VIOLENZE AL PRONTO SOCCORSO DI CAREGGI. PROBLEMA SICUREZZA TRASCURATO

Due episodi di violenza al pronto soccorso di Careggi in una settimana.

In sette giorni infermieri e medici del pronto soccorso di Careggi hanno dovuto gestire due aggressioni con coltello. In entrambi i casi, provvidenzialmente, gli operatori sono riusciti a gestire la situazione senza ferirsi. Ma quanto successo non può passare inosservato. C’è un problema sicurezza nei pronto soccorso degli Ospedali toscani che va affrontato quanto prima.

Nell’immaginario collettivo ci sono un carnefice, cioè l’aggressore, le vittime, cioè gli operatori, e degli spettatori che sono i cittadini in attesa di farsi visitare.

In realtà qui sono tutte vittime, di un errore gestionale legato alla sicurezza e al rischio clinico.

In entrambe le aggressioni erano protagoniste due persone con profili clinici complessi, uno era tossicodipendente e l’altro in grave stato di agitazione psicomotoria, parliamo di due pazienti complicati che erano lì per essere curati. In questi casi è doveroso l’audit con esperti del rischio clinico per aiutare il personale a capire cosa non ha funzionato e solo una parte della risposta è legata alla corretta richiesta di una maggiore presenza delle Guardie Giurate.

Per questo vogliamo sapere da Saccardi se l’audit è stato fatto e capire gli esiti: se il problema è che al momento delle aggressioni c’era poco personale per gestire quel tipo di pazienti con le apposite procedure comunicative, è fondamentale intervenire per risolvere la carenza. Allo stesso tempo si avvii una riflessione seria sulla necessità di garantire una adeguata copertura dei servizi di Guardia nei pronto soccorso.



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