Approvata la riforma dei Parchi

Riordino delle Aree protette

 

Torino – Con 29 voti favorevoli della maggioranza, 4 contrari del gruppo consiliare FI, con la presenza in Aula dei gruppi M5S, Lega nord e Fratelli d’Italia, nella seduta del 28 luglio, l’Assemblea legislativa di Palazzo Lascaris ha approvato la legge di riordino del sistema di gestione delle aree protette regionali, che modifica il Testo unico n. 19/2009.

Nel corso della seduta antimeridiana i lavori sono stati sospesi per una riunione della Conferenza dei capigruppo che ha accolto la richiesta della maggioranza per contingentare i tempi concessi, ai vari gruppi consiliari, per la discussione e l’esame del disegno di legge, come previsto dal Regolamento.

Dopo 25 sedute di Commissione e tre sedute d’Aula, ha aperto le dichiarazioni di voto Antonio Ferrentino (Pd), già relatore per la maggioranza del provvedimento, dichiarando “il voto positivo per questo disegno di legge nella speranza che possa rappresentare una sensibilità più ampia che quella della maggioranza. Abbiamo cercato di tesaurizzare i contributi dati dal territorio e fare una sintesi per la gestione complessiva delle aree protette. Un atteggiamento che abbiamo evidenziato con alcune proposte modificative del gruppo, in particolare sulla governance degli enti di gestione. Abbiamo tenuto costruttivamente conto delle indicazioni dell’opposizione che sembravano più convincenti. Abbiamo fatto una importante esperienza di ascolto del territorio, pronti a correggere eventuali parti del testo in base all’esperienze dei prossimi mesi che non dovessero rivelarsi pienamente soddisfacenti”.

Gilberto Pichetto – capogruppo di FI – ha manifestato apprezzamento per “il lavoro svolto in Commissione, pur se abbiamo a volte registrato una eccessiva rigidità da parte della Giunta regionale. L’esito dell’esame dell’Aula poteva dare risultati migliori, soprattutto se fossero stati previsti maggiori accorpamenti degli enti di gestione. Per migliorare il provvedimento è stata necessaria una lunga gestazione in Commissione. Peccato, invece, che in Aula non si è potuto avere un dibattito più completo, magari dedicandovi una seduta in più, prima delle ferie, ed evitando il contingentamento. Infatti le tempistiche di lavoro erano note a tutti. Per questo motivo dichiaro il voto contrario”.

“Rispetto a come era stato licenziato in Commissione – ha affermato Giorgio Bertola (M5S), già relatore di minoranza – il testo ha sofferto una ulteriore piccola marcia indietro nell’accorpamento degli enti di gestione, limitato a due casi. Noi non concordavamo con la strategia degli accorpamenti e avevamo proposto la centralizzazione degli acquisti dei vari enti per trovare economie. Purtroppo questa parziale marcia indietro si è avuta per le sollecitazioni dei consiglieri di maggioranza e non per l’accoglimento delle riserve dell’opposizione. Ma tant’è, conta il risultato. Il dibattito è stato costruttivo ma penalizzato dal contingentamento imposto dalla maggioranza. Un utilizzo smodato del contingentamento, pessima scelta, brutto episodio. Per eventuali ampliamenti di aree, che intendiamo sollecitare in futuro, la maggioranza ha preferito rinviare. Garantiamo esclusivamente la presenza durante il voto”.

Marco Grimaldi (Sel) ha sottolineato che “si tratta della prima legge che riduce gli enti di gestione ma amplia le aree protette. Non capisco le riserve espresse dall’opposizione contro il contingentamento, non mi pare vi siano pericoli per la democrazia, dato che questa legge non comporta grandi discussioni politiche seppur risultino esservi in Aula sensibilità diverse su vari temi come, per esempio, sulla caccia. Finalmente agricoltori e ambientalisti sono stati inseriti nei luoghi decisionali degli enti di gestione. Abbiamo sottovalutato il tema dell’ecoturismo mentre, la necessità di concorrere per ottenere fondi strutturali, ha richiesto l’accelerazione dei tempi di approvazione. Purtroppo molte comunità pensano ancora che un parco sia freno alle attività economiche”.

L’assessore all’Ambiente e parchi, Alberto Valmaggia, ha sottolineato “il grande lavoro svolto con 25 sedute di commissione, oltre 500 emendamenti esaminati e lunghe discussioni sui territori. Questa legge non deve essere considerata un punto di arrivo ma un punto di partenza, pur essendo una ampia rivisitazione per una gestione dei parchi più legata al territorio. Ci attende un grande lavoro nei prossimi mesi, il parco come entità dinamica e non statica che accede anche ai fondi europei”.

In sintesi, rivedere la governance delle aree protette, accorpare la gestione di alcune di queste aree, istituire due nuovi parchi e attribuire le competenze in merito ai Sacri monti all’assessorato regionale alla Cultura, mantenendo in capo all’assessorato ai Parchi la trattazione degli aspetti naturalistici caratterizzanti le aree coinvolte. Questi gli scopi principali del testo approvato.

Il sistema delle aree protette era incentrato, oltre che su 2 parchi nazionali compresi nel territorio regionale, su 81 aree a gestione regionale, 9 a gestione provinciale e 3 a gestione locale. Le aree protette regionali, che erano amministrate da 14 enti strumentali regionali di diritto pubblico, così ridotte nel 2009 dai 30 enti originari, con il nuovo testo, emendato in Aula, sono diminuiti da 14 a 12. Uno di questi, che riunisce la gestione di tutti i Sacri monti, passa quindi alla Cultura. Con quelli della Lombardia, i Sacri monti piemontesi sono patrimonio della umanità Unesco, anche per questo motivo si è pensato di enfatizzare gli aspetti architettonici e storici, mantenendo comunque la tutela ambientale.

Prima della approvazione finale sono stati approvati una decina di ordini del giorno per:

  • La valorizzazione dell’area della Abbazia di Staffarla, prima firmataria Francesca Frediani (M5S);
  • Piano di collegamento sostenibile della rete ecologica regionale, primo firmatario Federico Valetti (M5S);
  • L’istituzione della riserva naturale di Staffarda a Ravello (Cn), Francesca Frediani (M5S);
  • l’annessione, di una parte del Comune di Ormea (Cn), nel Parco naturale del Marguareis, Mauro Campo (M5S);
  • Il sostegno economico allo sviluppo e valorizzazione del Santuario di Oropa, Vittorio Barazzotto (Pd);
  • Un vincolo specifico sull’area verde “ex Borsetto” del Comune di Mappano (To), Silvana Accossato (Pd);
  • Una specifica tutela per l’area verde “ex Borsetto” a Mappano, Bertola;
  • Articolate politiche di sviluppo delle aree protette regionali, Davide Gariglio (Pd);
  • Stipulare in tempi celeri la convenzione tra l’ente di gestione dei Sacri monti e l’ente autonomo laicale di culto Santuario di Oropa, Pichetto;
  • Istituire un ente di natura interregionale con la Lombardia del Parco del Ticino, Diego Sozzani (FI).


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