Aeroporto di Treviso: 20 anni di malgoverno Lega e PD

Stiamo assistendo in questi mesi di campagna elettorale ad una serie di dichiarazioni da parte di Giovanni Manildo e della Lega targata Conte-Gentilini, mirate a fornire soluzioni ai problemi ventennali che l’aeroporto cittadino riversa sulla popolazione e sul territorio dei quartieri di S. Giuseppe, Canizzano, S. Angelo, Santa Maria del Sile, S. Zeno.

L’aeroporto di Treviso è lo specchio di come in questi venti anni sia stata amministrata la città, spesso pensando agli interessi di pochi e lasciando ai margini problemi come salute, inquinamento ambientale, viabilità, pianificazione e sviluppo sostenibile del territorio.

Il MoVimento 5 Stelle chiede semplicemente il rispetto della legalità.

È irresponsabile che i partiti che si sono susseguiti alla guida del nostro Comune abbiano permesso un’espansione incontrollata dell’infrastruttura aeroportuale (21.300 movimenti aeronautici/anno e 3 milioni di passeggeri nel 2017), priva di parere positivo di VIA (valutazione di impatto ambientale) da più di 15 anni e con un limite di movimenti/anno pari a 16.300 mai rispettato.

Ai politici che hanno governato la nostra città nell’ultimo ventennio dovevano essere di monito le 4 bocciature del Ministero dell’Ambiente ai piani di ampliamento dell’aeroporto per capire che la situazione andava gestita come emergenza sia per il territorio che per la salute pubblica! Purtroppo gli abitanti dei quartieri coinvolti, oggi come ieri, sono abbandonati, in balia delle forti ricadute negative sulla salute, sull’ambiente, sulla qualità della vita.

I quartieri che subiscono di più questo degrado sono sicuramente due. In primis S. Giuseppe, sul quale ricade il caos viabilistico generato dall’aviostazione, che si somma al già pesante traffico degli spostamenti quotidiani sull’asse Treviso-Quinto-Zero Branco; l’altro quartiere è quello di Canizzano, che sopporta livelli di rumore fuori limiti di legge.

aeroporto canova treviso movimento5stelletrevisoDocumenti ufficiali del Ministero dell’Ambiente, ma pure studi prodotti in passato dagli uffici comunali, attestano che il traffico veicolare sulla SR 515 Noalese era già nel 2002 il doppio del limite previsto (LOS, Livello di Servizio consentito; DM 05/11/2001); ad oggi ci sono intere zone i cui abitanti sono costretti a vivere murati in casa per il rumore assordante, per l’aria irrespirabile dovuta al traffico insostenibile e per i “parcheggi selvaggi” praticati nelle zone adiacenti al terminal.

Riteniamo inverosimile che l’amministrazione comunale, pur disponendo di un assessorato alla rigenerazione urbana, stia dando parere favorevole alla realizzazione di due ulteriori grandi aree commerciali che andranno certamente ad aggravare la viabilità e l’impatto ambientale della zona: si tratta dell’ex Marazzato (56mila mq) e dell’ex Pagnossin (242mila mq). Facendo delle stime al ribasso, dagli oltre 25000 veicoli giornalieri odierni si arriverà a raddoppiare il traffico: un disastro ambientale già annunciato! Tutto ciò si somma alla annunciata volontà di realizzare il IV lotto della tangenziale, che alimenterà ulteriormente il collo di bottiglia viabilistico provocato dalla Noalese. Invece di insistere sul IV lotto, né Manildo ora, né la Lega di Conte e Gentilini prima, si sono preoccupati di realizzare trasporti alternativi ai mezzi su gomma, come indicato dall’impianto progettuale delle direttive europee per i trasporti orientate verso la sostenibilità e che rivolgono l’attenzione agli aspetti ambientali e sociali. Perché, nonostante gli 83 sforamenti di PM 10 rilevati dalla centralina Arpav di S. Agnese del 2017, non sono stati predisposti oculati monitoraggi ambientali ed acustici delle zone interessate dall’impatto aeroportuale atti a individuare la popolazione iperesposta, al fine di proteggerla?

Perché l’amministrazione comunale di Treviso non richiede l’aggiornamento della zonizzazione acustica aeroportuale (che è “vetusta”, come ben definito dalla commissione tecnica del Ministero dell’Ambiente nel 2005, quando il numero di voli neppure coincideva con quello odierno)?

Con la decisione di Enac di sperimentare le nuove rotte, i quartieri di Canizzano, S. Angelo, Santa Maria del Sile, S. Zeno e S. Antonino verranno maggiormente penalizzati dai disagi dovuti all’impatto acustico e atmosferico imputabile ai voli in direzione di Treviso. Ora il sindaco Manildo protesta perché dice di non volere sopra la sua città le rotte così tracciate, ufficializzate dal gestore aeroportuale nel masterplan dell’anno 2012. Troppo tardi! Hanno poca credibilità le proteste che arrivano dopo cinque anni di sostanziale disinteresse, in tempo per la campagna elettorale.

In un territorio fortemente antropizzato, nel quale sono presenti 13 istituti scolastici, luoghi di aggregazione e di culto, il sindaco, se avesse voluto mantenere le promesse fatte in campagna elettorale nel 2013, avrebbe dovuto richiedere quanto prima a Ussl e Regione Veneto – Dipartimento prevenzione, l’immediata attivazione di protocolli di sorveglianza sanitaria (HAZARD ANALYSIS) atti a identificare con precisione la popolazione esposta. L’attuale amministrazione avrebbe potuto appellarsi al principio di precauzione, come sottolinea una sentenza del Consiglio di Stato (sentenza 4227/2013). Perché non lo ha fatto?

Perché il sindaco e la Lega di Conte e Gentilini, pur conoscendo le bassissime ricadute turistiche generate dal Canova su Treviso (dati certificati dalle statistiche semestrali sui movimenti turistici della Regione Veneto), hanno scaricato e continuano a scaricare inquinamento e disagi sui quartieri colpiti mentre Venezia si tiene più del 95% dei turisti in transito? È inverosimile che i partiti politici che finora hanno governato la città di fatto difendano, incentivino, promuovano l’ampliamento di una infrastruttura che lavora da diciotto anni quasi esclusivamente per incrementare l’economia turistica di Venezia lasciando a Treviso solo inquinamento e insostenibilità.

Il MoVimento si impegnerà a far sì che venga rispettata la legalità, che non venga superato il limite di movimenti prefissato, che venga tutelata la salute pubblica in relazione ai problemi legati all’inquinamento acustico e atmosferico e che dunque non ci sia spazio per nuove aree commerciali che non faranno altro che portare nuovo traffico, nuovo cemento e quindi nuovo inquinamento.



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