Verso un Piemonte sempre più verde

Dieci proposte per rendere l’economia piemontese più “verde” e sostenibile, dal clima alla gestione dei rifiuti, dal sistema energetico alla mobilità urbana, dall’acqua all’agricoltura. È il decalogo elaborato dal Consiglio nazionale della Green Economy e illustrato dal già ministro dell’Ambiente Edo Ronchi, ora presidente della Fondazione per lo sviluppo sostenibile, durante un convegno organizzato nell’aula di Palazzo Lascaris. Il documento è stato presentato per la prima volta nel novembre scorso agli Stati Generali della Green Economy, nell’ambito della rassegna Ecomondo a Rimini, evento a cui hanno preso parte anche alcuni consiglieri regionali piemontesi che hanno voluto riproporre il format per un confronto con le forze politiche, gli amministratori e la società civile locale.

“C’è il rischio che termini come green economy diventino espressioni modaiole senza che si entri realmente nel merito oppure che vengano utilizzati solo quando si deve affrontare un’emergenza ambientale. È invece necessario che l’approfondimento di questo tema sia costante e rappresenti un filo conduttore in tutte le scelte, sia a livello legislativo e amministrativo, sia nella adozione di soluzioni operative praticabili in un’ottica trasversale e non settoriale”, ha affermato Silvana Accossato, presidente della Commissione consiliare Ambiente, aprendo i lavori del simposio. La consigliera e Antonio Ferrentino, vicepresidente della Commissione consiliare pianificazione territoriale e moderatore del convegno, hanno ricordato l’impegno della Regione Piemonte in campo ambientale anche in questa legislatura con l’approvazione del Piano sui rifiuti urbani e l’imminente Piano sui rifiuti speciali, oltre al costruttivo confronto sul Piano energetico regionale in fase di discussione.

Il presidente del Consiglio regionale, Mauro Laus ha inviato il suo messaggio al pubblico intervenuto: “A tre mesi esatti dalle elezioni fissate per marzo sarà fondamentale dar voce e visibilità alla necessità di porre al centro della discussione sull’Italia che verrà il tema della trasformazione ecologica della nostra economia e delle scelte che ne derivano. Oggi sono 13 su 100 i dipendenti italiani impiegati in aziende green, vale a dire quelle attente al risparmio energetico, energie rinnovabili, qualità delle materie ed ecosostenibilità. A maggior ragione mi sembra assurdo che tanta parte della politica italiana non veda l’importanza di rispondere con un’offerta politica adeguata alle domande e preoccupazioni di milioni di italiani costantemente esposti a inquinamento grave e delle migliaia di imprese che cercano di trovare la loro strada fuori dalla crisi attraverso scelte di sostenibilità”.

“Il 58% degli Italiani si ritiene informato sulla green economy e il 70% attribuisce importanza alle politiche pubbliche in materia, tuttavia l’ampio consenso fra i cittadini non trova corrispondenza nel dibattito politico pubblico”, ha affermato Edo Ronchi. “Ecco perché abbiamo chiesto come primo punto di inserire la transizione all’economia verde fra le priorità dell’agenda parlamentare e di governo. Il cambiamento del modello economico rappresenta l’unica via di sviluppo sostenibile possibile, di fronte alla limitatezza delle risorse, ai cambiamenti climatici e a una recente ripresa economica non accompagnata però da una crescita del benessere”. Ronchi ha inoltre sottolineato l’importanza di una programmazione regionale per la green economy e le opportunità anche per l’occupazione che da essa possono discendere.

Gli altri punti inseriti nel decalogo riguardano il rinnovo del sistema energetico per rilanciare fonti rinnovabili ed efficienza, l’economia circolare incentivando la prevenzione della produzione di rifiuti, l’attivazione di un piano nazionale per la rigenerazione urbana e il cambiamento della sua mobilità in senso non inquinante, la promozione della qualità ecologica come fattore competitivo del made in Italy, lo sviluppo di un’agricoltura sostenibile, la valorizzazione e tutela del capitale naturale e della biodiversità, la gestione delle acque e il miglioramento dell’efficacia delle politiche pubbliche.

Durante il successivo dibattito, che ha anche coinvolto parlamentari, esponenti degli enti locali, delle associazioni di categoria e rappresentanti della società civile, sono intervenuti i consiglieri Giorgio Bertola (M5s) e Andrea Appiano (Pd). A chiudere i lavori è stato Alberto Valmaggia, assessore all’Ambiente, Urbanistica, Programmazione territoriale e paesaggistica.



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