Venticinque anni fa tre ordigni scoppiavano a Milano, in via Palestro

Ci sono pagine della nostra storia così nere che non si vede il fondo. Venticinque anni fa tre ordigni scoppiavano a Milano, in via Palestro – di fronte al Padiglione di arte contemporanea, e a Roma – alla Basilica di San Giovanni in Laterano e alla Chiesa di San Giorgio in Velabro. Gli esecutori sono stati individuati, processati e condannati. La giustizia ha fatto il suo corso e l’ha fatto celermente dimostrando anche la capacità di integrare il giudizio anche a distanza di anni, di fronte a nuovi elementi sopravvenuti nel tempo. Ma il fondo di quelle pagine oscure ancora non si vede. Tanti magistrati e investigatori, per anni, non hanno mai abbassato la guardia e sono andati avanti incessantemente. Dobbiamo mantenere alta questa attenzione, i cittadini italiani hanno il diritto di sapere chi ha armato la manovalanza mafiosa. Oggi il mio pensiero va a Carlo La Catena, Sergio Pasotto, Stefano Picerno e Alessandro Ferrari, caduti nell’assolvimento del loro dovere, e a Moussafir Driss, perito da innocente a causa della crudeltà criminale. Ma oggi il mio pensiero va anche a Gabriele Chelazzi, che da Firenze stava arrivando proprio al fondo di quelle pagine nere finché il cuore non ha più retto: sono fiero che la giustizia italiana abbia potuto contare su una persona come lui.



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