Verso la ripresa

Nel secondo trimestre il volume d’affari sale del 2,1 per cento, ma gli effetti della crisi continuano a farsi sentire. In un anno, chiuse 1.617 imprese (-2,3 per cento), in gran parte ditte individuali; crescono società di capitali e imprese estere.

Comincia a intravvedersi qualche luce nello scenario da lungo tempo oscuro nel settore costruzioni. Si conferma la ripresa e il volume d’affari a prezzi correnti è salito del 2,1 per cento rispetto allo stesso trimestre dello scorso anno. La tendenza positiva riguarda le piccole e medie imprese. Ancora negativo l’andamento per quelle oltre i 50 addetti. Queste alcune delle indicazioni che emergono dall’indagine sulla congiuntura delle costruzioni realizzata in collaborazione tra Camere di commercio e Unioncamere Emilia-Romagna.

Volume d’affari Prima dell’inizio del 2015, l’ultimo dato positivo risaliva al quarto trimestre 2012. Si riduce però la quota delle imprese che rileva un volume d’affari in aumento rispetto allo stesso trimestre dello scorso anno, che scende dal 40,7 al 35,6 per cento. Un dato comunque elevato che, con l’esclusione dello scorso trimestre, non era stato più rilevato dal secondo trimestre del 2008. La svolta in positivo riguarda le piccole (+2,9 per cento) e le medie (+2,7 per cento) imprese, mentre la tendenza resta negativa per quelle grandi (-1,5 per cento).

Ammortizzatori sociali In totale, le ore autorizzate di cassa integrazione nei primi sei mesi dell’anno sono state circa 5 milioni, -12,6 per cento rispetto all’analogo periodo del 2014. Ma la crisi ha uno strascico, le ore autorizzate per interventi straordinari, in gran parte connesse a crisi aziendali, pari a circa 2 milioni e mezzo, sono aumentate dell’8,7 per cento.

Il Registro delle imprese Gli effetti della crisi passata continueranno a farsi sentire. A fine giugno le imprese attive nelle costruzioni erano 68.824, quindi 1.617 in meno in un anno (-2,3 per cento). La riduzione è più ampia tra quelle operanti nei lavori di costruzione specializzati (-914 unità, -1,8 per cento), ma molto più rapida per le attive nella costruzione di edifici (-3,7 per cento, -688 unità). La diminuzione è determinata dalle ditte individuali (-2,8 per cento, 1.372 unità) e dalle società di persone (-3,9 per cento), che risentono negativamente dell’attrazione della normativa delle società a responsabilità limitata. Questa viceversa incide sull’aumento delle società di capitali (+1,1 per cento).

Da segnalare l’elevata flessione per i consorzi e le cooperative (-4,4 per cento).

Giuseppe SANGIORGI



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