Anne e Patrick Poirier Architectures de Mémoires

AR.CH.IT, lo studio milanese dell’architetto Luca Cipelletti, in occasione della settimana dell’arte contemporanea di Milano e della Milano Design Week, apre le porte al pubblico con la mostra Architectures de Mémoires, retrospettiva dedicata agli artisti francesi Anne e Patrick Poirier in collaborazione con la Galleria Fumagalli. La mostra sarà visitabile liberamente da giovedì 12 aprile sino a domenica 22 aprile, e successivamente su appuntamento sino a venerdì 11 maggio 2018.

Architectures de Mémoires è un viaggio nel tempo e nello spazio. La mostra si propone come il racconto dell’opera dei coniugi Poirier a partire dagli anni ’70 sino alle loro ultime produzioni, attraverso grandi opere pittoriche, tappeti, fotografie e oggetti di memoria.

Anne e Patrick Poirier, SOUVENIRS STEREOSCOPIQUES (AUSKRATZEN) ® Henrik Blomqvist

Artisti eclettici e multidisciplinari, Anne e Patrick Poirier esplorano molteplici mezzi espressivi, dalla pittura, alla fotografia, alla scultura, dai plastici alle imponenti installazioni ambientali. La memoria è il fil rouge della poetica dei due creativi, che sin dalle origini della loro pratica si sono fatti portatori di un messaggio universale sulla fragilità dell’esistenza, costantemente minacciata dall’oblio, dal tempo, ma soprattutto dall’uomo stesso. Il confronto con la storia si esplicita con una ricerca di ricordi, “souvenir del tempo”, frammenti di esistenza che compongono una personale archeologia di vita, in un viaggio tra diverse culture che possa approdare alla definizione di un’identità in quanto essere umano, che dia significato e dignità all’esistenza dell’individuo.
In questa dimensione di fragile bellezza e confitto costante, la natura e la sua forza diventano la risposta e la memoria è il luogo eletto di salvezza in cui ritrovare se stessi al riparo dall’ignoranza che genera distruzione e, quindi, dimenticanza.

Tra le 28 opere in mostra, il plastico del Giardino della Memoria, cimitero di Gorgonzola immaginato da Anne e Patrick Porier e oggi in realizzazione con la collaborazione dello studio di Luca Cipelletti. La necropoli contemporanea si presenta come un grande giardino ordinato, con una planimetria a foglia di quercia, le cui nervature disegnano i viali che si snodano in un luogo di sepoltura unico al mondo. La quercia simboleggia il costante contatto e scambio tra il cielo e la terra. È inoltre l’albero sacro di molte religioni, che il progetto abbraccia con la costruzione di una cappella polivalente che accoglierà i defunti di tutte le origini e confessioni. Il Giardino della Memoria, portatore di una spiritualità condivisa e grazie alla forte presenza dell’elemento naturale, nasce per essere un luogo non di morte, ma di pacifica bellezza che accompagni con serenità e armonia chi lì riposa e chi vi cerca conforto.



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