Allarme di Confesercenti sulla sicurezza

Allarme di Confesercenti sulla sicurezza, il Coisp: “Ennesimo SOS di una cittadinanza inascoltata che chiede solo la difesa dei diritti primari. Indispensabile investire nel nostro Comparto”
“Arriva da Confesercenti l’ennesimo disperato SOS da parte della cittadinanza italiana che chiede a gran voce garanzie per i primari diritti delle persone, tutti inscindibilmente connessi alla sicurezza. Un appello, una denuncia, un allarme che non avrebbe dovuto essere necessario, ma che invece purtroppo lo è per mettere ancor più in evidenza quanto il tema della sicurezza sia bistrattato e sottovalutato. Ma il Governo, la politica e le Istituzioni tutte non possono più fingere una ‘sordità’ che non è ammessa per chi riceve l’onore e l’onere di rappresentare, guidare, e governare un Paese che appartiene alla gente e solo alla gente. Come ripetiamo da tempo, il Comparto Sicurezza necessita di interventi sostanziosi e di investimenti seri e concreti. Niente più chiacchiere e niente bugie. I cittadini hanno il senso critico necessario per capire dove stanno le menzogne e sapranno fare le necessarie valutazioni al momento opportuno. Noi assieme a loro”.  Così Franco Maccari, Segretario Generale del Coisp, Sindacato Indipendente di Polizia, dopo l’allarme lanciato dal Presidente della Confesercenti, Massimo Vivoli, che ha detto: “Non aiutano a dare sicurezza i 7.700 reati ogni giorno denunciati in Italia sapendo che 6.300 di questi rimarranno impuniti. E non dormono sonni tranquilli i negozianti anche oggi in Italia 308 esercizi commerciali subiranno furti e rapine”. Vivoli ha chiesto “elevata priorità” per le misure atte a ridurre il grado di insicurezza fisica dei cittadini. “L’obiettivo di sicurezza delle città – ha aggiunto – deve diventare centrale all’interno dei programmi di utilizzo dei fondi europei per le smart cities”.“E’ grave, mortificante e frustrante – conclude Maccari – dover incassare lo sdegno e la disperazione dei cittadini di fronte a criminalità ed illegalità diffuse e quasi imperanti, sapendo che tutti i sacrifici che ciascuno di noi Appartenenti alle Forze dell’Ordine compie non riescono a compensare carenze, lacune e mancanze di un sistema che non ha i mezzi, i numeri, le dotazioni, gli strumenti adeguati alle sfide mortali che dobbiamo fronteggiare quotidianamente in tutto il Paese”.     



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