Aree industriali del frusinate, strade riparabili con legge 46 e fondi delle aziende

L’emergenza viabilità nei nuclei industriali della provincia di Frosinone è al massimo livello. Se la cava solo il Cosilam con l’area dell’automotive tra Cassino, Villa e Piedimonte. Ma per il resto la situazione è disastrosa.
Il punto di minor decenza è quello di Anagni dove ha uno stabilimento il dirigente regionale di Federlazio, Domenico Beccidelli. Nei giorni scorsi lo stesso direttore di Federlazio Frosinone, Roberto Battisti, ha rilanciato la proposta di un tavolo di confronto tra enti ed imprenditori per smetterla con le denunce inutili e le polemiche senza costrutto per cercare di mettere in campo piani concreti.
Federlazio, in sostanza dice: visto che gli enti locali non hanno soldi per finanziare un programma di rifacimento delle strade ormai rese impercorribili dalle buche, studiamo una modalità di intervento secondo la quale gli enti pubblici predispongano progetti esecutivi e prevedano una copertura finanziaria con la compartecipazione delle stesse imprese interessate. Imprese che, però, a­vrebbero conseguentemente diritto ad uno sgravio fiscale pari all’impegno profuso per la viabilità.
Un argomento rilanciato anche di recente con il presidente dell’amministrazione provinciale Antonio Pompeo in occasione del­la presentazione dell’indagine congiunturale da parte del presidente dell’associazione datoriale, Alessandro Casinelli.
La proposta viene apprezzata da Francesco De Angelis, presidente del Consorzio Asi di Frosinone: «Mi pare una buona iniziativa perché il problema non è più rinviabile e, in un modo o nell’altro, bisogna trovare una soluzione al più presto. Anche perché le strade in quella situazione indeboliscono fortemente la competitività delle aziende insediate. Ci sono, infatti, problemi che incidono non solo sulla percorribilità ma anche sui tempi di percorrenza delle merci in arrivo o in partenza. Ecco perché parliamo di un problema che considero prioritario. Avrei un’altra idea – aggiunge De Angelis – che è quella di chiedere alla Regione Lazio di rifinanziare la legge 46. La famosa legge Fiat, piuttosto che ad essere destinata ad interventi di varia natura, potrebbe a questo punto essere focalizzata proprio sulla viabilità. Del resto il problema esiste ad Anagni, come a Frosinone, Sora e Cassino, e la legge 46 potrebbe essere una risposta per tutti gli agglomerati industriali. E’, oltretutto, una proposta che ho fatto ai sindacati qualche tempo fa ricevendo attenzione. Dunque, se tutti vanno in questa direzione è una richiesta che possiamo avanzare alla Regione».
«Anche perché – evidenzia il presidente del consorzio industriale del capoluogo – la legge 46 consente questi interventi senza comportare la compartecipazione da parte degli enti interessati. Se mettiamo sulla 46 quattro o cinque milioni destinando alle strade queste somme, riusciamo a fare una cosa per bene anziché farne molte di più ma fatte male».
Quanto al bando per la reindustrializzazione dell’area ex Videocon, De Angelis annuncia che «gli uffici dell’Asi stanno lavorando e spero che questa settimana possiamo andare ad una nuova pubblicazione e che questa sia la volta buona».
Qualche segnale concreto o semplice auspicio? «Spero sia la volta buona perché si abbassa il prezzo di vendita ed esiste una maggiore possibilità che l’operazione si chiuda a vantaggio di imprenditori che han­no progetti interessanti per il rilancio produttivo ed occupazionale del sito».
Pietro Zola, presidente del Cosilam, da parte sua analizza: «Ovviamente tutte le proposte che vanno nel senso dell’agevolazione dell’economia del territorio vanno raccolte favorevolmente. Ma credo che l’indotto automotive di Cassino possa rappresentare un motivo di orgoglio per la viabilità e grazie a tutti i progetti che abbiamo portato a termine. Altri progetti ben vengano. Ovviamente la prima cosa da fare affinché fare in modo che magari venga finanziata la legge 46 che prevede l’intervento regionale al 100%; ma anche la legge 60 andrebbe bene con la compartecipazione al 30% di enti locali e imprenditori. Infatti se i Comuni non hanno capacità di indebitamento per assumersi la loro parte, il 30% può andare a spese degli imprenditori ammesso che lo si faccia previo un regolamento scritto. Andiamo ad individuare insieme le necessità e le urgenze a cui occorre dare risposte in temini immediati. Il problema è che non possiamo pensare che la Regione finanzi tutte le opere per cui se, oltre alla legge 46, vengono messi fondi anche sulla legge 60 possiamo metterci a ricercare altri comparte- cipanti».
Insomma secondo il presidente del Cosilam, sia l’opzione De Angelis che quella Federlazio potrebbero essere utilmente coniugate per raggiungere l’obiettivo.



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