100mila firme raccolte per l’aumento delle pensioni basse

Consegnata alla Presidenza del Consiglio la petizione di Anp-Cia: 100mila firme raccolte per l’aumento delle pensioni basse
Oggi una delegazione dell’Associazione nazionale pensionati ha consegnato ufficialmente al sottosegretario Nannicini una lettera con i contenuti della petizione e l’elenco delle firme. Il presidente Anp Brocco e il vicepresidente Cia Mastrocinque: “C’è un problema di giustizia sociale. L’aumento delle pensioni minime non può più attendere”.
Necessario aumentare le pensioni basse. Per chiedere un intervento del Governo in questa direzione una delegazione composta dal vicepresidente nazionale della Cia Alessandro Mastrocinque e dal presidente nazionale di Anp Vincenzo Brocco -accompagnato dai vicepresidenti Giovanna Gazzetta, Alessandro Del Carlo e Valter Manfredi- sono stati ricevuti dal sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Tommaso Nannicini.
La raccolta delle firme -hanno spiegato Anp e Cia- è partita nel maggio scorso su tutto il territorio nazionale, con l’obiettivo di sensibilizzare opinione pubblica, istituzioni e partiti, e sono state raccolte già oltre 100 mila adesioni per chiedere all’esecutivo: l’aumento delle pensioni minime; l’estensione del bonus di 80 euro ai pensionati al di sotto dei mille euro mensili (oltre l’80% dei pensionati iscritti all’Anp ha una pensione che oscilla da un minimo di 502 a 1.000 euro mensili); l’ampliamento delle aree esenti da tasse; una sanità pubblica più efficiente con la medicina integrata, anche per chi vive nelle zone rurali; interventi per la non-autosufficienza. Lo stesso Comitato dei diritti sociali del Consiglio d’Europa ha denunciato la violazione, in Italia, della Carta Sociale Europea: infatti i minimi di pensione dovrebbero essere pari al 40% del reddito medio nazionale.
“Un’iniziativa nata -ha evidenziato Mastrocinque- per richiamare le istituzioni e le forze politiche su un tema centrale per la sostenibilità del tessuto sociale del Paese. C’è da garantire una vita dignitosa a milioni di anziani, che hanno lavorato per far crescere l’Italia e ora si trovano costretti a vivere nel più profondo disagio. Per questo si è ritenuto di non scendere in piazza, ma di aprire un confronto costruttivo sulla situazione precaria nella quale tanti pensionati oggi sono costretti a vivere (agricoltori, ex mezzadri, ex contadini, ex coloni, braccianti). Donne e uomini che, dopo una vita di lavoro nei campi, percepiscono una pensione che non supera i 500 euro mensili”.
“La nostra non è solo una richiesta assistenziale -ha aggiunto Brocco- ma un volano di sviluppo. Un aumento delle pensioni equivale anche a un rinnovamento generazionale con una conseguente crescita della produttività del settore. Un adeguamento degli assegni pensionistici permetterebbe una vita più dignitosa e un maggior ingresso di giovani in agricoltura. La concessione dell’atteso bonus di 80 euro alle pensioni basse infatti -ha concluso il presidente dell’Anp- avvierebbe un processo virtuoso, oltre che per i pensionati, per la stessa economia delle aree rurali: 70.000 aziende, tramite lo strumento delle società di affiancamento, potrebbero essere lasciate a potenziali giovani under 40 disoccupati”.



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