Alle origini della nostra civiltà : l’editto di Vittorio Amedeo Secondo di Savoia

Il commento dello storico Franco Bianchi

L’editto di Vittorio Amedeo Secondo di Savoia cade in un preciso momento storico, quando, sotto la pressione di Luigi XIV (il re sole) cerca di svincolarsi dalla soffocante protezione francese. 
Per chi non ricordi la storia di questo personaggio che divenne, negli anni successivi rispetto all’editto qui trascritto, il primo Re di Sardegna, ricordiamo che divenne Principe di Savoia, per la morte del padre, a soli nove anni. Fino a poco dopo la maggiore età, che per i regnanti era di quindici anni, il potere fu esercitato dalla madre (madama reale) Maria Giovanna Battista di Savoia-Nemours, donna intrigante, ma debole e sottomessa al Re di Francia. Riuscito a liberarsi, grazie al matrimonio con Anna Maria d’Orleans e con l’appoggio di Luigi XIV, dalle grinfie materne, quello che sarebbe poi stato conosciuto anche con la Volpe Savoiarda, cominciò a cercare di sfuggire all’interessato e soverchiante abbraccio del Re di Francia. L’editto è proprio di quel periodo quando Vittorio Amedeo II aveva dovuto concedere a Luigi XIV il supporto militare nella guerra contro la Lega di Augusta. Il principe traccheggiò parecchio e, alla fine concesse meno della metà di quanto richiesto da Luigi, anche perché Vittorio Amedeo era segretamente in contatto con la stessa Lega di Augusta in funzione antifrancese. Quando il Principe di Piemonte cercò di avere indietro i suoi uomini, Luigi glieli negò e, per la sua sicurezza, motivo per il quale Vittorio Amedeo li aveva richiesti indietro, mandò in cambio cinquemila dragoni francesi. Il segnale indubbiamente era chiaro. Con quello che presto sarebbe diventato il nemico presente in forze in casa sua, il Savoia emette, tra l’altro, l’editto qui riportato al fine di rimpinguare l’esercito e prepararsi al peggio.
Si ricorda ancora che il regno di Vittorio Amedeo II (è sepolto in una tomba bellissima nella cripta della Basilica di Superga) è stato piuttosto lungo e segnato, oltre che dai conflitti con il Re di Francia (è il periodo dell’assedio di Torino e della vicenda di Pietro Micca) anche dall’ennesima persecuzione dei Valdesi, divenne per un breve periodo Re di Sicilia e, dopo le complesse vicende legate alla Quadruplice Alleanza perse appunto tale titolo e gli fu (Trattato dell’Aia nel 1720) concesso il titolo di Re di Sardegna. La cosa peraltro non suscitò grandi entusiasmi perché la Sardegna era notevolmente più povera della Sicilia. 
Vittorio Amedeo fu anche a suo modo un riformatore importante sul piano economico e qui si ricorda soprattutto la sua riforma fiscale con cui aboliva, tra l’altro molti dei privilegi concessi in precedenza ai nobili. La sua visione era peraltro assolutistica come ben dimostra l’editto quando ribadisce il potere sovrano (si noti in particolare quando dice che alla sua versione stampata si deve prestare fede come all’originale perché questo è ‘nella sua mente’) e, dunque la sua politica fu in sostanza antinobiliare a favore del primato del Principe. 
L’editto ci mostra altre curiosità come ad esempio la cautela nel graziare chi non ha pagato le gabelle, giacché le guerre si fanno con gli uomini, certo, ma anche con i soldi. 
Per il resto nel documento si avverte chiaramente l’urgenza di ampliare a tutti i costi l’esercito e la marina per potersi difendere dallo strapotere dei Francesi. 

VITTORIO AMEDEO II 
Per Grazia di Dio Duce di Savoia, Principe di Piemonte, Re di Cipro, & c.

Volendo Noi agevolare alli Capitani delli Reggimenti d’Aosta, Nizza e della Marina li mezzi con li quali possino aumentare le loro Compagnie al numero di soldati che abbiamo loro ordinato per le presenti di nostra certa licenza piena possanza, autorità assoluta e col parere del nostro Consiglio permettiamo alli detti Capitani di prendere per soldati tutti quelli che sono nostri sudditi o abitanti ne stati nostri, benché inquisiti o condannati per delitti graziabili e alli medesimi d’andare a servire  nelle dette compagnie, mediante però che siano d’età d’anni da venti a trentacinque, di statura piuttosto grande che piccola, sani, robusti e propri (adatti) al servizio a favore dei quali ci accontentiamo per questa volta di anteporre la nostra clemenza al rigore della giustizia e meglio come infra. 
Concediamo alli medesimi salvo condotto per un mese prossimo con contrabbando di dieci giorni dopo esso spirato, pendente il qual tempo potranno detti inquisiti o condannati sicuramente portarsi … (ove sia spediente) per trattare con detti Capitani e nel caso che abbiano le qualità sopra espresse per essere … (assegnati) al servizio e quando non fossero tali volgiamo che, pendente il termine suddetto di dieci giorni concessi di contrabbando ove loro parerà senza che siano durante esso tempo molestati.
L’arruolamento di detti soldati si farà quanto al reggimento d’Aosta dall’Officiale del Soldo della città di Nizza, quanto a quello di Nizza, da quello di Vercelli e per quello della Marina da quelli delle città di Mondovì e Ceva a quali mandiamo d’assentarli subito che si saranno presentati nelle dette Città, mediante che al tempo dell’assento passino una sottomissione per servire anni quattro, lasciando passato detto tempo in libertà di continuare a servire oppure di tralasciare detto servizio e seguito detto assento con la sottomissione suddetta ordiniamo a detti Officiali del soldo di far loro dare il pane e la solita paga come agli altri soldati della nostra fanteria. 
Inoltre a tutti detti soldati come sopra assentati e sottomessi facciamo grazia e intera remissione del bando, confisca de beni e d’ogni altra pena in cui possano essere incorsi  o stati condannati per i delitti loro ascritti, imponendo al … nostro perpetuo silenzio inibendo loro in avvenire per sempre da chi sia spediente ogni molestia dichiarando nullo tutto ciò seguisse in contrario e fin d’ora dichiariamo esser nel caso graziabile tutti quelli che sono descritti sopra il secondo catalogo del Senato e quanto agli altri non ancora condannati e non descritti sopra detto catalogo basterà per essere dichiarati tali le conclusioni di uno degli Avvocati nostri, … i Generali o Provinciali  approvati dal quel Magistrato sotto la di cui giurisdizione sarà seguita l’inquisizione senza collo (accollo) di pena alcuna e della servitù sarà la sede del Capitano nella Compagnia di cui avranno servito. 
Escludiamo però di poter gioire di questa nostra grazia tutti quelli i quali sono stati inquisiti o condannati per … (non aver pagato) delle nostre gabelle ove non abbiano il consenso dell’Accertatore rispettivamente d’esse, da quali per forma de loro contratti si deve riportare. 
Saranno poi totalmente esclusi da quella grazia tutti li disertori delle nostre truppe, li detenuti e tutti quelli che per biglietti nostri già restano esclusi.
Mandiamo pertanto e ordiniamo a Magistrati, Ministri e Officiali nostri e ad ogni altro che sia spediente d’osservare e far osservare intieramente il presente ordine nostro non ostante che dette grazie non siano interinate, le costituzioni, decreti e ogni altra cosa in contrario, al che tutto per questa volta deroghiamo  trattandosi d’urgente servizio nostro e del bene pubblico dichiarando la pubblicazione del presente fatta per voce di grida e affissione di copia nei luoghi soliti valer e alla copia stampata dallo stampatore Romero doversi prestare tanta fede come al proprio originale che tal è nella nostra mente. Dat. In Torino li 24 Decembre 1688. 

V. Amedeo
V Bellegarde 
V Granerii
V. P. Marelli 
R. Gallinati 
De S.Thomas 

IL SENATO DI S.A.R. IN Nizza Sedente & c.
D’ognuno sia manifesto che per Noi e letto il soprascritto Editto di S.A.R. in data delli vintiquattro del corrente, di sua mano firmato e in dovuta forma spedito, sigillato, e sottoscritto da S. Thomas, insieme le Conclusioni del Signor Consigliere Senatore Generale Antonio Francesco Borrelli al quale è stato comunicato , il tutto considerato quello per quanto a Noi spetta e appartiene abbiamo ammesso approvato ed interinato e per le presenti ammettiamo, approviamo  e interiniamo in tutto e per tutto secondo sua forma mentis e sanare, non ostante le correnti ferie, attesa l’urgenza de quale nel soprascritto Editto e attesa l’osservanza di questa Suprema Magistratura. Dichiariamo che siano compresi e possano godere del benefizio de quale in detto Editto non solo quelli che sono descritti nel Secondo catalogo, ma ancora, quelli che sono descritti nel Primo Catalogo, ne casi però graziabili non altrimenti. Mandando a quell’effetto sia il suddetto Editto da ogn’uno a cui spetta interamente osservato, con la presente, nelli Registri nostri registrato, acciò negli occorrenti. Dato in Nizza ultimo Decembre mille sei cento sessanta otto. 
Per il suddetto Eccellentissimo Senato. 
Masino
Stampato in Nizza dal Stampator Romero 1689

Franco Bianchi, storico ligure e collaboratore del Parco delle Alpi Liguri.

Christian Flammia



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