Accoglienza e un futuro per i minori stranieri non accompagnati

Il Comune a breve pubblicherà un avviso per individuare un partner con il quale partecipare al bando nazionale del ministero dell’Interno. A disposizione 1,9 milioni di euro per potenziare la ricettività del sistema di seconda accoglienza
Sassari  – L’obiettivo è quello di potenziare la capacità ricettiva del sistema di seconda accoglienza per i minori migranti arrivati in Italia senza genitori o parenti. Un progetto che può essere realizzato attraverso il coinvolgimento e la collaborazione di istituzioni e organismi pubblici, privati e terzo settore. Lo hanno spiegato bene il sindaco Nicola Sanna, l’assessora alle Politiche sociali Monica Spanedda e il dirigente del Settore Coesione sociale e pari opportunità del Comune Mario Mura che ieri, nella sala convegni dei vigili urbani di Sassari, hanno incontrato un’ampia platea di rappresentanti di associazioni che operano sul territorio del Sassarese.
Il Comune punta a pubblicare nei prossimi giorni un avviso per l’individuazione del partner con il quale l’amministrazione parteciperà al bando nazionale del ministero dell’Interno. A disposizione ci sono circa 1 milione e 900 mila euro per ospitare 40 minori e potenziare la ricettività del sistema di seconda accoglienza.
«È necessario essere inclusivi – ha detto l’assessora Monica Spanedda – e per creare un progetto così ambizioso è necessario coinvolgere un’ampia rappresentatività delle pubbliche istituzioni, di soggetti privati e del volontariato che devono rendersi protagonisti della progettazione».
A fine mese, intanto, è già convocato un tavolo istituzionale che vedrà riuniti Comune, prefettura, questura, forze dell’ordine, Asl, Tribunali e altre istituzioni.
A illustrare il bando ministeriale è stato il dirigente del Settore di via Zara, Mario Mura, che ha fatto presente come a Sassari la presenza dei minori stranieri non accompagnati sia cresciuta negli ultimi due anni. A oggi le presenze registrate in città di minori stranieri senza genitori o parenti sono stata 116 e il numero è aumentato in modo esponenziale tra il 2015 e il 2016.
«Stiamo parlando di persone che non arrivano da zone particolarmente segnate da fenomeni di guerra – ha detto – ma da aree con disagi di natura economica e sociale».
«Dobbiamo dare a questi giovani la capacità di acquisire conoscenze e capacità – ha detto Nicola Sanna – così che possano tornare nel loro paese e costituire la nuova classe dirigente. È un processo lungo che, forse, vedrà alcuni restare qua e avere un futuro diverso. L’Unione europea ha messo a disposizione oltre 62 miliardi di euro per i Paesi che la compongono. Uno sforzo che consente almeno a quei paesi e regioni che si trovano “sul fronte” di iniziare ad affrontare questo fenomeno migratorio».
E i partecipanti alla riunione di ieri hanno sottolineato la positività dell’incontro e la modalità di coinvolgimento delle associazioni, che consente un’analisi delle opportunità e delle possibili criticità.
A Sassari la prima presenza di minore non accompagnato è datata 1998 (uno solo) quindi un vuoto sino al 2011 quando si registra la presenza di tre minori, altri tre nel 2013 e ancora tre nel 2014. Nel 2015 si registra un picco, con un numero di presenti accertati, pari a 66, che ha rappresentato oltre il 50 per cento del totale. Per il 2016 si prevede l’arrivo di 40 minori stranieri non accompagnati.
La fascia d’età con la maggiore presenza è quella tra i 14 e i 17 anni. Il numero maggiore di minori arriva dalla Somalia (40), a seguire Nigeria (19), Senegal (12), Gambia (12), Costa d’Avorio (9), Mali (7), Etiopia (6), Guinea (5), Bangladesh (3), quindi Marocco (1), Burkina Faso (1) e Togo (1).
Soltanto per 50 dei 116 è stato registrato lo status anagrafico di minore, per 37 si è in attesa di accertamento, per 9 la posizione è stata archiviata mentre 20 si sono allontanati dal territorio Sassarese.
Il progetto ministeriale
A breve si aprirà il termine per la presentazione delle domande. Il progetto, una volta finanziato, dovrà concludersi entro il 31 dicembre del 2018.
Secondo quanto previsto dal Sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati, che mira a valorizzare l’approccio di “accoglienza integrata”, il progetto che dovrà essere presentato al ministero dell’Interno deve consentire di attivare per i minori una serie di interventi finalizzati al loro collocamento in strutture autorizzate o presso famiglie selezionate, in caso di affido; quindi attivati servizi di mediazione linguistica culturale, iscrizione al Servizio sanitario nazionale, assistenza socio-psicologica e sanitaria, orientamento e tutela legale, regolarizzazione dello status giuridico, insegnamento di base della lingua italiana, inserimento scolastico e professionale e attività di sostegno dell’inclusione sociale e definizione di un progetto socio-educativo.
Andrea Bazzoni



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