamento sociale in Bergamo. E verrà alimentata dal coinvolgimento delle venti reti sociali di quartiere della città di Bergamo ed in particolare, ovviamente, delle reti sociali di Loreto e Longuelo. Un video girato tra le vie del quartiere di Loreto illustra il lavoro dei Custodi sociali.L’azione di raccolta fondi si colloca all’interno del progetto “Fragilità feconda. Sviluppo di un welfare comunitario orientato al supporto della vulnerabilità e dell’autonomia” finanziato da Fondazione Cariplo con il Bando “Welfare in azione” e che coinvolge l’associazione Diakonia onlus in qualità di capofila del progetto, ed ha per partner le associazioni AUSER, UILDM, ADB e i Comuni dell’Ambito territoriale nr.1 Bergamo, Orio, Sorisole, Torre Boldone, Gorle, Ponteranica.

“La scommessa che questi soggetti mettono in campo – prosegue Marchesi – è quella di poter condividere e programmare insieme, nei prossimi anni, delle attività di raccolta fondi in ambito sociale. Insomma, Bergamo impara a far rete anche per rendere più efficace il contributo che i singoli cittadini, le associazioni, i gruppi e le realtà produttive possono dare per sostenere le fragilità sociali e le aree del bisogno. Integrando e potenziando la rete dei servizi e delle offerte curate dal settore pubblico e dal privato sociale.”

Obiettivi del progetto sono dunque l’individuazione condivisa delle priorità, la programmazione delle azioni e delle campagne di raccolta, il monitoraggio delle azioni finanziate. Il tutto rivolgendosi in modo coerente alla platea dei possibili donatori. Un piano di comunicazione accompagnerà questa e le prossime campagne: “fili sociali” è il motto che riunisce pubblico e privato, enti locali e terzo settore, in una sfida che intende generare virtuosi rimandi tra bisogno e risorsa. “A cominciare proprio dal riconoscimento che ogni persona è, e deve poter essere, risorsa.”

Partecipazione attiva e corresponsabilità diffusa sono quindi elementi indispensabili nella costruzione di nuove risposte ai bisogni emergenti. Questa prima campagna parte dalla dimensione dei quartieri cittadini e dalle condizioni di prossimità e vicinanza tra le persone. Scommette sulla capacità di relazione e di attivazione tra soggetti che già animano la vita cittadina, a cominciare dalle Reti sociali di quartiere. E punta a far valere, nella risposta sociale ai bisogni, anche l’attivazione di chi è a propria volta nella condizione di difficoltà e bisogno.

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