Viaggiatore di battaglie

“Fra monumenti e ossari, musei e manifestazioni, documenti e poesia, Marco Scardigli ci conduce alla scoperta dei grandi campi di battaglia italiani, insegnandoci a leggerne le tracce rimaste o la loro muta assenza.”

IN USCITA IL 16 MAGGIO
Marco Scardigli 
Viaggiatore di battaglie
Storia e memoria dei grandi campi di battaglia

Nel momento della battaglia, le nazioni, i popoli e gli eserciti mettono in campo tutto ciò che possiedono per ottenere la vittoria: cultura, etica, tecnologia, arte, coesione sociale, inventiva, ricchezza, fede, organizzazione. In un lasso di tempo breve, a volte poche ore, tutto questo si concentra e si contrae in uno spazio esiguo, come in certe catastrofi astronomiche, quando una stella esplode e sprigiona in un singolo istante enormi quantità di energia che si lasciano dietro solo polvere e detriti, e nessun ricordo di sé.

Sono infatti innumerevoli, nella storia d’Italia, i racconti deformati, le memorie studiate a tavolino, le dimenticanze volute e anzi ricercate. E così, dalla scaramuccia all’epopea, dalla vittoria strategica alla battaglia campale, spesso la Storia non lascia alcuna traccia nei luoghi dov’è passata.

Il viaggiatore di battaglie è allora colui che ostinatamente va alla ricerca di quella polvere e di quei detriti, che si mette in ascolto, in cerca dell’eco e delle vibrazioni superstiti di quella lontana esplosione.

Fra monumenti e ossari, musei e manifestazioni, documenti e poesia, Marco Scardigli ci conduce alla scoperta dei grandi campi di battaglia italiani, insegnandoci a leggerne le tracce rimaste o la loro muta assenza. Attraversando più di venti secoli di storia d’Italia, riviviamo allora le antiche guerre combattute in Sicilia; saliamo sulla torre di San Martino e passeggiamo attraverso il Risorgimento; a Marsala e a Caprera inseguiamo Garibaldi e il suo mito; sul Carso ripercorriamo le trincee della Grande Guerra; infine rivolgiamo un pensiero alle tragedie del passato più recente.

Perché recuperare la memoria delle battaglie passate non significa tanto celebrare la guerra, quanto preservare la Storia e, con essa, il valore sofferto della pace.
«Una battaglia si può considerare grandiosa, terribile, fondamentale, ma rimane pur sempre immateriale. Può aver cambiato la storia, ma non la si può toccare, conservare, mostrare. La battaglia è concretissima per chi la vive, ma trascorso poco tempo svanisce, e diventa della sostanza dei sogni.»
Marco Scardigli (Novara, 1959), storico e scrittore, ha insegnato all’Università di Pavia e ha pubblicato numerose opere di narrativa e saggistica storica. Tra i suoi ultimi saggi: Le battaglie dei cavalieri. L’arte della guerra nell’Italia medievale (Mondadori 2012), Cavalieri, mercenari e cannoni. L’arte della guerra nell’Italia del Rinascimento (Mondadori 2014), Viaggio nella terra dei morti. La vita dei soldati nelle trincee della Grande Guerra (Utet 2014) e, con Andrea Santangelo, Le armi del diavolo. Anatomia di una battaglia (Utet 2015).

Elisa Montanucci



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