Un’ordinanza per garantire un quantitativo minimo vitale di acqua

Dopo le relazioni di polizia locale, Servizi sociali e Asl di Sassari, emessa oggi dal sindaco di Sassari per far riattivare da Abbanoa la fornitura idrica ai cittadini di via Pozzomaggiore.
SASSARI  – Un’ordinanza inviata ad Abbanoa per far riattivare immediatamente la fornitura idrica del condominio di via Pozzomaggiore. È quanto disposto dal sindaco di Sassari Nicola Sanna che con il nuovo provvedimento mira a garantire agli abitanti degli stabili di proprietà del Comune, nel quartiere di Baddimanna, un quantitativo minimo vitale di acqua potabile, 50 litri pro-capite al giorno, per il consumo e per l’igiene personale e domestica. Un atto – si legge nell’ordinanza pubblicata sul sito web del Comune di Sassari – necessario a prevenire e scongiurare il sorgere di emergenze sanitarie o di igiene pubblica che possono mettere in pericolo la vita umana.

L’ordinanza è stata adottata dopo l’ultimo slaccio operato dal gestore idrico, il 29 settembre, nei riguardi dei cittadini morosi che abitano negli stabili di via Pozzomaggiore. Già ad agosto, dopo la prima interruzione del servizio da parte di Abbanoa, l’amministrazione comunale era intervenuta con il sindaco e l’assessorato alle Politiche della casa ma non era stata necessaria alcuna ordinanza perché l’erogazione dell’acqua era stata ripristinata. In quella occasione il primo cittadino aveva rilevato che i «morosi non vanno trattati tutti alla stessa stregua». Infatti il sindaco aveva precisato che è importante effettuare istruttorie adeguate e verificare le situazioni, «perché gli slacci possono dare vita a drammi quando sono presenti persone ammalate e anziani, a volte impossibilitati a muoversi, e ancora disabili e bambini che non possono essere lasciati senz’acqua».

«Oggi ho ritenuto opportuno intervenire – afferma il sindaco Nicola Sanna – per scongiurare l’eventuale possibile insorgenza di problematiche di natura igienico-sanitaria, tanto più in relazione alle persone individuate con problemi di salute per i quali potrebbe sommarsi un pericolo per la vita umana. Con questo atto si vuole assicurare un quantitativo minimo di acqua potabile per uso domestico, quel quantitativo che l’articolo 61 del decreto legislativo 152/2006 definisce “minimo vitale” secondo le indicazioni dell’Oms».

Nell’ordinanza, infatti, si indica questo quantitativo in 50 litri pro-capite, così come fissato dalle linee guida dell’Organizzazione mondiale della Sanità e secondo quanto previsto nei due decreti attuativi del collegato ambientale riguardanti la risorse idriche (il cosiddetto bonus acqua) approvato a dicembre 2015 e prossimo alla pubblicazione.

E così in questi giorni l’amministrazione comunale ha messo in moto i propri uffici e ha chiesto pareri di altri enti perché si verificasse la situazione nelle palazzine comunali di via Pozzomaggiore.

La polizia locale ha così effettuato un sopralluogo il 3 ottobre e constatata «l’insorgenza di grave e preoccupante rischio per l’igiene pubblica e la salute umana, la Protezione Civile del Comune aveva provveduto con tre autobotti al rifornimento della cisterna con circa 21.000 litri di acqua». La polizia locale, inoltre, ha verificato che nelle palazzine risiedono 134 cittadini e di questi 20 sono persone invalide, 10 sono anziani e 15 bambini.

Il Comune, nel frattempo, ha acquisito copia di 11 certificati rilasciati dalla commissione medica legale dell’Asl ed è in attesa di acquisire gli altri documenti.

I Servizi sociali di via Zara hanno redatto una relazione dalla quale emerge che «la sospensione nell’erogazione del servizio idrico creerà senza dubbio situazioni di estrema difficoltà, sia alle famiglie con situazioni di accertato disagio socio-economico, che ben difficilmente potrebbero affrontare in maniera risolutiva e immediata la situazione debitoria, avendo in realtà necessità di un sostegno economico dell’Amministrazione per la soddisfazione dei bisogni primari del nucleo, sia per la situazione di disabilità presente». «A ciò si aggiunga – si legge ancora nell’ordinanza – che la presenza di minori nei nuclei oggetto del provvedimento di slaccio, da parte di Abbanoa, con i problemi di natura igienico-sanitaria derivanti dall’assenza di acqua corrente, potrà determinare effetti assolutamente negativi sull’assolvimento dell’obbligo scolastico e sul successo degli altri percorsi di inclusione progettati e attivati dall’Amministrazione».

Il Comune ha quindi interpellato il dipartimento di prevenzione Servizio di Igiene e sanità pubblica che ha fatto sapere che dall’esame della documentazione sanitaria relativa ad alcuni residenti nei condomini di via Pozzomaggiore, «si ritiene che l’interruzione dell’erogazione di acqua corrente potabile nelle abitazioni realizzi una condizione di grave nocumento per tutti gli occupanti le abitazioni e in particolare per i nuclei familiari con disabili e minori».

In considerazione di questi fatti, quindi, e che l’interruzione della somministrazione dura da più di tre giorni consecutivi, senza garantire un “minimo vitale”, determinando l’insorgere di gravi criticità, il sindaco ha deciso di emettere l’ordinanza.
«Resta inteso – ha concluso il primo cittadino – che proseguiranno gli accertamenti del debito a carico degli inquilini, individuando tra essi quelli per morosità dovuta a condizione di estrema povertà, per i quali scatterà il bonus idrico, da quelli morosi per noncuranza».

Andrea Bazzoni



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