“Zero Pivilegi”, il taglio parte dai vitalizi: la maggioranza preferisce congelare la parte relativa alle indennità

La nostra proposta di legge “Zero Privilegi” ha cominciato a muovere i suoi primi passi nella  prima commissione consiliare. Non è stato semplice riuscire a iscrivere la nostra proposta all’ordine del giorno: inizialmente, la maggioranza insisteva nel calendarizzare solo la proposta, depositata successivamente alla nostra, a firma dei componenti del precedente Ufficio di Presidenza dell’Assemblea (Lacorazza e Polese – Pd, Mollica – Udc, Galante – Ri, Castelluccio – Fi). Per innescare la discussione sul nostro progetto di legge siamo stati costretti a richiamarla in Consiglio per poi rispedirla in commissione.

Attualmente l’esame delle proposte è incentrata esclusivamente sulla parte riguardante i vitalizi, ovvero i trattamenti erogati a favore degli 82 ex consiglieri per una spesa complessiva a carico delle casse regionali che nel 2015 è stata di oltre 2.864.000,00 euro (senza considerare gli assegni di reversibilità). Infatti, per quanto concerne i tagli alle indennità erogate ai consiglieri attualmente in carica, la maggioranza pittelliana ha chiesto un “congelamento” correlato all’esito del referendum costituzionale del prossimo 4 dicembre. A dirla tutta, il capogruppo PD, Cifarelli si è spinto fino a chiedere di rinviare a dopo il referendum anche la discussione sui vitalizi.

La nostra proposta prevede che gli importi lordi mensili degli assegni vitalizi corrisposti vengano ridotti, sulla base di un criterio di progressività correlato al reddito complessivo annuo ai fini IRPEF (i tagli scattano a partire da un reddito complessivo annuo lordo superiore a 15.000,00 euro). Ecco la tabella dei tagli proposti ai vitalizi:

Per quanto riguarda la riduzione degli assegni vitalizi di reversibilità, questa oscilla da un minimo del 2% a un massimo del 6% e viene applicata solo solo nel caso in cui il reddito IRPEF è superiore a 20 mila €.

Se proviamo a quantificare i risparmi rivenienti dalla nostra proposta, sulla base dei circa 3,2 milioni di € che la Regione Basilicata ha sborsato nel 2015 per gli 82 vitalizi e per i 22 assegni di reversibilità, calcolando, prudenzialmente, un taglio medio dell’ 8%, si  otterrebbe un risparmio di circa 250.000 € annui. Niente male, considerato che finora i governi (nazionale e regionale) hanno messo le mani solo nelle tasche dei comuni cittadini.

Qui non si tratta esclusivamente di assecondare una spinta proveniente dell’opinione pubblica, bensì di fare (in questo caso, da ex consiglieri regionali) la propria parte, dare il proprio contributo in un periodo drammatico per gran parte della popolazione. Motivi di solidarietà giustificano appieno il taglio di qualche centinaio di euro in meno sul lauto assegno di vitalizio: soldi che verrebbero incanalati in progetti di interesse pubblico (noi pensiamo al reddito di cittadinanza). Insomma, un primo segnale importante che potrebbe contribuire a ricostruire un rapporto di fiducia, attualmente laceratissimo, tra cittadini e istituzioni.
Non ci dovrebbero essere esitazioni da parte dei politici (o ex),  soprattutto se si volge lo sguardo ai numeri da brividi diffusi dall’ultimo Rapporto Caritas, che dipingono un quadro a tinte fosche: secondo i dati Istat, vivono in uno stato di povertà 1 milione 582 mila famiglie, un totale di quasi 4,6 milioni di individui e le le situazioni più difficili sono quelle vissute dalle famiglie del Mezzogiorno.

Dal canto nostro stiamo dimostrando che è possibile fare politica pur rinunciando a parte dei compensi a noi spettanti, senza far scadere la qualità del nostro lavoro. Non dimentichiamolo: il M5S ha rinunciato a circa 42 milioni di euro di rimborsi elettorali; con il taglio delle indennità di parlamentari e senatori ha finanziato il fondo del Microcredito per oltre 15 milioni. In Basilicata, sempre col taglio degli stipendi dei 2 consiglieri regionali del M5S, è stato possibile finanziare progetti a favore di scuole pubbliche secondarie: fino ad oggi abbiamo finanziato progetti per circa 170.000 euro. Immaginate cosa si sarebbe potuto fare se i restanti 18 consiglieri regionali e il Presidente Pittella avessero accettato di tagliarsi gli stipendi a 5000 euro lordi come facciamo noi! Fare politica da cittadini e per i cittadini è possibile. E noi lo stiamo dimostrando: con i fatti.

Gianni Perrino



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