Almaviva Contact. Presidente Foroni (LN): “Governo convochi parti sociali e chieda certezze per i lavoratori”

Milano –  Si è tenuto nella mattinata di venerdi  presso Palazzo Pirelli l’incontro tra una rappresentanza sindacale di lavoratori di Almaviva Contact, che si erano riuniti in presidio sotto la sede del palazzo regionale e il presidente della Commissione regionale Attività produttive Pietro Foroni. “La vicenda di questi lavoratori – spiega Foroni (LN) – è assolutamente paradossale.  L’azienda, infatti, dopo aver cessato il rapporto di collaborazione con ENI e pur avendo la possibilità di reimpiegarli sul territorio, ha deciso invece di trasferirli nella sede di Rende, in Calabria. Mi pare palese che il paventato trasferimento dei lavoratori a 1000 km di distanza possa sottendere un licenziamento mascherato. Il Ministro dello Sviluppo Economico Carlo Calenda ha ottenuto la sospensione di questo trasferimento, ma ad oggi non solo non esistono certezze ma nemmeno le parti sociali sono state più coinvolte dal Ministero in questa vicenda. Oltre ad esprimere tutta la mia solidarietà mi sono impegnato personalmente a scrivere al Presidente Maroni, al Ministro Calenda e al Vicemisistro Bellanova affinché i lavoratori vengano coinvolti e venga tutelato il lavoro in Lombardia. Nel caso specifico, due sono le gravi “ingiustizie”: innanzi tutto non è possibile che rimanga senza risposta da parte delle competenti autorità la decisone di ENI di interrompere il contratto senza aprire un nuovo bando,  impedendo quindi l’applicazione delle clausole sociali che avrebbero garantito la continuità professionale dei lavoratori. Allo stesso modo la conseguente decisione di Almaviva Contatct di trasferire a 1000 km di distanza i lavoratori, non può rimanere senza alcuna concreta risposta da parte del Governo. L’azienda invece di tacciare di “populismo” i lavoratori che difendono i loro posti di lavoro, si comporti  responsabilmente. Come Lombardia, il 14 novembre, approveremo in Consiglio Regionale una legge che prevede l’obbligo delle clausole sociali negli appalti di Regione Lombardia. Mi auguro quindi, che anche il Parlamento intervenga in maniera decisa. Troppi vuoti normativi a livello legislativo statale, causano queste situazioni”.

 



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