“ANZITUTTO BAMBINI”

È ORA DI TUTELARE I DIRITTI DEI MINORI CON DISABILITÀ E IN STATO DI ABBANDONO

Presentato position paper sul modello di accoglienza delle “piccole case” nel Lazio

Roma  – Sono, per prima cosa, bambini e come gli altri avrebbero il diritto di crescere in famiglia o in un ambiente il più possibile simile a una famiglia: stiamo parlando dei 4 mila minori in Italia nati con disabilità e abbandonati alla nascita, il cui destino è, nella maggior parte dei casi, una lunga ospedalizzazione o il ricovero in una struttura residenziale sanitaria.

Ma nel Lazio, dove sono circa 250 i bambini con gravi disabilità e senza la famiglia di origine, la situazione sta finalmente per mutare: manca soltanto l’ultimo scatto per tutelare a pieno i diritti di questi minori che, nel momento in cui non accedono all’adozione o all’affido familiare, possono essere accolti in case famiglia socio assistenziali e non essere “abbandonati”, per una seconda volta, in una corsia d’ospedale.

Perché, come dimostra l’esperienza ventennale della Cooperativa sociale “L’Accoglienza Onlus”, è possibile ed auspicabile accogliere bambini disabili gravi in una casa famiglia, dove l’affettività, l’intimità, le cure personalissime di operatori professionali creano quel “calore di casa”, fondamentale per ogni bambino come si evince anche dalle Convenzioni internazionali sui diritti dell’infanzia.

È quanto emerge dal convegno “Anzitutto Bambini: verso un modello di integrazione socio-sanitaria nell’accoglienza di minorenni, con disabilità ad alta complessità e al di fuori della famiglia di origine, in sistemi di tipo familiare”, promosso oggi, presso la Sala Tirreno della Regione Lazio, dalla Cooperativa L’Accoglienza Onlus, col patrocinio di Regione Lazio, Casa al Plurale e Istituto degli Innocenti.

Proprio pochi mesi fa, con la delibera 884 del 19/12/2017, la Regione Lazio ha introdotto delle rilevanti novità, stabilendo che “nel caso di accoglienza di minori con bisogni assistenziali complessi riferiti a situazioni di disabilità, le tariffe/rette minime dovranno essere maggiorate in ragione del maggior carico assistenziale necessario per l’esecuzione del piano personalizzato, secondo le direttive che verranno emanate con specifico Decreto del Commissario ad Acta che ne definirà anche il costo a carico della ASL competente”.

Per la prima volta si istituisce, come competenza regionale, un sistema di tariffazione ad hoc per quelle case famiglia che accolgono bambini in situazione di disabilità complessa, prevedendo un aumento a carico del sistema sanitario locale e superando la storica scissione fra prestazioni sociali e sanitarie, tra loro non comunicanti.

Attualmente, infatti, anche se potrebbero essere dimessi dall’ospedale, i bambini con disabilità e senza famiglia restano in un letto di un reparto, con ripercussioni negative sui bambini stessi e anche sulle finanze pubbliche, dati i costi di ricovero ospedalieri molto più elevati rispetto a quelli delle case famiglia socio-assistenziali. Non dimentichiamo che è ancora molto difficile per un bambino con disabilità trovare una famiglia o un genitore adottivo.

Nel position paper “Anzitutto bambini. Il bambino con disabilità ad alta complessità assistenziale e in stato di abbandono”- elaborato dalla Cooperativa L’Accoglienza col patrocinio Comitato Italiano per l’Unicef e di Fish (Federazione Italiana superamento Handicap) ed approfondito durante il convegno – , si indica la strada per l’applicazione del diritto inalienabile ad essere accolti in un contesto quanto più possibile familiare anche per quei bambini in stato di abbandono e con una disabilità “complessa”, cioè tale da richiedere un livello di assistenza molto elevato per mantenersi in vita: diffondere il modello di accoglienza delle “piccole case”, che in questi anni ha permesso ai bambini accolti di essere anzitutto bambini e non pazienti.

“È stato compiuto un passo significativo per la tutela dei diritti dei bambini con disabilità e al di fuori della famiglia d’origine, forse i più vulnerabili tra i vulnerabili – spiega Marco Bellavitis, responsabile de L’Accoglienza Onlus – “ma adesso bisogna procedere all’attuazione, perché si approdi finalmente a una regolamentazione della compartecipazione sanitaria e dell’effettiva ripartizione della spesa per offrire continuità di cure e definitiva certezza del diritto ai nostri bambini.”

Sono intervenuti alla tavola rotonda, coordinata dal giornalista Paolo Bustaffa, Rita Visini, assessore alle Politiche Sociali della Regione Lazio, Silvia Taviani, policy officer Save the Children e coordinatrice gruppo di lavoro per la Convenzione sui Diritti dell’Infanzia e dell’Adolescenza, Alessio Musio, professore di filosofia morale, Alessandra Battisti, ricercatrice ISTAT, Antonio Mazzarotto, dirigente dell’Area Politiche per l’Inclusione della D.R. Salute e Politiche Sociali Regione Lazio, Paolo Mariotti psicoterapeuta L’Accoglienza Onlus e neuropsichiatra infantile Policlinico Universitario “A. Gemelli” di Roma, Luigi Vittorio Berliri, presidente dell’associazione “Casa al Plurale”.

L’evento, organizzato insieme all’Ordine Assistenti Sociali Consiglio Regionale del Lazio, ha ottenuto il riconoscimento di tre crediti formativi per gli Assistenti Sociali.



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