AIUTARE I GIOVANI NON SOLO PER MIGLIORARE IL LORO PRESENTE E FUTURO

AIUTARE I GIOVANI NON SOLO PER MIGLIORARE IL LORO PRESENTE E FUTURO, MA PER CERCARE DI RISOLLEVARE POPOLI IN SITUAZIONI DI ESTREMA POVERTA’

Tante storie di rivincita e speranza: la Fondazione Opera Don Bosco ringrazia i suoi benefattori, condividendo il positivo dato registrato nel 2017 e augurandosi di poter fare ancora meglio, continuando a sostenere storie di vita reale in ogni angolo del mondo

Milano – “Si può fare!” si potrebbe racchiudere in questa semplice affermazione la motivazione alla base dei complessi interventi umanitari che la Fondazione Opera Don Bosco Onlus di Milano porta avanti da anni nei territori più poveri del mondo. Sì, perché alla base dei progetti e delle attività realizzate dalla realtà salesiana con sede in Via Copernico vi è l’idea che costruire un futuro migliore e agevolare lo sviluppo di popoli e territori ad oggi considerati deboli sia un’azione possibile se portata avanti con costanza, impegno, professionalità e lungimiranza.  Al centro dell’attenzione della Fondazione vi sono i giovani: linfa vitale di ogni società e rappresentazione concreta di un futuro quanto più prossimo.

Non parole, ma fatti: la Fondazione Opera Don Bosco si è contraddistinta negli anni per essere sempre in prima linea nell’aiuto del prossimo con progetti concreti, volti ad aiutare realmente chi ne ha bisogno, contribuendo a risollevare persone e, in un’ottica futuristica, territori, da condizioni di povertà estreme. Etiopia, Burundi, Congo, Honduras, Myanmar, Isole Solomon, Congo, Sud Sudan, Uruguay, Siria: sono tante le aree che nel corso del 2017 sono state oggetto di progetti volti a contrastare emergenze umanitarie, ideati per realizzare interventi a lungo termine o sostegni a distanza. Per citarne alcuni esempi vi è sicuramente da segnalare l’azione portata avanti a Gambela, in Etiopia, dove sono già stati realizzati un asilo, un ostello, un oratorio, un pozzo per la raccolta dell’acqua, un mulino e dove oggi è in programma un progetto dedicato alle donne in difficoltà, vedove o lasciate dal marito, supportate non solo nella vita quotidiana ma, in un’ottica che guarda al futuro, anche nella ricerca di un’occupazione coadiuvata da un’attività di formazione e specializzazione al fine di renderle indipendenti e in grado di prendersi cura di se stesse e dei propri figli. E’ invece il “Don Bosco Youth Centre” di Mandalay, in Myanmar, ad occuparsi di tanti bambini di strada salvati da contesti drammatici al fine di formarli con un adeguata educazione. Oggi il Centro conta 25 bambini, ma l’obiettivo è di ampliarlo, aumentandone la capacità fino a 75 bambini, formando il personale necessario per il supporto degli ospiti del Centro e per l’attività educativa nel carcere minorile. Vi è poi la realtà di Bukavu, nella Repubblica Democratica del Congo, dove è stato realizzato un Centro con specializzazioni in meccanica-auto, falegnameria, costruzione, aggiustaggio-saldatura che, molto probabilmente, verrà ampliato con l’apertura delle sezioni di idraulica e agricoltura.

Storie e territori diversi, contraddistinti da progetti e missioni che differiscono sotto tanti aspetti, ma che sono accomunati da uno scopo comune: far ritrovare ai ragazzi e alle ragazze la loro dignità e il loro posto nella famiglia e nella società.

Con 1.820.925 euro raccolti nel corso del 2017 grazie alla generosità di tanti benefattori è stato possibile realizzare 25 progetti in 16 nazioni del mondo, mettendo da parte un importante fondo da utilizzare quest’anno per nuove attività e a supporto di molteplici missioni. Un risultato grandioso, per il quale la Fondazione ha ringraziato tutti i suoi benefattori, persone uniche, non per forza legate al mondo salesiano e/o ecclesiastico perché, come ricordano dalla sede di Via Copernico “I nostri progetti coinvolgono dall’Italia persone di estrazione sociale, caratteristiche demografiche, interessi e credi differenti. Si tratta di una peculiarità non indifferente, che consideriamo un grande valore che va a confermare la bontà delle nostre azioni, lontane da logiche politiche e non per forza legate strettamente ad una chiave di lettura religiosa: quello che vogliamo è aiutare il prossimo, certamente le nostre azioni sono scandite dagli insegnamenti di Don Bosco, tuttavia la concretezza è quello che sicuramente ci contraddistingue e ci fa riconoscere all’interno di una comunità estremamente ampia e diversificata”.

Per rimanere aggiornato e scoprire tutti i progetti portanti avanti dalla Fondazione: www.operadonbosco.it



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