Violenze a Rimini, la Regione Emilia-Romagna si costituisce parte civile

La Regione Emilia-Romagna si costituisce parte civile nel processo nei confronti di Guerlin Butungu, accusato dei gravissimi episodi di violenza e abusi consumati a Rimini, nella notte tra il 25 e 26 agosto scorso, contro una coppia di giovani polacchi e una cittadina peruviana. Una decisione formalizzata nella seduta di Giunta di oggi, nel corso della quale è stato incaricato l’avvocato Vittorio Manes, del Foro di Bologna, di seguire la causa per conto della Regione.

“Concretizziamo un impegno che avevamo preso fin da subito- sottolinea il presidente della Regione, Stefano Bonaccini- per andare oltre la legittima indignazione per quanto avvenuto. Di fronte ad atti di violenza indicibile come quelli accaduti a Rimini, vogliamo fare tutto ciò che è ci è consentito per essere dalla parte delle vittime, certi che la giustizia faccia fino in fondo il suo corso”.

E l’articolo 26 della legge regionale 6 del 2014 (“Legge quadro per la parità e contro le discriminazioni di genere”), “prevede- spiega l’assessore alle Pari opportunità, Emma Petitti- che la Regione possa costituirsi parte civile nei casi di violenza di genere di particolare impatto e rilevanza sociale nella vita della nostra regionale, per poi devolvere l’eventuale risarcimento a sostegno delle azioni di prevenzione contro la violenza sulle donne”.

“Sappiamo bene che niente e nessuno potrà mai cancellare l’orrore subito da queste persone- concludono Bonaccini e Petitti-, però vogliamo sostenere quello che è un loro diritto: avere giustizia, e presto”. archivio Agenzia informazione e comunicazione Regione Emilia-Romagna

L’aiuto della Fondazione regionale vittime di reati

Nei giorni scorsi la Fondazione presieduta da Carlo Lucarelli, che la Regione intende sostenere ancora di più per contribuire a rafforzarne la capacità d’azione a favore delle vittime di reati, ha deciso di aiutare la coppia di ragazzi polacchi e la cittadina peruviana. Ha quindi messo a disposizione una somma di 10mila euro per ciascuna delle vittime: un contributo economico che certo non cancella quanto successo ma che potrebbe rendere più affrontabile il difficile percorso per ritrovare il proprio equilibrio con tutti gli aiuti sanitari, psicoterapeutici, legali e di assistenza che saranno necessari.



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